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domenica 4 gennaio 2015

Passages, I: L'interieur, la traccia. (Walter Benjamin)




L'interieur è caduto, questo non è più interiore ma si confonde con l'interno e si annulla nell'esteriorità. Che cosa ha causato la fine dell'interiore? non era forse la società borghese che come diceva Marcuse, è la società della libertà interiore? che senso ha tutto questo, Lutero, Kant e Hegel? Siamo in una società ipocrita, la società borghese è fatta di apparenza, così devono apparire, ma quello che si fa di nascosto, quello lo si tiene per sé. Le chiacchiere poi circolano, magari toccano quell'argomento, si teme di essere scoperti. In realtà non c'è interiore per come lo si intendeva perché questo è esteriorizzato, noi ci identifichiamo con le merci, siamo talmente una cosa sola con le merci che se qualcosa si rompe, ci sentiamo morire noi stessi. 





Nella nostra di società possiamo prendercela per una macchina rigata, un cellulare che non funziona più, che ci fa sentire oramai dei Robinson sull'isola deserta senza più contatti con nessuno, anche in quel caso ci sentiamo morire. Marcuse sempre lui dice che oramai troviamo la nostra anima nelle merci, nella nuova macchina e in ciò che compriamo. Walter Benjamin considera l'interiore in età borghese come la casa e in particolare come l'arredamento di essa, dove se si conosce l'arredamento si può conoscere la persona. È un fatto che disporre gli oggetti in un certo modo ha un certo significato inconscio, provate a entrare nella casa di un amico, spostategli gli oggetti, non tanto per nascondegleli, ma solo metterli in un'altra posizione, a quel punto la persona istintivamente li rimetterà come erano prima, perché così è lui, come se il suo inconscio avesse percepito qualcosa di estraneo. Il punto però per Benjamin è collegare tutto questo con il sogno, perché cosa sono quelle case lussuose con tutto quell'arredamento, se non sogni? questo va collegato all'immagine che usa Benjamin del panno, un panno fuori grigio, grigio noia, dentro variopinto, noi ci avvolgiamo in questo panno quando dormiamo e questo è il regno dei nostri sogni, fuori solo noia. La casa è così, dentro piena di drappeggi e arabeschi, fuori da un aspetto molto più piatto e noioso. Satanico è il nulla che si nasconde sotto queste superfici multicolori, così come nichilista, perché il vero interiore non esiste più, l'anima è reificata. Le case nell'epoca dell'800' a Parigi subivano diverse trasformazioni artistiche, questo dipendeva dalla diffusione dell'art nouveau, scale a chicciola, molto diffuse, balconi con queste rappresentazioni di fiori e così è molta arte decorativa, la bella apparenza, come la merce, come i drappeggi nelle case, come la fodera dal lato variopinto, come in un sogno, come in un mondo superficiale. I Passages in questo mondo, sono come degli interiori collettivi, non di una persona, ma di tutti, dentro pieni di negozi di lusso, fuori gallerie grigie. Secondo Benjamin ha ragione Jung, c'è un inconscio collettivo e noi stessi ne vediamo le proiezioni esterne, i passaeges sono come una di queste, una particolare; lo storico, il marxista, alla fine si trovano a interpretare sogni collettivi. L'800' è una specie di sogno collettivo, la storia lo è, l'uomo deve svegliarsi e non è il progresso che conta, ma sempre l'attualizzazione, viviamo ancora e si viveva in un incubo dove la di là della parvenza non c'è nulla.

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