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sabato 8 marzo 2014

Per la pace perpetua, sez. 1 ( Kant )



Incomincerei con il vedere quello che compare proprio all'inizio del testo, infatti troviamo scritto:

" Se questa iscrizione satirica posta sull'insegna di un oste olandese, nella quale era dipinto un cimitero, valga per gli uomini in generale o in particolare per i sovrani non mai sazi di guerra, oppure valga solo per i filosofi, che vagheggiano quel dolce sogno, può lasciarsi indeciso." ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 283)

Questo significa un paio di cose:

A sappiamo a cosa si è ispirato Kant per il titolo. Quell'insegna aveva un intento satirico e come si vede aveva questo significato, ovvero che la pace l'uomo avrebbe potuto conseguirla solo con la morte, il che ha due sensi, o che la pace c'è solo dopo la morte o che ci sarà sulla terra solo quando tutti gli uomini saranno morti.

B il teorico del filosofo viene contrapposto al pratico della realtà fatta di sudditi e sovrani, dove il teorico in questo caso diventa una specie di sinonimo di utopico, mentre il secondo sembra il realizzabile, tenendo presente che utopico non è sinonimo di impossibile, infatti possibile vuol solo dire non contraddittorio, mentre appunto l'utopia non ha contraddizione in sé, altra cosa è il probabile e d in questo caso l'utopia potrebbe essere considerata improbabile.

C non ci interessa affatto se appunto questo testo debba considerarsi qualcosa che tratta un probabile  o solo qualcosa di utopico e quindi improbabile.

Veniamo dunque alla prima sezione. Essa è divisa per vari articoli, ce ne sono proprio sei ed è particolare vedere come siano terribilmente attuali, insomma come alla fine valgano ancora ora. Il testo che poneva il problema della relazione tra pratico e teorico si era conclusa con questa questione che riguardava la possibilità di una repubblica tra gli stati. Così come Hobbes aveva notato che in effetti gli stati erano come grandi individui in un nuovo stato di natura, così Kant anche qui si occupa del problema, ma la cosa non deve essere risolta in uno stato più grande, giacché allora ci sarebbe un solo Stato mondiale, e così i sovrani dei singoli stati sarebbero solo sudditi; al contrario invece si deve creare una repubblica degli stati e questa deve darsi delle leggi, perché in fondo questa repubblica degli stati è espressione dei singoli sovrani che decidono di autolimitarsi nel loro agire da leggi, così però da garantire uno stato di pace. Se ci possa essere un paragone tra questa repubblica degli stati e l'attuale Onu è da lasciarsi del tutto indeciso, o forse è meglio non affrontarlo esattamente in questo momento, ad ogni modo faccio notare che in questa repubblica non si presenta affatto per esempio un esercito corrispondente ad essa, a differenza dell'Onu che appunto possiede un esercito proprio; insomma l'Onu sembra andare più verso lo stato globale, possiede infatti a riprova già un esercito globale, questa repubblica non è concepita in questo senso. Cominciamo a vedere gli articoli:
Art. 1 " nessun trattato di pace può considerarsi tale, se è fatto con la tacita riserva di pretesti per una guerra futura" ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 284)

Armistizio ≠ Trattato di pace, nel caso in cui infatti, dovesse capitare che nel finire la guerra e nel trattare con il nemico, si pensasse già a quale guerra fare successivamente, con questo stesso nemico, non si potrebbe considerare questo un trattato di pace ma solo un armistizio. L'obbiettivo è la pace perpetua, non quella temporanea; questo appunto però è il fine stesso di questa repubblica degli stati, se gli stati si uniscono lo fanno per questo motivo, è loro interesse quindi accordare se stessi a questa regola. Questa è infatti quella molla che ha portato molte più guerre del dovuto, il piano consiste nel spezzare questo perpetuarsi di miserie.

Art. 2 " Nessuno Stato indipendente ( non importa se piccolo o grande ) può venire acquistato da un altro per successione ereditaria, per via di scambio, compera o donazione" ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 284)

Se si considera lo Stato come grande individuo, in questo caso lo scambio, la compera e la donazione apparirebbero un po' come se fossimo sul mercato degli schiavi. In ogni caso un atto di questo tipo vorrebbe dire non riconoscere la persona morale nel sovrano di quello Stato, persona che anche lui ha partecipato al famoso patto. Oltretutto appunto un atto di questo genere alla fine ha come vittime il popolo che si trova ad avere un altro padrone, i sudditi non sarebbero più del primo sovrano ma di uno straniero. Tante volte si è dato questo, ci sono stati scambi di territori, i sovrani semplicemente li scambiavano fregandosene di chi ci viveva, l'Africa sembra un paese spartito con la squadretta e il righello, mi ricordo il caso del risorgimento italiano quando abbiamo ceduto la regione Savoia, forse si può pensare anche a quando i nazisti sono penetrati senza opposizione in altri Stati, dove si presupponeva ci fossero minoranze germaniche.

