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mercoledì 16 luglio 2014

Delle femmine, vecchie e giovani




Non è facile parlare di questo testo, diciamo non tanto perché sia molto complesso, è un enigma come gli altri sicuramente, però la cosa che ci mette in difficoltà è il fatto stesso che Nietzsche è stato detto un maschilista e in questo testo affermazioni che manifestino una cosa del genere non mancano, il punto è se prendere tutto alla lettera per esempio, del resto non lo si può in nessun modo difendere, per quel che credo, oppure si può scavare più a fondo e vedere dove hanno origine le cose. Ovviamente non sarà l'unica volta che si incontra una difficoltà di questo genere, ma vi sono altri passi meno specifici, qui invece tutto si fa chiaro, perché una donna anziana, chiede allo stesso Zarathustra quale sia il suo pensiero nei confronti delle donne e così Zarathustra risponde, in cambio di ciò la donna gli racconta una verità sulle donne stesse, una verità che strilla, che bisogna farla tacere e quest'ultima cosa non può essere casuale. La verità che vedremo alla fine, in quanto alla fine ci viene comunicata, non deve essere comunicata a questo punto se deve essere taciuta, ma questa verità vuole venire a galla da sola, perché urla. È interessante notare che  Zarathustra comincia con l'espressione: " in verità, fratelli! ", che ricorda molto l'espressione che usava solitamente Gesù, ovviamente non è un caso, del resto in questo testo ci sono molte cose che sembrano proprio essere citazioni da vangeli e Bibbia, se non che tutto viene rovesciato o comunque prende un'altra luce, per esempio uno degli animali di Zarathustra guarda caso è il serpente, che però qui ha un altro significato, non più associato a Satana, oppure l'altro caso è quello  della festa dell'asino, che ricorda l'episodio di Mosè con quelli che veneravano il toro, solo che ha un esito completamente diverso e il rito non viene negato affatto.  Il rapporto tra uomo e donna come si spiega in questo testo è una questione di prospettive, dato che è da sottolineare che tutte quelle affermazioni che sono più di carattere maschilista sono in realtà quelle che dipingono la donna dal punto di vista dell'uomo, ma altra cosa è l'uomo per la donna e la donna stessa. Il discorso  sulla donna è un discorso dedicato solo agli uomini, dice Zarathustra, ma questo poi sarà la risposta a che cosa deve essere la donna per l'uomo. Prima di tutto Zarathustra quando parla alla vecchia signora parla del punto di vista femminile, quando dice che la donna ha l'uomo come mezzo per fare figli, questo è la sua modalità di relazionarsi con l'uomo, come una sua prospettiva. Poi si passa alla prospettiva dell'uomo, l'uomo si relaziona alla donna, in quanto lui è guerriero e la donna e li per ristorarlo. Questa immagine non sorge dal nulla, fa parte dell'idea nordica-norrena, quella della Valkyria che ristora il guerriero di Odino nella Walhalla, il paradiso dei guerrieri, dopo una giornata di lotte e di combattimenti, gli da l'idromele così dimenticherà tutto e ricomincerà il giorno dopo da capo. L'uomo dice Zarathustra è anche un bambino, immagine che richiama quella del fanciullo della metamorfosi, ma questo ovviamente fa pensare anche che la donna amando e comprendendo i bambini, abbia un certo modo di relazione con l'uomo, dove appunto l'enigma per la donna è scoprire il bambino nell'uomo, mentre l'uomo deve scoprire la verità che strilla, almeno per quello che qui ci appare. In questo gioco di prospettive, la donna ha come suo più alto ruolo quello di sperare di partorire l'oltre-uomo. La frase più significativa del testo però è questa:

" La felicità dell'uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: egli vuole. " ( Nietzsche )

Questa frase spiega molto del maschilismo, che non riconosce più una volontà alla donna, perché questa coincide con la volontà stessa del singolo uomo, le due cose devono coincidere, ma non nel senso dell'armonizzarsi, perché c'è sempre un rapporto dispari, dove la volontà maschile comanda e impera su quella femminile, che non può essere appunto in altro modo che quella dell'uomo. Di questo Nietzsche non è discolpabile, del resto anche Aristotele aveva già detto che la donna rispetto allo schiavo ha un libero arbitrio, cioè una volontà ma non sarebbe capace a farne uso. Sono idee che un giorno si spera di eliminare, sopratutto perché in realtà donna ha dato storicamente ampia dimostrazione del suo valore, anche perché se le donne non hanno volontà la regine Elisabetta chi era? un uomo travestito? ma questo è solo un esempio preso a caso. Ad ogni modo come si vede il testo è piuttosto delicato, soprattutto adesso che dovrei rivelare questa famosa verità che strilla e tentare di darne almeno una qualche interpretazione. La verità per gli uomini, che poi viene nel testo dalla bocca di una donna è questa:

" Vai dalle donne? Non dimenticarti la frusta!. "  ( Nietzsche )

Credo che la frusta può essere presa come immagine, è chiaro che è quell'elemento addomesticatore, uno strumento del dominio. È brutto riconoscere che di solito è lo strumento che fa da medio tra il padrone lo schiavo, però penso che qui possa anche essere inteso in un senso più debole, dove essa diventa lo strumento che rende possibile il coincidere di quelle due volontà.

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