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venerdì 23 agosto 2013

Sulle donne




Ora salta fuori continuamente questa questione, ai giorni nostri stanno creando nuove leggi contro quello che definiscono con il nome di «femminicidio», il nome deriva da un errore, perché in italiano uomo può voler dire sia l'essere umano che il maschio, quando si dice omicidio, ci si riferisce all'essere umano ( Homo) e non all'uomo maschio; comunque tralasciando questo errore semantico ( che mi aveva fato notare mio padre), questo termine va a definire una realtà, che non è affatto nuova, è sempre esistita, la realtà di una grande carneficina storica. Dove cercare le origini? siamo in una società in un cui la componente maschile è presa a modello, spesso nei suoi elementi negativi, per esempio la forza che spesso è violenza, la freddezza e simili. Essere freddi, non mostrare comprensione per chi ci fa torto, altrimenti sarebbe un segno di debolezza, quando qualcuno ci attacca, noi dobbiamo sempre rispondere perché se no mostriamo di essere vigliacchi, non si scappa e tutto diventa lotta tra uomini, alla fine vince quello più fisicamente forte. Il modello maschile è proprio quello del guerriero, esattamente come lo descrive Nietzsche; le donne in un sistema di questo genere da una parte erano oggetti da difendere, ma pur sempre oggetti posseduti, in mezzo a lotte tra uomini per la conquista, oppure in caso contrario finiscono per diventare vittime di un sistema assassino che poi reca danni anche agli uomini stessi. Il maschilismo se vogliamo definirlo in questo senso è quel pensiero secondo il quale la donna non avrebbe una propria volontà, perché la sua volontà coincide con quella del suo compagno, ma quando qualcuno non ha una volontà è più un soggetto, non è più una persona ma è ridotta a cosa. Purtroppo poi questo modello rispecchia esattamente quello che ha detto davvero Nietzsche, quando diceva che l'uomo dice: « io voglio», ma la donne dice : « egli vuole», come fosse priva di volontà. Deve essere un cambiamento radicale che ha investito ogni ambito da quello religioso a quello culturale e via tutto il resto. Nell'ambito religioso si è visto passare da un'umanità che venerava inizialmente la dea madre, ad una umanità che gradualmente passa ad una religione monoteistica con dio maschile onnipotente, il così detto padre celeste. Si tratta di un rovesciamento, mentre gli uomini una volta amavano la terra anche per quello che produceva e partoriva, ora la disprezzano e la apprezzano solo come scala verso il cielo. I problemi che riguardano l'ambiente prima di tutto nascono da qua, almeno per quel che credo io, la terra è diventato un luogo da sfruttare, la felicità è stata proiettata in alto, mentre qui abbiamo a che fare con una realtà transitoria. Da quando la terra desacralizzata, ridotta ad un inferno, dove gli uomini lottano per i beni presenti in essa, ora è diventata la valle di lacrime della lotta per la sopravvivenza, vince il più forte. Il Dio maschio ha il suo popolo prediletto e la terra promessa, il popolo vede la terra come sua, quindi un suo possesso, quindi una cosa. Prima invece la natura era il soggetto-donna, da cui tutto viene noi compresi, considerare la natura come sacra ci permette di avere un rapporto diverso con essa, infatti si entrava in rapporto con una donna-soggetto; invece ora sradicati dalla madre, ci rapportiamo alla natura come donna-cosa; che questo poi spieghi anche molte altre cose? diciamo pure che ci deve essere almeno una relazione, nel senso che trattiamo la terra come trattiamo le donne. Io amo molto la religione nordica, non ci credo personalmente ma sono sempre stato attratto da quel tipo di religione nordica, come del resto da tutto mondo nordico, però si deve ammettere che questa religione rispecchia interamente lo schema maschile, il paradiso dei guerrieri maschi: la Walhalla. I guerrieri di Odino che passano il tempo a combattere durante il giorno e poi come d'incanto serviti da delle donne magnifiche ricevono l'idromele. Anche in questo caso si vede come la donna possa essere accettata solo dopo che la si «maschilizza», le valkirie sono donne guerriere che però ricalcano comportamenti maschili: sono ancora donne? ai giorni nostri si può porre la stessa domanda sulle donne-soldato. Nonostante ciò voglio dire che i Norreni rispettavano molto le donne, fare del male alle donne era considerato tabù in una religione simile, per quel che ne so io, quindi fatta eccezione dei vichinghi il rapporto con la donna era già diverso. Questo però è l'ambito della religione, poi viene quello della cultura, la dove la donna è stata tagliata fuori dal mondo dell'istruzione, un mondo che poi rifletteva schemi logico-razionali maschili, beh diversi dal pensiero femminile. Infine non parliamo dell'ambito del lavoro, la dove le donne spesso vivevano segregate in casa, fino a quando certo mano a mano le donne pur inserite nel mondo del lavoro non certo godevano degli stessi vantaggi degli uomini, per esempio il caso del salario, le condizioni di lavoro ecc... . Per esempio è abbastanza vergosnoso che le donne, almeno secondo