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sabato 6 dicembre 2014

Lezione XVI: la caduta dell'io come originario





L'io aveva una serie di caratteristiche, da un lato l'essere originario di qualcosa, come per esempio i pensieri, quasi ne fosse la cuasa finale, poi era unità, un in sé ed infine aveva questa essenza che era fissa, pensabile ancora prima della sua esistenza. Ora a piccoli passi spiegherò come la filosofia ha distrutto tutto questo. Per quanto riguarda la questione dell'originario, possiamo fare riferimento a filosofi come Husserl e William James, in entrami i casi si parla di vissuti, che possono essere dei pensieri, sono parte di un flusso grande di coscienza, ma possono essere anche eventi, di fatto non ha nessun originario, non c'è l'io che sta all'origine di tutto ciò, ma se mai l'io deve corrispondere ad un pezzo o un ritaglio dei vissuti. Quando accediamo al mondo interiore, perdiamo la quantità, di questo se era già accorto Bergson, che diceva che due cose sono due solo perché occupano due spazi diversi, ciò significa che la quantità è collegata allo spazio e se si suppone che lo spazio non esista nell'interiore, allora non si deve poter dare una quantità all'interno di noi, dunque accediamo sempre ad un interiore che non è mai semplicemente mio o tuo. Partendo da questa prospettiva James parla di stream of consciousness, Husserl parla di Erlebnis, il vissuto e il flusso di coscienza non hanno mai un carattere individuale, se mai vogliamo trovare noi stessi dovremo sempre ritagliare da questo flusso e ciò vale anche per Bergson. Dal punto di vista di Husserl quello che dice Cartesio che poi è un pensare il Cogito come originario di pensieri e rappresentazioni, è falso, perché niente ci dice che si debba ammettere una cuasa finale, il pensarsi pensante è un pensiero, questo non ha nessun privilegio rispetto agli altri pensieri ma si inserisce nel flusso come gli altri e poi l'esperienza della cera di Cartesio rileva non che vi è un Cogito ma il fatto di un vissuto della cera che si trasforma. Il secondo punto che era fondamentale per l'io, è l'unità, questa secondo Nietzsche è caduta, noi in effetti ci troviamo in una realtà dove a parte quello che troviamo scritto sulla carta di identità, siamo molteplici, non siamo più noi stessi, finiamo per essere quello che ci giudicano gli altri, quelle persone che fanno parte di certi gruppi, che pero sono politici, forse anche calcistici, amiamo una certa musica, ma in questo non troviamo un'identità più complessa di noi stessi di cui questi sono rami, ma semplicemente ci smembriamo, siamo divisi. Spesso la società ci propone idee contraddittorie e alimenta la nostra divisione, per ci dice con il doppio pensiero: che la guerra è pace, che la servitù è libertà, noi ci troviamo quindi ad essere spaccati se vogliamo aderire a queste idee. Tutta la politica se divide la società in gruppi e li mette l'uno contro l'altro per amministrarli meglio, così poi sembra fare nell'individuo che si trova nelle sue lotte interne di pensieri contraddittori. Siamo in un mondo infinitamente interpretabile secondo Nietzsche, è un fatto che così come possiamo interpretare all'infinito le cose allo stesso modo possiamo interpretare all'infinito noi stessi. Adesso viene il problema dell'in sé, l'io non è più in sé, il primo a pensarlo è Kant, salvo poi rifondare l'io come in sé nella sua opera sulla morale, ma prima di ciò Kant parlava di io penso, che è io fenomeno e secondo le mie teorie, che ho spiegato lezioni precedenti, l'io alla fine è sempre per un evento che è quello della conoscenza. Sulla base dell'evento della conoscenza Kant ha costruito un io che è tale perché si possa dare la conoscenza. Sulla scia della perdita dell'in sé vanno messi concetti come quello di io incrinato di Deleuze e quello di Cogito fallito di Ricoeur. L'ultimo punto invece è la questione dell'esistenzialismo di Sartre, perché qui si pensa che l'esistenza preceda l'essenza, in questo senso, la questione dell'io è diversa, perché non è più che cosa sono, ma se mai cosa posso essere prendendo atto del fatto che esisto. Tutto queste posizioni alla fine hanno fatto cadere la domanda: chi sono? del resto basta mettere in discussione l'io per farlo. 

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