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domenica 16 febbraio 2014

V° Lezione sulle prove dell'esistenza di Dio ( Hegel)





Stiamo ancora parlando del cuore, avevo detto che il sentimento senza contenuto è solo pura astrattezza vuota, così la intende Hegel, qui ci dice che il contenuto è quella sostanza o universale in sé. La dimostrazione dunque qui è un movimento oggettivo e necessario che permette l'elevazione dello spirito a Dio. La conoscenza immediata pretende di eliminare quel contenuto infinito. Quello che ci interessa è questa questione che viene dopo, Hegel dice appunto che c'è ovviamente chi ha pensato che Dio non fosse conoscibile, in effetti per esempio Tommaso D'aquino, ha si detto che Dio è esistenza pura, ha mostrato quelle che secondo lui sono le prove dell'esistenza di Dio, ma alla fine ha detto che noi non abbiamo concetto chiaro di Dio, infatti per esempio lui nega completamente la possibilità di una prova ontologica. Qui invece Hegel spiega in che senso invece Dio sia conoscibile e le prove della sua conoscibilità siano del tutto evidenti, in particolare se la prende con l'illuminismo. Dunque vediamo un po' questi illuministi, non è che ne citi uno in particolare, credo abbia in mente forse Kant, ma questo è da vedere, in generale molti illuministi o erano deisti oppure erano atei. La posizione deista è molto facile da spiegare, anche se non centra credo con questa critica, essa sostiene che l'universo sia come un grande orologio, insomma il creato è un grande meccanismo che è in grado di funzionare da sé, Dio è come un grande matematico/orologiaio, il quale ha dato origine all'universo, poi generato questo meccanismo, visto che funzionava da sé, Dio non è più intervenuto sul creato, si è ritirato, forse ci guarda ancora da lontano chi lo sa. Ci sono due varianti del deismo, per dirla con parole semplici, una è quella dice che Dio ci ha lasciati in una valle di lacrime, abbandonato a noi stessi e noi possiamo sopravvivere su questo pianeta e migliorare la nostra esistenza solo con la tecnica ( Voltaire, in un riassunto semplificato ) oppure si può pensare che Dio avesse creato un'opera perfetta, armonica e che poi siamo stati noi a distruggerla e rovinarla, anche la tecnica alla rovescia in effetti avrebbe dato il contributo a questa distruzione ( Rousseau, in poche parole ). L'ateismo invece era una posizione sostenuta da certi personaggi come Diderot, spesso collegata ad un idea materialista del mondo. Anche dopo questo discorso breve sull'illuminismo mi sento abbastanza convinto che in questo caso la persona più coinvolta nella critica sia Kant, il quale aveva in effetti sostenuto che Dio in noi non può essere altro che un'idea regolativa, Dio non è che l'insieme di tutte le cose, noi ne abbiamo solo questo tipo di idea, da questo però non potremmo concludere che esso esiste, perché l'esistenza non è una proprietà degli enti; oltretutto oggetto della conoscenza sono i fenomeni, Dio è noumeno. Ora lasciando perdere in modo preciso a quale o quali illuministi si rivolgesse Hegel, lui stesso afferma che il problema di questa affermazione, che non si può conoscere Dio, deriva dal fatto che c'è stata una confusione tra intelletto e ragione. Verstand ( intelletto ) per Hegel indica quella parte di noi che ragiona secondo opposizioni, che divide, mentre Vernunft ( ragione ) è invece proprio quell'elemento speculativo, che ragiona secondo una logica della contraddizione, la dove la contrapposizione è superata nel momento dell'Aufhebung. La ragione invece è stata concepita nell'illuminismo in maniera del tutto diversa, per esempio questo l'elemento dell'opposizione lo troviamo ancora nelle così dette antinomie di Kant, però appunto applicato alla ragione pura. Ora veniamo alle spiegazioni sul perché al contrario Dio sarebbe conoscibile, ovvero sappiamo che Dio è in relazione con noi e questa relazione deve permettere la conoscenza, la sua stessa rivelazione è appunto un entrare in relazione con noi, non avrebbe senso essa se appunto si dovesse dire impossibile conoscere Dio, che scopo avrebbe avuto se non quello, quella tale rivelazione?. Alcuni hanno detto che noi abbiamo un intelletto finito, che l'intelletto divino è infinito, che quindi per questo motivo non sarebbe conoscibile Dio, ma al contrario se c'è un legame con lui è il fatto che noi siamo a sua immagine e somiglianza. Teniamo presente che la concezione dello Spirito/Dio hegeliano in effetti è tale che esso sia detto infinito, per cui è difficile pensarci estranei a tale infinito in questo senso.

Bibliografia:

Hegel, G., W., Vorlesungen über die Beweise vom Daseyn Gottes, 1829. Trad. Tassi, Adriano, Lezioni sulle prove dell'esistenza di Dio, Morcelliana, Brescia, 2009.

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