certi dati, possiedano 1/10 del reddito mondiale. Nella storia le donne non sono state a guardare sono nati numerosi movimenti femministi, il femminismo è l'espressione della volontà femminile: la donna che rivendica sé come persona; sembra che tutto sia davvero cominciato nella Francia, che si ricordi tutto comincia con una donna di nome Olympe de Gouges con la dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, erano gli anni della rivoluzione francese. Questa audace donna per prima si fa portatrice di ideale di parità tra i due sessi, questo nel 1791 a quando viene fatta risalire quella dichiarazione; non solo si fa portatrice anche di valori di libertà, contro la schiavitù ed auspica la creazione di centri per aiutare le donne nel parto e per le vedove. Uccisa nel 1793 perché sostenitrice del movimento girondino. Dopo di che il femminismo diventa inglese, a partire da un certa Wollstonecraft, la quale sosteneva che solo l'emancipazione culturale femminile sarebbe stata davvero capace di fare la differenza, perché prima le donne devono conquistare il sapere, esso deve essere accessibile, altrimenti culturalmente sarebbero svantaggiate; ma il femminismo inglese più conosciuto lo troviamo in figure quali John Stuarat Mill, la prima volta che compaiono tesi femministe in filosofia? no, credetemi se leggete la Repubblica di Platone anche in quel testo viene espressamente detto che le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini, infatti filosofo per Platone poteva anche essere una donna, cosa ben diversa rispetto a tutti i modelli utopici che verranno dopo, dove invece si parla solo di comunanza delle donne, quasi fossero dei beni di consumo che gli uomini si spartiscono a piacere, ho sempre provato orrore nel leggere questa voce anche in autori autorevoli come Tommaso Campanella. Nel caso di Mill troviamo la prima volta, almeno credo, in cui si parla di diritto al voto delle donne, cosa che non riuscirà ad essere portata a termine, se non molto più avanti; Mill auspica con la fine della servitù delle donne e una totale fine della schiavitù in generale, anzi in realtà sostiene una serie di cose interessanti per esempio il fatto che le mogli inglesi non avendo proprietà erano in fondo peggio di certi schivi maschi anche di epoche passate. Normalmente le donne erano all'epoca considerate incapaci di governare e di compiere tuta una serie di altri mestieri, solitamente svolti da uomini, ai giorni nostri sappiamo che non è vero, ma già Mill per esempio mostrava come nella storia per esempio vi siano state abili regine che hanno davvero saputo governare un regno, dico basta pensare alla regina Elisabetta. Mill certo sarà stato influenzato anche dalla moglie, non dimentichiamo di citarne il nome: Harriet Taylor. In realtà diciamo che questa idea del dare il voto alle donne, non ha avuto piede in quell'Inghilterra, molto più avanti nascerà il movimento delle suffragette. Dal punto di vista le suffragette sono donne che rivendicando la loro persona lottano per la possibilità di scelta, donne che lottano per poter davvero incidere nel destino. C'è un bel film che ho visto sulle suffragette, si intitola «gli angeli d'acciaio», non dimenticherò le parole della protagonista condannata in cella, costretta all'alimentazione forzata, difronte ad uno psicologo mandato lì perché la credono pazza, quando gli viene chiesto quale sia la ragione del suo comportamento elenca uno alla volta i desideri che una suffragetta vorrebbe realizzare, si tratta di cose banali, che tutti desiderano, il suo atto era solo un gesto eroico contro una secolare schiavitù; lo psicologo quando si presenterà da chi lo ha mandato commenterà: « spesso il coraggio nelle donne è stato scambiato per follia». La prima nazione ha concesso il voto alle donne è stata la Svezia nel 1718, la Finlandia nel 1906, la Norvegia nel 1913, i nordici si rivelano più femministi di altri, seguono poi l'Inghilterra nel 1918, la Germania 1944, negli U.S.A. nel 1948, invece nel nostro paese 1946; diverso è il caso dei paesi islamici, in questo caso per esempio nel caso nell'Arabia Saudita si deve aspettare il 2001. Anche se viviamo in una società in cui potremmo considerare tranquillamente il voto una bella truffa, perché chiunque votiamo stiamo scegliendo sempre qualcuno controllato dalle stesse persone , ad ogni modo questa conquista femminile non va certamente considerata di poco conto. Non voglio discutere ancora tantissimo sulla storia del femminismo, però voglio certamente citare due gloriose anarchiche, una si chiama Voltairine de Cleyre, l'altra è la famosa Emma Goldman, dopo di che accennare agli sviluppi successivi. Goldman non lottava tanto per il voto alle donne, da anarchica questo avrebbe voluto accettare lo Stato, ma l'anarchia è un modello di società senza super-genitori, se mai è più famosa per la rivendicazione dell'indipendenza delle donne, del libero amore, quindi dell'eliminazione dell'istituzione del matrimonio, perché quando ci si ama ci sia ama davvero, ma si deve essere liberi di poter chiudere senza ostacoli, nessuna catena che leghi davvero due persone, la relazione non