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lunedì 28 luglio 2014

" Politica " ( Aristotele ), libro IV:



Il quarto libro in realtà riparte dalle varie costituzioni, solo che va più a fondo, perché ogni tipo di costituzione ha per così dire dei sottotipi, dunque delle declinazioni, non c'è per esempio una sola modalità di democrazia o di oligarchia. In più mano a mano il problema sta diventando come nascono le costituzioni, come si passa da una costituzione all'altra, quali sono gli elementi principali delle costituzioni, per esempio appunto parlare dei tribunali e delle magistrature. Qui intanto voglio segnale la seguente definizione di costituzione:

" La costituzione è un ordine delle magistrature cittadine, concernente il modo della loro distribuzione, il governo della cittadinanza e il fine di ciascuna." ( Aristotele, Politica, Utet, Torino, 2006, pp. 186 )

Rispetto alla Repubblica qui non si parla di una costituzione ideale, ma se mai ci si pone il problema della costituzione più realizzabile; inoltre Aristotele critica la Repubblica per esempio per il fatto che dividendo le classi solo in tre, Platone ha semplificato troppo, per esempio la distinzione tra classe produttiva e classe guerriera finisce per non avere senso, non appena ci si rende conto del fatto ci sono nelle varie città stato dei contadini guerrieri che abbracciano le armi. La cosa che però forse è la più importante di questo libro sono tutti i sottotipi dei governi e delle costituzioni, c'è poi la discussione su come sia formata una costituzione, i suoi vari elementi. Cominciamo a parlare dei  vari sottotipi dell'oligarchia:

1 possibilità di adire a cariche tramite il censo, ovviamente in modo che sia a vantaggio dei più ricche a svantaggio dei più poveri.

2 in un altro caso sono i magistrati che scelgono tra chi ha il censo chi deve occupare le cariche vacanti.

3 c'è sempre la forma ereditaria, tra le famiglie dei più ricchi.

4 in questo caso non è più la legge che governa, ma i magistrati si sono posti al di sopra della legge.

Segue un discorso sulla democrazia, nella quale vengono individuati i seguenti sottotipi:

1 dove la legge è sovrana, la popolazione partecipa al governo solo in minima parte, perché molti hanno da lavorare dei campi e non hanno tempo per darsi alla politica.

2 dove i diritti politici sono concessi a tutti, tutti gli uomini liberi, liberi però si intende dalle necessità, liberi dal lavoro, cosa che non è facile a dirsi, anche per il problema che si diceva prima.

3 può capire che invece le cariche siano retribuite e questo diventi un modo per convincere persone ad entrare nella politica o almeno chi prima non lo avrebbe fatto per problemi di denaro e lavoro, adesso sarebbe più invogliato.

C'è un discorso anche per il regime costituzionale:

1 essendo che questo tipo di costituzione non è altro che la fusione tra quella democratica e quella oligarchica, si possono prendere delle cose dalle due costituzioni e metterle assieme, si prende ciò che si considera migliore e si crea una costituzione mista.

2 si può trovare il medio tra le due costituzioni e fare un regime costituzionale in questo modo.

3 si possono usare entrambi i sistemi legislativi, sempre che non si contraddicano.

Si finisce con la tirannia:

1 la tirannia sarà sicuramente dispotica, ma le leggi si conservano.

2 ereditaria.

3 si parla di potere assoluto, dove il bene è l'utile del più forte.

La costituzione più realizzabile per Aristotele è il regime costituzione, perché è la più salda ed evita i conflitti, perché è una mescolanza tra tutto; oltretutto uno dei problemi relativi alle rivolte dipende dal fatto che certe persone non partecipano alla sfera politica perché gli viene impedito, invece il regime costituzionale essendo mescolanza di un regime dove il potere e della massa povera e un altro dove il potere è della minoranza ricca. Tre sono in particolare gli elementi della costituzione:

1 l'assemblea.

2 magistrature.

3 tribunali.

L'assemblea era costituita da tutti quelli che avevano diritti politici, nel caso delle magistrature dei tribunali tutti i cittadini hanno diritto a candidarvisi. Il punto è chi decide? perché per esempio si può pensare che nelle decisioni, per esempio se entrare in guerra oppure no, possano concorrere sia i cittadini che i magistrati, oppure solo i magistrati o i cittadini. Un altro problema può essere quanti devono essere i magistrati e quali sono i ruoli dei magistrati? dipende dalla costituzioni, dice Aristotele, perché certi magistrati in certe costituzioni non hanno senso, per esempio il consiglio ha senso nella costituzione democratica, dice Aristotele, ma non i probuli. In ogni caso le differenze tra le magistrature, secondo Aristotele, sono principalmente tre:

1 chi nomina.

2 tra chi si nomina.

3 il modo in cui si nomina.

Ci sono però ancora le seguenti caratteristiche:

1 o tutti i cittadini possono nominare o solo alcuni di certi gruppi.

2 possono essere nominati tutti o solo alcuni di certi gruppi privilegiati.

3 o si vota o si sceglie per sorteggio.

Quando invece ci si vuole occupare dei tribunali si deve guardare chi occupa le cariche e vedere a chi viene concesso, qual'è l'oggetto della sua funzione e la metodologia per l'elezione del giudice. I tipi di tribunali sono diversi dagli omicidi, ai danni ai beni pubblici, quello sugli stranieri e così via.

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