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domenica 9 marzo 2014

VIII° Lezione sulle prove dell'esistenza di Dio ( Hegel)






Continuiamo con le nostre lezioni e ci avviciniamo sempre più alle prove vere e proprie dell'esistenza di Dio, da un lato vediamo che esse presuppongono un concetto di Dio, come del resto aveva già notato Kant. È chiaro che il concetto serve perché si sa chi è Dio, ma al di là di quello, Kant vedeva che in fondo ogni prova tendeva a ripetere l'operazione della prova ontologica, ovvero quella che dal concetto vuole ricavare l'esistenza oggettiva di Dio, perché tutte le prove in fondo presuppongono questo concetto e poi vogliono mostrare che Dio esiste, pur arrivando per altra via. In Hegel non si vede questa dichiarazione, del resto non la pensa così, ma questo lo si vedrà più avanti, più nella nona lezione. In ogni caso quello che è certo è che le prove sono più di una, ma questo, dice Hegel, non deve essere pensato in contraddizione con il fatto che l'oggetto sia uno solo. In effetti queste prove partono da cose diverse e del resto alla fine finiscono per determinare più un aspetto di Dio che esso stesso nella totalità, non di meno, non perdono valore infatti, perché con questo in realtà si arriva alla dimostrazione di Dio o alla sua necessità del suo esserci o esistere. Qui in effetti si può dire che alcune prove partono dal finito, definito da Hegel come l'accidentale, una in particolare si diceva anche prima, parte dal concetto. Le prove con punti di partenza diversi hanno un punto di arrivo che è altrettanto diverso, infatti si parla di proprietà di Dio che sono l'"è" di Dio, come sue determinazioni, mentre Dio nella sua unità è l'essere stesso. La conclusione si fa interessante, perché dice:

" Come questo pensiero anche all'interno di ognuna di queste determinazioni coglie la natura del passaggio che diciamo prova solo in modo tale che le determinazioni restano nella medesima connessione ancora esteriori una all'altra e si mediano l'una con l'altra solo in quanto autonome non riconosce la mediazione con se stesso quale rapporto definitivo e veritiero in questo processo. Ciò che si farà notare come il difetto formale di queste prove." ( Hegel, Lezioni sulle prove dell'esistenza di Dio, Morcelliana, pp. 137 )

Le determinazioni di Dio sono molteplici rispetto all'unità di Dio stesso e sembrano pensate come autonome, ma proprio questo sembra essere un difetto per le prove, in effetti più avanti parlerà del problema del divenire altro e del fatto che se si pensano quindi le determinazioni come autonome e assolute non si spiega la relazione e il passaggio.

Bibliografia:

Hegel, G., W., Vorlesungen über die Beweise vom Daseyn Gottes, 1829. Trad. Tassi, Adriano, Lezioni sulle prove dell'esistenza di Dio, Morcelliana, Brescia, 2009.






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