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sabato 9 agosto 2014

La comune francese




Il quadro generale è questo: un impero, quello di Napoleone III, diciamo di carattere dispotico, con potere legislativo frammentato e debole, la libertà di stampa e di opinione soppresse. In questo stato , comincia la classica guerra tra francesi e tedeschi per contendersi l'Alsazia e la Lorena, che sono dei territori strategici perché ricchi di materie prime. Siamo nel 1870, una folla di dimostranti, senza capi, diciamo piuttosto auto-oganizzata, invade le piazze di Parigi, in particolare la piazza della Concordia era strapiena di borghesi e colletti neri, tutti che gridavano: vive la repubblique!. Era un momento strategico, perché in quel momento l'imperatore era in guerra contro la Prussia e quindi si trovava ora due nemici: uno interno e uno esterno ( al secondo dovrà arrendersi con la disfatta di Sedan). Napoleone non era amato da molti, anzi era considerato una persona assai stupida, la sua presa di potere con un colpo di Stato non era andata giù a nessuno e rendeva il potere un po' ambiguo perché nonostante le vittorie alle votazioni, era un potere fondato su un bagno di sangue. Quando il 4 settembre la folla dei rivoltanti invase il palazzo Borbone, viene cacciata il presidente industriale Eugène Schneider, mentre saliva sulle tribune il blanquista Enest Granger che proclamava la Repubblica. Questa Repubblica parigina non aveva nessuna intenzione di sconfiggere  la Prussia, non si sapeva nemmeno se un tale progetto fosse realizzabile. Il 5 settembre in rue Marie si riuniscono rappresentanti dell'Internazionale, sindacati e membri di club rivoluzionari, i quali sono tutti preoccupati da questo nuovo governo, fatto da balquisti e conservatori, non si fanno illusioni su come posso essere e come sono i politici effettivamente, allora questi decidono di creare dei comitati di vigilanza che controllino ciascun rione, almeno per quel che riguarda le azioni del nuovo governo. Questa operazione di controllo prevedeva un comitato centrale che si trovava nella sede dell'Internazionale in rue de la Corderie. Lo scopo era denunciare gli atti del governo al popolo, che almeno tutto sarebbe rimasto trasparente. I comitati si riunivano presso i municipi dei rioni, mentre i club rivoluzionari invece si radunavano nei bar e nei caffè; sembra che questi comitati avessero fatto una certa pressione c'era chi li condannava come perquisitori e usurpatori di potere, altri invece ne esaltavano le doti rivoluzionarie. Il Comitato semplicemente chiedeva l'abolizione della polizia, la libertà di stampa o meglio l'eliminazione delle leggi che avrebbero potuto limitarla e si pensava di armare i cittadini almeno per la difesa dal nemico prussiano. Il governo attuale non aveva alcuna intenzione di entrare in guerra però, Throu affermava che sarebbe stato solo un'inutile massacro. Proprio per questo le forze popolari che non osavano arrendersi hanno avuto in quel momento la meglio. Da 28 Settembre a Ottobre sono state fatte diverse esortazioni a nuove elezioni. Il 31 ottobre 1870 il comitato centrale vuole rovesciare il governo, per sostituirlo con la Comune rivoluzionaria, così si  assedia e si assalta l'Hôtel de Ville da dove era nato tutto, dove era stata dichiarata la repubblica, sindaci e ministri arrestati dai cittadini. Successivamente i cittadini si allontaneranno dal palazzo, dopo aver ottenuto dal governo le elezioni. Sarà tra 5 e 8 Novembre che si terranno delle elezioni, vinte da rossi e repubblicani che hanno conquistato quote di municipalità. Nel 22 Gennaio 1871, ci fu un secondo tentativo di impadronirsi dell' Hôtel de Ville, anche questo fallito. Il 28 Gennaio 1871 viene firmato un trattato di pace con la Prussia, anche perché le condizioni erano sempre peggiori e il cibo cominciava a scarseggiare; le condizioni erano il disarmo e l'invasione di Parigi ( trattato di Francoforte, Thiers era stato scelto per trattare con la Prussia ). 8 Febbraio si costituisce spontaneamente il Comitato centrale della guardia nazionale, il quale era contrario al disarmo, quell'organismo che attraverso un insurrezione il 18 Marzo riuscì a costruire effettivamente la Comune a Parigi, Thiers scappa da Parigi, rinvia il suo attacco. La vera assemblea della Comune si formò successivamente a seguito delle elezioni del 26 Marzo, 14 erano quelli del Comitato eletti, altri venivano da blanquisti, internazionalisti, socialisti. La comune era piuttosto unita nonostante alcune opinioni divergenti e avevano dei principi condivisi che sono:

1 ogni scelta doveva avvenire per elezione o concorso.

2 libertà di coscienza e individuale.

3 i cittadini potevano manifestare le proprie idee ed intervenire nella politica.

4 la difesa dipendeva dalla guardia nazionale e i suoi membri erano liberamente eletti.

Altre cose caratterizzano la comune, come l'autogestione degli operai nelle fabbriche, l'abolizione delle multe e delle ritenzioni sui salari. 21-28 Maggio fu la settimana del massacro e questo segnò poi la sconfitta della Comune contro le forze di Versailles.

" La rivoluzione sorgerà attraverso la spontanea organizzazione del lavoro e della proprietà comune da parte di associazioni di produttori e dall'altrettanto spontanea formazione delle comunità, non dalla suprema azione dello Stato" ( Bakunin )

Spesso si sente dire che la comune è un esempio di democrazia diretta o democrazia in generale, oppure si parla semplicemente di socialismo, così che si sminuisce il valore dell'evento, del resto non avrebbe la stessa rilevanza che ha, se fosse solo quello. È molto più, può essere considerato un esempio storico di anarchismo, il che non è poco, questo perché rappresenta un tentativo di vero auto-gestione e di potere dal basso che si auto-governa con i suoi esecutori.

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