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domenica 28 luglio 2013

un commento a “ Benvenuti in tempi interessanti” di Slavoj Žižek.



Dunque, questo simpaticissimo filosofo comunista viene dalla Slovenia, credo sia abbastanza conosciuto, comunque trovo davvero notevole il commento che ne fa New Republic, quando lo definisce “ il filosofo più pericoloso dell'occidente”, ma devo dire che è anche uno dei più bravi a scrivere, nel senso alla fine riesce a muoversi tra attualità, filosofia, storia e cinema con grande rapidità passando da un argomento all'altro e ricollegando tutto. Tutto comincia con una specie di maledizione cinese : “ che tu possa vivere in tempi interessanti!”, per poi cominciare a capire che è come se il tempo stesso ci avesse mandato direttamente quella maledizione, per il filosofo in effetti noi viviamo davvero in tempi interessanti, dove interessanti sta in cinese per difficili. Una divisione fondamentale scorre nelle viscere di questo libro, quella tra “ uso pubblico della ragione” e “ uso privato della ragione”, quando l'intelletto generale è pubblico e quando questo invece viene privatizzato. Il caso della privatizzazione dell'intelletto generale, è un caso frequente, sarebbe un fenomeno stando al filosofo non predetto da Marx o che probabilmente non si sarebbe mai immaginato, ma di fatto vi sono molti esempi di questa privatizzazione, nei primi due capitoli viene preso sul serio questo argomento, i casi sono uno riguardo all'informatica, della quale del resto non ci stupiamo molto, è il caso del Cloud, l'altro caso di privatizzazione è proprio sotto gli occhi di tutti, io lo vivo da più vicino, si tratta del caso dell'istruzione e delle università. Parliamo del caso Cloud, una volta, ma no dico si usano ancora, certo, le notissime chiavette USB, il Cloud invece permette per esempio di mettere contenuti direttamente su internet che noi possiamo ripescare quando vogliamo, ma questa libertà che noi conquistiamo attraverso questi programmi è davvero libertà? In realtà ogni cosa paga il suo prezzo, i Cloud chiaramente sono controllati da un sistema piramide che sta dietro. Come dice nel libro:

non c'è nulla di naturale nel fatto che due o tre compagnie in una posizione quasi monopolistica possano non solo stabilire i prezzi a loro piacimento, ma anche filtrare il software che forniscono per dare alla sua “universalità” una particolare piega che dipende da interessi commerciali o ideologici” ( Žižek )


Viene poi il caso delle università, qui lo scrittore cita la riforma di Bologna dell'istruzione universitaria nell'Unione Europea, che definisce in questo modo:
“ La riduzione del compito dell'istruzione universitaria alla produzione di un sapere competente e utile è la forma paradigmatica dell'”uso privato della ragione” nel capitalismo globale contemporaneo” ( Žižek )
Il caso delle università ce lo abbiamo davanti ai nostri occhi, in questo libro si fa l'esempio dell'Inghilterra che blocca i finanziamenti alle università umanistiche per poi lasciarli solo per quelle scientifiche, è evidente che hanno paura delle persone che pensano con la propria testa, ma anche la sinistra è poco interessata a questo fatto. IN questo caso di tratta anche di tagli che si fanno alle università, tanto in questo modo non si può che avere un popolo più suddito e stupido. Forse non avremo un gran che da rimpiangere, perché spesso in università si fa tutto meno che imparare qualcosa sul serio, spesso con professori imbevuti di pregiudizi e di dogmi, quello che si fa in università è appiccicare tante nozioni in testa per poi avere la testa piena e non avere lo spazio per dei pensieri veri, per sviluppare il nostro vero potenziale, a scuola dovrebbero insegnarci a dare il meglio di noi stessi, ma sopratutto non ha ripetere pensieri di altri, altrimenti alla fine nella vita parleremo solo per parole di altri e così via. In Italia credo che la situazione sia molto peggio che il caso dell'Inghilterra, spesso ci sono nemmeno i soldi per un pennarello, visto che vedo professori che o se lo portano da casa o restano senza, è vergognoso! Ma tanto non ci sono più soldi per stampanti figurati per un gesso o un qualunque bene di prima necessità. Sempre a proposito della questione sull'ignoranza, a cosa credete che serva quel provvedimento di Letta? Insomma quello che dovrebbe andare a vantaggio di chi non ha nemmeno il diploma? Anche quello è stato fatto per lo stesso scopo, tra qualche anno gli Italiani avranno tante lauree quante ne aveva Oscar Giannino. Che poi va beh, sappiamo tutti che ci sono molte persone ricche nel mondo che non ne hanno di lauree. Questi in fondo erano due assaggi da parte dell'autore anche per far capire cosa voglia dire praticamente privatizzare l'intelletto generale. Sempre però nelle pagine dei primi due capitoli, si parla anche del caso Wikileaks e della post-politica. Spesso è stato esaltato questo Wikileaks, ma pensiamoci davvero, quell'Assange, cosa ha detto? , ha detto cose che tutti sapevano perfettamente, niente di particolarmente nuovo, non so per esempio avrebbe potuto illuminarci su quello che realmente successo in certi attentati, smontare quelle balle che raccontano i presidenti degli Stati Uniti, quello che ha fatto ha risonanza perché è l'unico che ha detto queste cose in pubblico, ma non che nessuno lo sapesse. Non si conoscono le vere ragioni di Wikileaks né chi ci sta dietro ( alcuni cospirazionisti pensano ci sia la Cia), cosa dobbiamo pensare di Wkileaks, beh l'autore dice:


