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lunedì 11 agosto 2014

" Politica " ( Aristotele ), libro V:



L'oggetto primo di questo libro sembra essere il mutamento di costituzione, ovvero com'è che avviene il passaggio da una costituzione ad un'altra?, la risposta sarebbe molto semplice: o si cambia con una rivolta, oppure perché semplicemente vanno al potere delle persone che sono contrarie al potere vigente e questa è una delle cose di cui si deve tenere conto se si vuole mantenere un regime. Il problema quindi adesso diventa sul perché mai debba darsi una rivolta, quali sono le sue cause. Esse sono individuate da Aristotele nella disuguaglianza, che può riguardare il denaro, un ampio divario tra ricchi e poveri, ma soprattutto il fatto che certe persone in un determinato regime non abbiano accesso alle cariche politiche e quindi siano esclusi dalla vita pubblica. Per quanto riguarda gli strumenti che si usano durante la rivolta, Aristotele ne individua almeno due: uno è la forza, la violenza di chi non ha il potere e vuole prenderselo, della massa povera contro la casta ricca, oppure può essere l'inganno, nel qual caso si riesce a fare le cose magari anche con il consenso, solo che, come si sa nella maggior parte dei casi vengono usate entrambe le tecniche. Per fare alcuni esempi di cambiamento di costituzione: per esempio la democrazia nasce dall'oligarchia, da un regime in cui pochi ricchi hanno il potere e la massa dei poveri è tagliata fuori, questa massa che non ne può più si ribella ai ricchi e prende il potere con la forza; oppure la tirannia che nasce dalla democrazia, dove appunto un uomo carismatico, populista, attira masse con l'inganno, facendo belle promesse irrealizzabili a priori, come milioni di posti di lavoro, una sanità impeccabile ed efficentissima, ricchezze per tutti, poi mano a mano un po' con il consenso popolare, un po' magari anche con la forza e brogli elettorali prende il potere e diventa il tiranno. Se interessante capire come muta una costituzione, allora lo è anche capire come si possa conservare una costituzione, come difenderla e impedire il mutamento. A questo punto la cosa più importante è l'uguaglianza, ovvero un regime dove meno persone possibili non hanno accesso alle cariche, per esempio si diceva che una monarchia come quella di Sparta lasciava spazio alla voce del popolo ( gli spartiati ) attraverso gli efori; poi per risolvere il problema delle ricchezze, ci vuole uno Stato in cui ci sia una larga classe media, solo uno Stato con una larga classe media è uno Stato che può reggersi bene. Oltretutto ci sono state delle persone ricche che hanno messo in comune con i poveri, secondo l'uso, parte delle loro ricchezze, questo ha permesso loro di non avere il popolo contro. Quello che conta inoltre per mantenere una costituzione è che ci siano delle leggi che servino per controllare chi è contro un certo regime e che gli stessi magistrati facciano altrettanto, così come si deve garantire maggiore mescolanza tra la popolazione, tra poveri e ricchi, perché gli oppositori sono forti solo quando sono uniti. Le magistrature per non essere contro la costituzione, devono si non esserlo, ma si deve anche controllare per una buona magistratura, che sia competente, giusta, virtuosa. Il tiranno invece, nel suo caso a parte, se vuole mantenere il potere dovrà fare un paio di cose, come per esempio tenere alla larga al popolo da sé e vivere in disparte in un luogo ben difeso, fare si che il popolo sia sempre diviso e impedire qualsiasi tipo di associazione, anche cose come le mense comuni, così come i sudditi non devono fidarsi l'uno dell'altro, come accadeva nei totalitarismi e magari mettere spie in giro che controllino e riferiscano tutto al tiranno, nonché aggiungerei io, pagare dei soldati mercenari come guardie del corpo o almeno che ti difendano il tuo palazzo e la tua famiglia. 

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