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giovedì 19 settembre 2013

IDENTITÀ NELLA FISICA




Sebbene diverse mancanze, in vari capitoli sto descrivendo e del resto anche dimostrando come sia davvero possibile che dietro ogni scienza, materia in generale si nascondano identità, l'idea sarebbe che la conoscenza in generale ha per oggetto identità o al massimo relazioni tra esse. Fino ad adesso non si era citata che la matematica come scienza, quindi ora conviene che si affrontino le varie scienze e si spieghi per filo e per segno, anche prendendo dei singoli casi, dal momento stesso che non voglio certo arrivare a fare una descrizione generale, per spiegare quale sia la relazione tra identità e fisica. Posso dire che in generale per cominciare il mio piccolo discorso la fisica cercando leggi generali della natura alla fine non fa altro che trovare identità generiche, perché descrive attraverso delle formule cosa sia la velocità, come si calcoli, cosa sia l'energia e altro ancora. Prendiamo per esempio il caso dell'energia, nel caso dell'energia cinetica essa viene descritta con la formula: K = 1/2mv^2, che vuol dire la proporzionalità dell'energia di un corpo in movimento alla massa e al quadrato della velocità. Si tratta di una vera descrizione dell'energia, perché non dimentichiamoci che il vero significato del simbolo “=” è proprio quello dell'identità, il che vuol dire che c'è uguaglianza tra i membri da un lato e quelli dall'altro, che in fondo dire K o dire 1/2mv^2 è la stessa cosa. Il problema si pone quando per esempio scomponendo questa modalità descrittiva dell'energia cinetica, si dovesse arrivare a trovare altre identità come per esempio quella della velocità, che corrisponde a questo: s/t, la massa poi a sua volta corrisponde a: VD, ovvero volume per densità. Insomma stiamo parlando di una identità che dovrebbe poggiare su altre, se però siamo attenti non ci stupiamo davvero della cosa, il fatto è che in una certa identità gli elementi che la descrivono sono dette determinazioni, ma sono tali entrando in una linea descrittiva di un'altra identità, presi per sé poi sono altre identità, è chiaro che vi è anche un'identità della velocità, ma essa può diventare determinazione in un'altra identità. C'è però un problema che si pone ora, ma se che ne so dico questo allora la velocità avendo come descrizione almeno nell'ambito della fisica come: s/t, si può ancora dire che la velocità cada sotto l'insieme dello spaio, chiarimento no, ma che vorrebbe dire che sta sopra di esso?. Diventa più evidente se facciamo un esempio più vicino alla filosofia, prendiamo un'identità, quella di uomo, siamo tutti d'accordo a dire che l'uomo è animale? Magari qualcuno no, ma non ha importanza, perché non è questo il punto, funzionerebbe anche in altri casi, ecco se considero “animale” come parte della descrizione dell'uomo, poi come faccio a dire che l'identità animale sia una grossa identità sotto la quale però deve cadere l'uomo, perché come identità sarebbe anche insieme; il punto è questo come si spiega? In realtà stiamo qui prendendo due cose come l'insieme e un'altra come identità, prendere l'uomo come insieme vuol dire pensarlo come contenitore di oggetto, quindi gli uomini stessi; però se poi parlo di identità parlo di qualcosa di più complesso, di un centro con delle determinazioni generali sulle quali si fondano varie linee descrittive. Il caso dell'insieme è particolare perché gli oggetti di esso sono dei possibili, non tanto identità, ma nel palazzo delle identità come struttura originaria, si concepisce diciamo in un certo modo come se le identità fossero oggetti di altre identità. In questo caso si dovrà chiarire attraverso vari sistemi di alberi le varie modalità descrittive, anche perché diversamente dall'insieme l'identità non ha una descrizione di sé a partire da un percorso ad albero, questo però dovrà essere chiarito separatamente, per ora è meglio continuare sul percorso della fisica. Quello che ho detto prima dell'energia, si può dire anche nel caso di altre formule per esempio questa famosissima formula di Einstein: E = mc^2, la domanda da porsi è se questa formula sostituisca del tutto quella di prima, o se invece in realtà si parli di linee descrittive diverse all'interno della stessa fisica. Alla fine di tutto questo qualcuno si starà chiedendo come faccio a risolvere la questione dell'esperimento scientifico, perché la fisica non si riduce a delle definizioni, non è solo quelle formule poste sopra, ma è anche sperimentazione. Per esempio il caso della luce che si riflette nel vetro, è un evento banale con cui abbiamo a che fare molte volte nella nostra vita e guarda caso è uno dei primi esempi che fa Feynmann nel suo libro: QED. Prendiamo il caso di una superficie di vetro immaginiamo una fonte luminosa che quinti dei fonti vadano a colpire la lastra di vetro, ecco quello che è certo è che una parte di essi rimbalzeranno, ma solo una parte. Lo schema in questo caso presuppone identità di fotoni e quella del vetro, però prese poi nella loro singolarità, visto che l'esperimento stesso non tanto nella sua forma, se mai nella sua particolarità è accidentalità. Feymann sostiene che la fisica non sia davvero in grado di spiegare un fenomeno come quello, la fisica si deve limitare a fare dei calcoli di probabilità o diciamo fare quasi delle statistiche, così anche in quel caso si tratta di calcolare quante fotoni mediamente rimbalzano data una certa fonte luminosa e una lastra di vetro. Ho preso un caso di sperimentazione fisica che mi capitava sotto naso, il punto è in questo caso la conoscenza è sempre di identità? Abbiamo due identità singolari come i vari fonti della fonte luminosa e poi quella della lastra di vetro, tutto il calcolo dipende dalle caratteristiche soprattutto di quest'ultima, per esempio Feynmann scopre che il numero di fotoni che rimbalzano dipende dallo spessore del vetro, però il punto strano è che fino ad un certo spessore il numero aumenta, poi ricomincia a diminuire per poi risalire e così via. Ad ogni modo tutto dipende da quelle identità singolari, però si tratta di una relazione tra esse, così anche esperimenti fisici diversi partono da identità e trovano relazioni, le relazioni sono azioni. Tutto sembra rimandato alla chiarificazione della nozione di azione, per ora però è chiaro il legame tra fisica e identità.

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