(…) per mezzo di mosse come le rivelazioni di Wikileaks , la vergogna( la nostra vergogna per il fatto di tollerare un tale potere su di noi) è resa ancor più vergognosa dandole pubblicità” ( Žižek )


Di fatto come poterlo salutare come esempio positivo? Penso sinceramente che la vera informazione alternativa sia ben altra. Veniamo ora alla post-politica, noi siamo in un era post-politica sostiene lo scrittore, l'emblema di questa era è proprio il nostro Berlusconi, perché in fondo ha fatto tutto quello che un politico degno di questo nome non avrebbe mai fatto, Slavoj per esempio lo cita per il fatto che è il caso di una persona che elimina la distinzione tra politica e società civile.. È la fine della politica in persona, il caso di una persona che mette la sua vita al centro della politica, fa leggi per difendere se stesso da tutto quello che ha fatto in privato; si comporta come se lo Stato fosse un suo giocattolo. Ha trasformato la politica in una cosa non seria, in una apparenza, con il suo populismo potrebbe ricordare certi imperatori romani ( Caligola forse..), ma non credo davvero che si possa fare tutto questo paragone. Anche in questo caso tutti sanno tutto, nel senso, questo politico ha sempre avuto la sfacciataggine di farlo davanti a tutti. I nostri tempi sono interessanti, non solo per questi motivi, ma anche per via della questione della questione ecologica, diciamo pure quei disastri ecologici che ci accompagnano negli ultimi tempi, dico non è che per esempio di terremoti e tsunami in realtà ce ne sono sempre stati, ma ora li viviamo in una prospettiva diversa. Il filosofo fa l'esempio del caso del Golfo del Messico inondato di petrolio, in questo è altri casi ci troviamo di fronte ad una vera caccia al colpevole, senza senso, anche perché in realtà se vogliamo uscire per davvero da situazioni di questa natura dobbiamo in primis assumerci la nostra responsabilità, non ha senso sempre addossarla su un altro, così come ci spiega il filosofo non ha nemmeno senso fare qualche piccolo gesto per la terra giusto per non sentirsi in colpa, un po' come quando si da un euro ai terremotati tramite SMS ( soldi che poi alla fine vengono vergognosamente dati a banche che daranno in prestito a questi terremotati , con gli interessi!). Siamo di fronte a problemi di portata mondiale, problemi che sfuggono alle dinamiche capitaliste, alcuni creati dal capitalismo stesso, il loro sfruttamento di risorse, il disboscamento, ma che nel caso del petrolio è qualcosa che ai capitalisti è scivolato di mano; insomma che soluzioni ci sono? Beh, lo scrittore ne cita due, una quella new age, che tenda di sacralizzare la natura, ma noi tutti sappiamo che la natura non è migliore di come la descriveva Leopardi, questa mossa non credo abbia alcun fondamento, l'altra invece è quella di Hawken, che decide di considerare le risorse naturali alla stregua di capitale dandogli un valore, in questo modo però tutto viene mercificato senza sosta; avete presente quando qualcuno fa la battuta: tra un po' ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo!, ecco per farcela pagare però prima l'aria deve diventare merce e avere un valore, pensate dove potrebbe portarci questo tipo di soluzione. La soluzione non sta nel capitalismo, forse allora è nel comunismo? Sappiamo tutti che Žižek si definisce marxista di vecchio stampo, ma come la mettiamo con la storia comunista in Russia? Spesso è volentieri si è voluto ridurre il comunismo a Stalin, ma questi personaggi come questo e quel francese Badiou, stanno a ricordarci l'esistenza di un altro comunismo, un primo comunismo di Lenin. Quale è stato l'errore di Lenin, come si spiega il passaggio a Stalin? Beh, l'errore era già di Marx, che ha pensato di considerare appunto lo Stato come “epifenomeno” del processo economico, perché lo Stato fa pur parte della sovrastruttura, mentre l'economia è quella struttura che determina la sovrastruttura. Comunque vi ricordo che è stato lo stesso Lenin che ha riconosciuto la “figura demoniaca” di Stalin, è impossibile non riconoscere una differenza enorme tra questi due personaggi. Com'è che il comunismo Russo ha fallito?, morto Stalin, i suoi successori hanno avuto il coraggio politico di ammettere gli errori e gli orrori dello stalinismo, ma dopo queste confessioni, sebbene qualche ancora breve periodo di vero comunismo, questa è stata la bastonata da cui nessuno si è più ripreso. Però Žižek fa notare come la Cina questo non l'abbia fatto, Mao è ancora eroe nazionale, forse era meglio Stalin, forse, ma nessuno ha mai detto nulla di spiacevole su di lui, non avrebbero mica mai voluto infangare un certo onore