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mercoledì 12 agosto 2015

Passages, T: Sistemi di illuminazione (Walter Benjamin)




 "... et nocturnis facibus illustrata." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.630)

Le varie epoche possono essere lette secondo luci diverse perché ognuna di essa ha un sistema di illuminazione diverso. Ogni sistema di illuminazione non è altro che una diversa tecnologia del fuoco. Si può dire che sia tutto incominciato, secondo il mito, da quando Prometeo, simbolo della civiltà, fece dono nel fuoco all'uomo e con quello l'uomo riuscì a lavorare metalli come il ferro, a produrre utensili, ad illuminare, a riscaldare e a cuocere i cibi. Prometeo è stato punito dagli dei che lo hanno legato al di sopra di una montagna, con un avvoltoio che gli mangia il fegato che ogni volta ricresce. 





Secondo il mito della caverna di Platone esistono due luci: quella del fuoco e quella del sole, la prima luce è una luce falsa, è la stessa che viene utilizzata per proiettare le ombre dei fantocci sul muro della caverna; la seconda luce è la luce vera, l'idea delle idee, il Bene, Platone  la paragona spesso al sole, questa illumina le idee e le fa essere. Così l'uomo ha scelto la prima luce, quella del fuoco, ha scelto la strada della tecnica e delle ombre della caverna, la strada delle apparenze. Per esempio Benjamin dice che i Passages sembrano delle caverne magiche illuminate dalle luci a gas che rischiarano le vetrine, come non fare l'equazione? luce a gas=fuoco e vetrine con merci illuminate=ombre proiettate sul muro della caverna. Siamo nel mondo delle apparenze e le tecnologie del fuoco non fanno altro che gettare luce sulle apparenze, in qualche maniera fanno si che queste ci attirino. Nessuno nega l'aspetto sexy delle insegne illuminate, né si può negare la magia delle mille luci delle lanterne. Vediamo più da vicino queste tecnologie del fuoco: immagino che si cominci dal semplice fuoco, per passare alle candele, ma in particolare quello che ci interessano sono le lampade ad olio e quelle a gas, quest'ultime compaiono nel XIX secolo. La lampada ad olio ha una miccia che si accende (stoppino), l'olio è versato nella lampada, di solito ha un beccuccio e un coperchio. Gli orientali al posto dell'olio, in particolare gli arabi, usavano direttamente il petrolio. La lampada a gas si basava, invece, su una miscela di ossido di carbonio e di idrogeno, la luce si otteneva con un processo di gassificazione, quindi con la trasformazione del carbone in monossido di carbonio. La vera innovazione si dice sia stata l'introduzione della luce elettrica. Benjamin dice che la luce al gas venne introdotta nel 1846 e che la prima illuminazione da luce elettrica a Parigi, nel Louvre, avvenne nel 1857. C'è come un'antitesi tra la luce a gas e l'illuminazione, perché mentre la prima convive perfettamente con i Passages, la seconda porta questa verso il loro declino. Mi immagino in quei tempi le strade non molto illuminate e questi Passages pieni di luce, immagino io che cammino e che non so bene dove mi trovo, ma vedo un Passages, vedo della luce, non potrei fare altro che dirigermi da quella parte, almeno per capire dove sono. Forse una volta i Passages avevano il privilegio dell'illuminazione, ma con l'introduzione della luce elettrica questa doveva aver rivendicato le strade nella notte. Ritornando alla questione della luce del fuoco e quella del sole, tenendosi su quello che dice Platone, è interessante che spesso Benjamin paragoni queste luci artificiali alla luce della Luna. Dopo tutto la Luna in realtà non emana nessuna luce, la sua luce che vediamo è solo il riflesso di quella del sole e qui ci si può chiedere: è il riflesso di quella del sole, come, forse, per Platone, la luce del fuoco era solo copia della luce originaria del sole?. Benjamin aggiunge di più, dice che la luce elettrica sembra una luce spettrale, che attraverso questa luce sembra come se ogni cosa fosse un fantasma, come se la realtà fosse il piccolo spettro della notte (la verità delle apparenze del giorno?). Lanterne sopra la strada per animare lo spettro della città, lanterne come insegne per rischiarare le locande e far capire che si è aperti; fiori a gas che illuminano, i fiori dell'art nouveau conditi con la tecnica scientifica del momento; rivoluzionari armati di fucili che svegliano i borghesi sonnecchiati urlando: lampioni! lampioni! e mostrando le torce in segno di minaccia. Parigi di fuoco e Parigi di luce, Parigi che splende, Parigi dei cannoni e delle barricate.

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