è possesso se no, non c'è libertà. La conquista della libertà in amore, non è ancora riuscirà alle donne, ma questo darebbe un colpo duro alla violenza nel matrimonio e nel fidanzamento, come si diceva infatti il matrimonio ha solo legato al donna ad altre catene, quelle della famiglia, che poi è diventata la gabbia dei figli e così via. La lotta per le donne dei maschi è pari a quella dei bambini che lottano per la macchinina, la mentalità è la stessa, solo qui parliamo di una persona , là invece si parla di un oggetto. Come ho detto in effetti ci sarebbe ancora molto da dire, forse però è meglio far correre di più il treno, nell'arco del novecento troviamo movimenti di femministe radicali in Germania, il movimento Redstockings americano che afferma proprio l'esistenza di un dominio storico maschile in tutto il sistema, la dove la donna era ridotta quasi a cosa, non dimentichiamo poi Carla Lonzi, il caso italiano e le proteste sempre negli anni del 68', quando si era sulle piazze per pensare in un nuovo mondo, anche le donne hanno fatto sentire la loro voce. Che fine ha fatto però il femminismo oggi? beh, certo non penso che sia vivo come magari lo era allora, anzi devo dire che per esempio movimenti come quello delle «Femen», non sembrano essere vero femminismo, andare in giro nude non ha un significato del tipo: « non abbiamo paura a mostrare il nostro corpo», ma in realtà è come se offrissero quell'oggetto tanto desiderato dagli uomini su un piatto d'argento, come distinguerle davvero da delle spogliarelliste da strada? davvero pensateci bene, non che voglia offendere nessuno, ma interroghiamoci davvero cosa è il femminismo? il femminismo è quando si vuole portare davvero la donna ad essere persona con una proprietà volontà che possa essere espressa liberamente. Questo racconto storico merita di essere concluso con le parole di Simone Beouvoir : « donna non si nasce, lo si diventa.». Con queste parole, la donna diventa conquista, non può essere banalizzata semplicemente al suo corpo, è uno spirito, è più un'essenza particolare la femminilità, ma questa essenza non è solo in quelle che noi chiamiamo donne, in realtà tutte le persone hanno due componenti una maschile e una femminile, nelle persona una diciamo è più dominante, ma non nasciamo mai completamente maschi o completamente donne; il vero maschilismo non è solo una repressione della donna esterno, ma anche dell'uomo della sua componente maschile interiore, in realtà se l'uomo sapesse davvero convivere con questa parte avrebbe un altro comportamento con le donne esterne, io da piccolo avevo diversi atteggiamenti effeminati, ho visto come entrando nella società maschile tutte queste mie caratteristiche che pur facevano parte di me stesso sono state completamente represse, siamo troppo incanalati a pensare io sono maschio e non posso invischiarmi in faccende femminili, non so per esempio lavori normalmente considerati «da donne» o simili. Quindi si tratta chiaramente di eliminare ogni idea di donna-cosa, donna-oggetto, anche nel caso dei romanzi cavallereschi la donna è considerata puro oggetto che più guerrieri si contendono; quando la donna invece viene idealizzata ad angelo, beh questo cela uno scarso interesse per la donna reale, idealizzazione sposta l'interesse per un'idea astratta di donna che si sposta sempre di più dalle donne materiali. Evitare ogni comprensione vera e propria, se per comprensione vuol dire assimilare la donna al modello maschile, infatti usare un certo tipo di categorie non permetterebbe di comprendere davvero, in quel caso avrebbe ragione Oscar Wild nel dire: « le donne sono fatte per essere amate e non per essere comprese», frase pronunciata da uno scrittore omosessuale; la donna non va compresa perché comprendere vorrebbe dire assimilarle a ciò che è famigliare ovvero all'idea di uomo, ma va riconosciuta per quello che è. L'intelligenza femminile ha mio avviso è più l'intuizione e se dovessimo situarla dovremmo parlare del cuore, l'intuizione ha il difetto di avere meno validità sperimentale, ma rispetto alla logica riesce ad arrivare alla verità prima, la coglie nell'immediato, è proprio il presente, l'attimo, mentre la logica si deve dispiegare in una sequenza temporale di passaggi. La scuola non è mai stata davvero dell'intuizione, non so davvero se sia possibile una scuola del genere, ma è interessante pensarla, noi studiamo in scuole che seguono molto schemi maschili, io sarei felice di provare una scuola tutta al femminile, potrà mai esistere? come sarà? Comunque io credo che in questo sistema l'uomo avesse davvero uno scopo importante, quello di ammiratore di donne, non si può davvero ammirare le donne se non si è maschi, questo davvero poter agire in favore delle donne per poter alla fine arrivare a contemplare i loro larghi sorrisi, questo era davvero il senso del genere maschile, ma questo può accadere nel caso di uomo che si rapporta ad una donna-soggetto, così poi si può passare anche ad una vera ammirazione della natura, rapportandoci ad una natura che anch'essa diventa madre-soggetto.


   

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