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domenica 2 agosto 2015

Passages, S: Pittura, art nouveau, novità (Walter Benjamin)




(Rue Réamur, art nouveau, Paris)

Il moderno è l'inferno, il problema per Benjamin sta in questa continua volontà di novità che alla fine non è altro che un eterno ritorno noioso. La moda deve sempre sfornare nuovi abiti, nuovi vestiti, tuttavia segue sempre delle ricorrenze: c'è una moda invernale, una estiva, una primaverile e così via. Il problema è quello della novità che è tale solo per delle piccole differenze, nel senso che non c'è vera creatività, diciamo che se guardiamo veramente con occhi diversi le merci che compriamo ci renderemo conto che differiscono veramente per poco, forse per colore, per forma o per qualche funzione e basta questo per far dire ad una ditta che è un prodotto completamente diverso. Quando Benjamin cerca un esempio di tutto questo lo trova nel romanzo di Kafka: il processo, dove K. aveva incontrato un mercante d'arte che cercava di rifilargli vari paesaggi di Brughiera dipinti, K. alla fine li compra tutti, uno dopo l'altro si fa convincere, nonostante fossero non molto diversi l'uno dall'altro, fossero piuttosto vecchi e fosse piuttosto evidente che il mercante non vedeva l'ora di sbarazzarsene. Un altro esempio di ripetizione apparentemente sempre nuova è quello dell'art nouvau. Certamente il paese da citare per primo per l'art nouvau è Barcellona, questo Benjamin lo riconosce, ma anche Parigi è piena di esempi. Quello che si chiede Benjamin sull'art nouveau può essere lo stesso che si chiedeva a proposito di Baudealaire, dopo tutto il tema è sempre lo stesso: les fleurs de mal. Si tratta di capire se questa forma di arte non sia altro che espressione di questo mondo consumista, dell'evoluzione della tecnica o se al contrario oppone il tema naturale a quello della città-fabbrica. Il punto è che l'art nouvau, per Benjamin, è completamente calata nel suo tempo. Questa forma di arte deve essere fatta risalire alle tecniche del ferro e non può che essere un'evoluzione di questa, questo ovviamente rende molto più sottile la differenza nell'opposizione tra arte e industria. Questa opposizione difficilmente esiste, anche perché l'art nouvau è utilizzata per le abitazioni, per l'arredamento, per balconi, per scale, per cancelli, insomma c'è ne è quasi una produzione industriale e una moda che porta a pensare tutto ciò che è casa e arredamento secondo quello stile. Dunque l'art nouveau è moda del secolo,  non si oppone alla produzione industriale, in questo senso è il primo passo verso la commercializzazione dell'arte ed è anche un derivato della tecnica del ferro che non va mai collegata all'arte, piuttosto alle grandi esposizioni universali.

"Le foglie dipinte sui cassettoni del soffitto della biblioteca nazionale. Quando giù si sfoglia, su si ode un frusciare".  (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.615)

"In questo modo tutto ciò che la casa durevolmente contiene, persino colui che vi abita, viene sottratto allo scambio e alla libera circolazione e fissato al suolo e alla proprietà" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.615)

"Ogni casa sembra essere così... un organismo che esprime il suo interno all'esterno (...)"(Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.615)

"Un corpo astrale, per esempio, come quello che Rudolf Steiner ha visto e vissuto, Rudolf Steiner,... la cui... scuola... ha dato a tanti suoi prodotti una solennità ornamentale, i cui segni sinuosi non sono altro che un residuo dell'ornamento art nouvau." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.615)

L'art nouveau è arte delle abitazioni, arredamento, esteriorità della casa, facciata, l'interieur esteriorizzato nelle profondità floreali delle linee, scala a chiocciola che si chiude, la casa come guscio, come giardino d'inverno dove noi siamo le piante impiantate nelle nostre proprietà. Questo parla molto di un attaccamento alle cose, cose che facilmente diventano il nostro interiore e che dicono anche parecchio sulla nostra povertà spirituale. A proposito di spiritualità, quando ho letto la citazione su Rudolf Steiner non ho saputo resistere, così me la sono evidenziata. Steiner era il padre dell'antroposofia, un grande uomo e maestro di spirito, la sua Waldorfschule ha cambiato il volto della Germania e non solo. Il peccato è che in filosofia sia così poco considerato, spesso non è visto di buon occhio per questo suo tentativo di rendere accessibile il pensiero occulto, ha scritto una serie di libri di filosofia come "la filosofia della libertà", "l'enigma della filosofia", ha redatto tutte le opere di Schopenhauer, la sorella di Nietzsche a chiesto espressamente a lui che si occupasse dei frammenti del filosofo, ma se chiedete mediamente ad un professore di filosofia se Steiner sia un filosofo vi dirà di no, voi chiedetegli se è kantiano, nella maggior parte dei casi vi dirà di sì. È inutile fare un discorso lungo, dico solo che Steiner leggeva Kant dall'età di 15 anni, ma forse quello che ci interessa qua, visto che compare nella citazione, è il suo concetto di corpo astrale. Il corpo astrale è uno dei corpi sottili, corpo energetico, corpo del desiderio o corpo emozionale. Qui vengono definiti questi corpi sottili come dotati di solennità ornamentale, come se ci fosse del decorativismo in tutto questo. Anche se non sono d'accordo, mi rendo conto che chi ha scritto quella frase doveva avere la sensazione che anche in Steiner la spiritualità stava prendendo la via dell'esteriorità decorativistica.

"La vita dei fiori nell'art nouveau: un arco si tende dalle Fleurs du mal, passando per le anime floreali di Odilon Redon fino alle orchidee che Proust interesse nell'erotismo del suo Swann." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.622)

"Il perverso sguardo floreale di Odilon Redon." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.623)

"Il motivo della sterilità nell'art nouveau: la riproduzione fu sentita come la maniera più spregevole di sottoscrivere il lato animale della creazione." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.627)

"Come il moderno diventa art nouveau?" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.629)

Benjamin è piuttosto impressionante su alcuni punti: uno è quello della sessualità, l'immagine sessuale del fiore, l'evoluzione del sesso sempre più un'esperienza meno corporea, sempre più mercificata, sesso come sport, sempre più corpi venduti e un'evoluzione del sesso in tutte le strade immaginabili con l'unico scopo di fare denaro, tutto questo si vede in quello che dice e nell'art nouveau troviamo di nuovo il sex appeal diffuso nella società; il secondo punto è questo suo paragone che fa tra i nervi delle persone e la telegrafia, qui si vede l'evoluzione verso l'uomo bionico, l'uomo robot, la tecnica applicata direttamente sul corpo umano, l'uomo crea la macchina, ma la macchina sempre di più lo possiede.

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