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lunedì 4 novembre 2013

RUDOLF STEINER E IL MISTERO DELLA VOLONTà




Rudolf Steiner, teosofo, definito anche come una sorta di filosofo alternativo, lui stesso ha redatto delle opere di Schopenhauer, nel Novembre del 1917 a Zurigo tiene una conferenza sul mistero della volontà. All’inizio ci tiene a precisare che ci troviamo in un epoca di distruzione, se si pensa che a quei tempi c’era stata la prima guerra mondiale, nel 1917 poi si ricorda la rivoluzione Russa e più avanti la guerra mondiale seconda, direi che non ha torto; quindi lui afferma che bisogna cercare una via nuova e non andare in una delle vie che ci propone il presente distruttivo, se non si finisce di nuovo in una spirale di distruzione. Il tentativo sarebbe quello di introdurre alla scienza iniziatica la maggioranza degli individui, di solito però viene detto che non sono pronti e che sarebbe troppo difficile o impensabile una cosa simile, per Steiner invece non lo è. La prima cosa che deve capire l’uomo è che lui pensa di sapere cosa sia la sua volontà, ma non ne ha la più pallida idea in realtà, la sua volontà è velata, questo come ben saprete avendo letto il testo precedente è simile anche fin troppo a un Schopenhauer che dice che noi conosciamo la nostra volontà solo nel presente e dopo che noi compiamo una determinata azione, solo che ciò che cambia è che Schopenhauer considera impossibile conoscere la propria volontà che rimane sempre velata, almeno prima del concretizzarsi nell'atto, mentre secondo Steiner le cose stanno in modo diverso, in quanto è possibile sperimentare da desti la volontà come sua intelligenza anche se adesso noi ne possediamo chesolo una sua rappresentazione.

“Andiamo per mondo come così dette persone deste; ma in realtà siamo desti solo per le rappresentazioni, siamo desti a metà, ossia sognati riguardo ai sentimenti e completamente addormentati riguardo la volontà” ( Steiner)

Così per l’analisi della volontà , secondo Steiner, si può dire che il metro sia la così detta scienza dello spirito, così da desti attraverso l’immaginazione ci si renderebbe conto che i processi della volontà non sono costruttivi ma distruttivi.

“ La volontà umana è sostanzialmente qualcosa che in parte lavora per la morte dell’uomo già durante la vita fisica.” ( Steiner)

Dice questo il teosofo perché sembra che la volontà si insinui nei processi distruttivi del nostro cervello, esattamente come fa la parte spirituale e quella animica; quindi nel cervello non avvengono solo processi costruttivi contrariamente a ciò che si pensa. Possiamo dire che moriamo in ogni istante, che la volontà è un elemento principale di questo processo; possiamo essere vivi solo perché dall’altra parte del nostro cervello c’è una forza che contrasta al forza distruttiva, una forza in opposizione. Noi non abbiamo nulla a che vedere con il nostro cadavere, esso verrà cremato o sepolto e in ogni caso tornerà agli elementi della terra, ogni volta, in ogni istante proviamo quella stessa cosa che proviamo quando saremo morti e andremo nel mondo animico-spirituale. Così come già detto è chiaro che la volontà è solo nei processi distruttivi del nostro cervello e la sta.

“Pensiamo e immaginiamo grazie al fatto che la volontà distrugge in noi qualcosa.” ( Steiner)

Ogni nostra attività del nostro cervello è prodotta dal processo distruttivo della volontà, come il pensiero e l’immaginazione, dunque non si può scindere da pensiero e volontà (invece Schopernahuaer teneva le due cose separate come elementi di due vite parallele che vive l'uomo stesso), non solo la volontà si lega ai nostri atti, ma anche ai nostri pensieri e alla nostra immaginazione, tutto questo a me sembra un netto passo avanti rispetto a Schopenhauer in cui il dominio della volontà era solo rispetto all’atto, mentre qui la volontà tramite il suo processo distruttivo può produrre il pensiero, da questo poi deriva che noi non pensiamo liberamente, come io ho sempre sosprettato, anche se con tesi diverse. Steiner arriva a dire che non siamo tanto noi a pensare e a immaginare, ma la terra stessa immagina attraverso il nostro cadavere che chiamiamo corpo. Consegnato il nostro cadavere alla terra, la volontà agisce in modo distruttivo su di esso. La volontà crea le condizioni della nostra morte e ci uccide ogni giorno, in questo caso credo, dal mio punto di vista che non si possa più parlare di una volontà di vivere ma di una volontà di morte; della volontà di morte già ne parlava un altro che aveva fatto tesoro delle teorie di Schopenhauer, ma costruendo un Schopenhauer rovesciato, questo filosofo è poco conosciuto e si chiama Mainländer, che chi conosce bene Nietzsche saprà chi è. Dopo la morte, stando a quello che afferma Steiner, non agirebbero più delle forze distruttive, su di noi, o più che altro sul nostro cadavere, ma lasciato il nostro cadavere alla terra, noi accediamo a delle forze vitali, l’umanità però sembra non provare nessuna serenità da tutto questo e invece è ancora legata quella paura della morte che alla luce di questa affermazione sembra non avere fondamento. Comincia qui una critica alla visione della scienza moderna, che fa del mondo una semplice catena di cause, di cui l’uomo è semplicemente estraneo, dimenticandosi che l’uomo in realtà si inserisce nella catena causale e che il mondo così com’è non potrebbe esistere se non ci fosse mai stato l’uomo che ne ha apportato le sue modifiche, così non si può pensare che quella stessa volontà umana che all’uomo stesso è celata non abbia contribuito alla trasformazione del mondo che ci circonda. In realtà stando a Steiner , quella della connessione causale tra gli avvenimenti è solo un’illusione, la vera causa dei cambiamenti è l’umanità stessa e di questo argomento può solo occuparsene la scienza dello spirito. In particolare non dobbiamo prendere l’umanità, ma più che altro la volontà umana, solo in questa si può cercare la causa, essa si trova nell’addome, mentre nel cervello se ne trova solo una piccola parte. Una volta che si pone l’uomo come causa dei cambiamenti del mondo e la sua volontà in modo particolare, esso diventerà un vero cittadino del cosmo.

“Imparerà a considerare il cosmo come qualcosa che gli appartiene” ( Steiner)

Per accedere alla scienza dell’iniziazione, dovrà accedere e fare propria una nuova morale. Il resto della conferenza invece è dedicato alla profezia della venuta di un certo Arimane, divinità negativa o del male nello Zoroastrismo, il quale si incarnerà nel corpo di una persona con l’intento di distruggere la scienza dello spirito e l’antroposofia, pertanto Steiner invita ad essere attenti e vigili, perché non bisogna lasciarci sfuggire la sua venuta e bisogna essere svegli, per difendere più possibile quella che è la scienza dello spirito.

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