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domenica 7 dicembre 2014

Rivendicare l'Utopia








Quello che si è detto fino ad ora potrebbe facilmente essere frainteso, nel senso che l'antagonismo alla storia potrebbe essere preso come mero atto di assassinio senza violenza, che per quanto sia già paradossale questa affermazione, non è vero perché un gesto di questo tipo potrebbe ancora apparire storico e del resto farebbe pensare che io stesso non trovi niente di positivo nella storia, quindi si devono fare delle precisazioni. In primo luogo la storia qui non è il tempo, per esempio la produzione culturale non è storica ma è del tempo, cosa è davvero della storia? il problema sta nel negativo, la storia come faceva ben vedere Hegel produce sempre un negativo come controposizione e questo negativo possono essere le guerre, le crisi economiche e altro, quello che noi diciamo contro Hegel è che tutto questo non produce nessun progresso. La storia non si realizza con la sua fine, non c'è progresso storico, ma se mai realizzeremo qualcosa, ovvero l'utopia solo fuori dalla storia. Non è vero che la storia non abbia un'utilità, nel senso è proprio il passato storico la cosa che ci interessa di più, da questo far emergere la storia degli sconfitti e degli sfruttati, quelli che hanno lottato nel desiderio dell'utopia, perché questo desiderio ha animato tutte le rivoluzioni della storia. Quindi al contrario il passato ci interessa ma non la storia dei vincitori che usano le guerre per i loro profitti, la storia degli umili che hanno subito e lottato per uscire da questo cerchio di sfruttamento. Si tratta di accostare il passato al presente, questo passato deve essere rivendicato dal presente, deve riaccendere la vecchia brama di utopia e aprirne di nuovo una possibilità per essa.  L'azione apocalittica è quella che segnerebbe l'avvento dell'utopia. Noi guardiamo al passato, dobbiamo farlo, studiare la storia, studiarla nei suoi dettagli, vendicare quei nomi scomparsi, le loro voci, questo è utile e necessario. I grandi condottieri vincitori, i tiranni hanno fatto la parte della storia violenta, hanno conservato un grande bottino, ce lo hanno vomitato in faccia in tutti i modi, ce lo hanno inculcato nella nostra educazione, mentre noi imparavamo la loro storia. Il punto sta nel lavorare per far riemergere volti dal passato perso e rivendicare il loro sogno di utopia. La possibilità utopica si apre solo nel presente quando questo ferma la storia, la deve bloccare e mettere in discussione il proseguimento di essa. L'unico progresso che si può avere sta nelle frenate alla storia, noi in senso anti-storico abbiamo preso una coscienza, questa coscienza che cresce fonda l'atto finale apocalittico di superamento della caduta. Si riveda la storia al contrario non da chi l'ha fatta, ma da chi l'ha subita, si scriva di questi volti scomparsi, si cerchi questi senza nome, si parli di loro, gli ultimi sono la nostra possibilità di redenzione. L'uomo più povero della nostra epoca è più salvifico del politico che governa la nostra nazione. La riscrizione delle cose, aumenta la nostra consapevolezza, fa crescere in noi la possibilità di rivendicazione dell'utopia, come mondo fuori dalla storia. La situazione dei due tempi si può superare quando i due collidono e creano un terzo tempo che ci fa progredire, riapre la possibilità dell'eternità come situazione perenne di utopia. La storia è dominio, il sempre ci saremo dei governanti che torna in continuazione, quello che si deve fare e risvegliare il mondo dei fantasmi della storia da sotto, ciò che è rimasto sepolto. Ci sono molte persone che hanno pagato nella storia perché erano pedine di piani folli, il cui unico guadagno era chi comandava che saggiamente non stava mai nel campo di battaglia a morire come altri. Non sempre si tratta di riscoprire i monumenti, molto spesso questi, quello che noi andiamo così a visitare sono simboli del potere, potere che ha costruito quegli edifici a spese dei più, se mai dovessimo volgere lo sguardo a quei monumenti e per rivendicare lo spirito oggettivato degli oppressi e il loro sudore che ha marchiato quei momenti, visto che non sono stati i potenti a costruirli; passeremo tra le mura di un castello, scruteremo il Colosseo cercando di respirare l'aria affannosa del loro lavoro, ci sentiremo come fossimo in quel momento, come se volessimo risvegliare le urla di oppressi del passato. Quindi quello che si propone qui è qualcosa di diverso, si pensa che la storia in realtà sia ripetizione, sempre uno stato di fatto, ogni progresso, se lo si vuole definire così, in realtà è sempre contro questo, un movimento contro la storia, anche perché è ispirato a qualcosa di anti-storico che è l'utopia, la quale rappresenta un mondo senza storia e nel tempo. Sarebbe una società perfetta, ma appunto senza guerre, né crisi economiche, non la dominazione mondiale, di pochi, quello se mai è inabissarsi della storia in sé, il falso eterno che è ripetizione, ma sempre uguale. Sabotiamo la storia! ha ancora un senso, non è infatti il nostro progetto quello della storia, ma sembra quasi calato dall'alto e fatto da altre mani. La non-violenza positiva, in realtà doveva essere un'azione che non produce più storia, perché la storia fino ad esso si è alimentata con la violenza.


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