Art. 3 " Gli eserciti permanenti devono col tempo interamente scomparire ". ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 285)

Intanto la guerra esiste perché ci sono dei soldati a combatterla, se non ci fossero eserciti non ci sarebbe guerra. La gara agli armamenti non fa altro che provocare gli altri stati che vorranno avere ancora più armi, anche il caso del risorgimento centra in questo caso, fu un idea di Cavour quella di provocare l'Austria con gli armamenti,  come appunto scelta astuta per quindi far intervenire l'esercito francese di Napoleone III; oppure semplicemente la guerra fredda in parte era così, oggi invece vediamo che per contare qualcosa tra gli stati devi avere la bomba atomica, ma se tu hai la bomba atomica, il vicino ha paura che possa mandargliela addosso, allora devi avercela anche tu per difenderti e però così anche l'altro vicino comincia ad avere timore e così via, fino arrivare ad un mondo pieno di bombe atomiche e con il pericolo di un'altra guerra più disastrosa. L'altra cosa è il vergognoso modo in cui il suddito viene usato dal sovrano per i suoi interessi, mandato sul fronte per fare la guerra di un altro, morire in battaglia e uccidere dei propri simili. Kant accetta l'esercitazione alle armi solo a scopo difensivo e non aggressivo, questo appunto significa che non bisogna fare come si fa adesso nel mondo, molto in America, proibizionismo delle armi o limitarne l'uso, ma solo che queste devono avere il solo scopo difensivo.

Art.4 " Non si devono contrarre debiti pubblici in vista di un'azione da spiegare all'estero " ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 286)

Questa pratica di indebitamento di Stati verso altri deve finire, perché proprio questo potrebbe essere causa di guerra, infatti uno Stato arricchendosi molto potrebbe così fare la guerra. Adesso c'è il problema del debito americano con la Cina, da questo potrebbe scaturirne una guerra e già è un esempio, però Kant fa un esempio a lui contemporaneo e cita il caso di Gugliemo III re d'Inghilterra. Kant spiega anche che la bancarotta di uno Stato ( vedi la Grecia oggi ), può essere l'origine di una guerra o quantomeno può attirarla, uno Stato potente creditore e uno Stato debitore dall'altra senza mezzi, uno Stato potrebbe essere tentato ad impadronirsi dell'altro, altri Stati potrebbero considerare la cosa ingiusta o non tollerare questa mossa e quindi intervenire, ma questo provocherebbe uno guerra tra Stati.

Art.5 " Nessuno Stato deve intromettersi con la forza nella costituzione e nel governo di uno Stato" ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 287)

Quindi lo Stato in quanto tale è voluto e costituito prima di tutto dal popolo, il sovrano in effetti dipende da esso, dalle votazione e tutto il resto; in questo non devono intervenire forze esterne, come però spesso accade, ovvero che per esempio sia un altro Stato a decidere del governo o intervenire sulla costituzione, parlo di magari governi fantoccio fatti dagli americani, che sono un classico, che vogliono esportare la loro finta democrazia. Un intervento degli altri Stati è ammesso, secondo Kant, solo nel caso in cui mettiamo lo Stato sia diviso in due, quindi in uno stato di anarchia, questo ci ricorda la primavera araba, la scissione in due tra ribelli e governo. L'ultimo caso presentato però potrebbe essere criticato in vari modi, il dualismo potrebbe sparire se si prende coscienza di come la CIA sia abile a orchestrare rivolte in paesi esteri, in questo caso allora sarebbe diverso, uno Stato ( U.S.A. ) commette un atto illegittimo da questo punto di vista e secondo questa costituzione di una repubblica immaginaria.

Art.6 " Nessuno Stato in guerra con un altro deve permettersi atti di ostilità, che renderebbero impossibile la reciproca fiducia nella pace futura: come , ad esempio, il ricorso ad assassini, ad avvelenamenti, la rottura della capitolazione, l'istigazione al tradimento nello Stato al quale si fa la guerra ecc." ( Kant, Per la pace perpetua, Utet, 2010, Torino, pp. 287)

Si tratta di tutte le leggi proibitive, dice Kant, perché una legge permissiva non rappresenterebbe nessun obbligo, mentre quella proibitiva si, solo che alcune sono assolute si tra degli articoli: 1, 5, 6; invece vi sono altri articoli che hanno delle eccezioni: 2, 3.

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