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sabato 30 agosto 2014

" Politica " ( Aristotele ), libro VI:



Un libro piuttosto breve, se si considera l'opera complessiva, ma vedrò di dire qualcosa anche a proposito di questo. Ci sono un paio di cose che possono essere dette in qualche modo significative che sono da un lato il discorso che fa su valori come la libertà e l'uguaglianza che sono di non poca rilevanza da un punto di vista politico, contrapposizioni tra democrazia e oligarchia così come il problema della difesa e dei tribunali con le relative magistrature. La libertà presuppone la partecipazione politica, in qualche modo non si può essere liberi in un tirannia, come nella monarchia dove la libertà è di uno solo, se libero è chi davvero comanda, allora la libertà maggiormente si esprime in un regime costituzionale o nella democrazia, la dove in parte le persone comandano e in parte sono comandate. L'altra questione è quella dell'uguaglianza, questo concetto si trova spesso collegato a quello di giustizia, perché entrambe si possono misurare su due parametri, uno è quello del numero preferito dai democratici, l'altro è quello delle ricchezze preferito dagli oligarchici. Nel primo modo, ovvero se ci basiamo sul numero, allora il potere è delle masse, ciò che è giusto è ciò che pare tale alla maggioranza visto che contano i più; secondo il secondo criterio, ci si dovrebbe basare sulle ricchezze, se le cose stanno così, allora è l'opinione dei più ricchi che conta. Questa divergenza tra democrazia e l'oligarchia, non è ovviamente l'unica, quando Aristotele discute sui metodi attraverso i quali sarebbe possibile conservare questi tipi di ordinamento, dice cose differenti per le due, dove per esempio nel caso della democrazia sembra la conservazione dipenda dai cittadini, mentre nel secondo caso dipende dall'ordinamento. Nella democrazia infatti sono i cittadini stessi che come protagonisti difendono quel tipo di ordinamento, non solo con la loro fiducia in esso, con le armi anche se necessario, perché la maggioranza vince con un buon numero e si devono evitare delle insidie, in qual caso una maggioranza unità combatterà un eventuale colpo di stato. Una grande classe media è ciò che tiene viva la democrazia, troppi poveri possono essere un problema, i ricchi e a chi non manca il denaro può essere in agguato. Il caso dell'oligarchia è del tutto diverso perché qui non essendo un governo che si basa sulla maggioranza, esso invece deve avere un buon ordinamento funzionante e degli oligarchi preparati, perché se loro sono in pochi che devono controllare le masse, devono avere dei figli addestrati alle armi che possano difendersi nel caso ci dovesse essere una rivolta popolare, se il popolo costituisce la fanteria leggera, loro saranno la fanteria pesante, i cavalieri in caso. L'ultima cosa di qualche interesse in questo libro è la questione sulla magistratura delle sentenze e chi si occupa dei prigionieri, dato che questa persona durante la sua carriera attirerà su di sé molto odio, allora sarà opportuno che lui stesso non rimanga in carica troppo a lungo, ma che venga sostituito e che i ruoli siano divisi tra persone, per evitare troppi problemi; oltre ancora al fatto che la carica deve essere anche ben pagata altrimenti nessuno svolgerebbe simili compiti.

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