comunista, cosa sarebbe successo se invece il Partito avesse fatto delle sue confessioni? Non sappiamo, di certo ora la Cina non saprei se definirla ancora comunista, farebbe quasi ridere definirla tale, però si richiama ancora quella sua origine. Anche la Cina come mostra lo scrittore è un paese dove si sa tutto, ma non si dice e anche perché peggio che in Italia non si può dire, non di può dire che in realtà il governo è controllato dal Partito, come un'ombra che controlla il suo uomo, però è la verità e lo sanno tutti, anche i cinesi, anche qui tutto viene fatto in un modo molto esplicito, il Partito addirittura sarebbe al di sopa di ogni legge e tiene al guinzaglio lo Stato grazie al potere sull'esercito. Tanto la verità è che la democrazia ha fallito, questo lo spiega Žižek quando dice che la nostra situazione è paradossale, perché nella nostra situazione da un alto abbiamo un capitalismo che crea problemi che devono essere risolti nell'immediato, dall'altro abbiamo un democrazia che non è in grado di avere un'azione pronta come si vorrebbe. Tra l'altro in realtà anche la cartina geo-politica sta cambiando, pensate al caso della Grecia, anche lì si tratta del fallimento della democrazia, ora c'è quella che sembra una vera dittatura, non c'è più la televisione pubblica, la gente soffre di fame, manca il lavoro, ricordatevi che le dittature più famose sono nate dalle crisi, pensate al nazismo. C'è una soluzione a questi problemi, beh il fatto è ripensare le cose da capo, qui abbiamo a che fare con democrazie su uno sfondo capitalista e multiculturalista, vediamo questi due ultimi termini più vicino. Le misure che prendono di austerità sono misure che alla fine sono necessaria solo in questa cornice capitalista, per salvare il nostro mondo liberalista, ma davvero noi vogliamo salvarlo? E se crollano le banche a noi davvero cosa importa? Non sono forse più importanti quei bambini in Grecia sempre più scheletrici perché mangiano sempre di meno? Già ma hai nostri politici che lavorano per i banchieri non interessa, sembra anche Letta faccia parte del Bilderberg, lo avevano detto quelli del movimento 5 stelle, non quanto sia affidabile questa voce, ma tanto lo sappiamo che sono tutti della stessa razza. Se invece parliamo del caso del caso del multiculturalismo, diciamo che è abbastanza noto che questo scrittore pensa che il multiculturalismo sia solo una forma di razzismo mascherato, infatti mostra i seguenti problemi insiti in questa concezione, sono il caso delle donne picchiate dai musulmani, dobbiamo forse lasciarli fare, solo per rispettare la loro cultura? Ma per dire credo ci siano molte altre problematiche di questo tipo, un conto è la diversità culturale, ma se poi questa va contro leggi morali e diritti umani? Possiamo mica credere come Nietzsche che ci sono tante lingue del bene e del male, notate che per un filosofo più relativista del genere, una cosa come quella di prima sarebbe malvagia per un certo numero di culture, quindi lingue del bene e del male, ma sarebbe buona nella lingua musulmana. Dove sta la soluzione? Žižek, sostiene che stia nella Leitkultur, diciamo una cultura comune di sfondo condivisa, quindi accentuare le somiglianze più che le differenze. Quale società potremmo sperare per il futuro? Beh uno come Žižek non poteva che proporre una soluzione stile comunista, si tratta di ripensare in una maniera diversa quella distanza tra Partito e Stato, si tratta di trovare la strada alternativa al modello della Cina. L'idea del comunismo è presa nel senso di Badiou, ovvero come una specie di idea regolativa della ragione kantiana. Però tutto questo discorso sul comunismo si fa ancora più problematico, con le parole finali:


Comunismo oggi non è il nome di una soluzione, ma il nome di un problema: il problema del commos in tutte le sue dimensioni – i commos nella natura come sostanza della nostra vita, il problema dei nostri commos biogenetici, il problema dei nostri commos culturali ( “ la proprietà intellettuale”) e, ultimo ma non meno importante, il problema dei commos quale spazio universale di umanità da cui nessuno dovrebbe essere escluso. Qualunque sia la soluzione dovrà risolvere questo problema.” ( Žižek)


In conclusione voglio dire, che scrivo commenti a questi libri, non perché io sia comunista, ma perché credo che sono questi i filosofi che potrebbero davvero lasciare un segno nel domani, questi e non quelli che ancora rimangono ancorati a una filosofia teoretico troppo astratta dal reale, perché in questi libri si parla di quella realtà che abbiamo di fronte, dei nostri tempi “interessanti”.

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