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domenica 9 agosto 2015

Un commento a "perché il mondo non c'è" di Markus Gabriel, p IV






Il problema posto da Gabriel suona in questo modo: quando parlo del mio salotto dico che c'è un tavolo, un televisore, un tappetto e una libreria; se qualcuno afferma che in realtà ci sono solo atomi, sta parlando di qualcosa di molto diverso che non dovrebbe essere confuso con il salotto: sono due settori di oggetti diversi. Per Gabriel il fisico non descrive ontologicamente in modo diverso il salotto, ma proprio parla di altre cose. Così nessuno pensa che il fisico quando parla di elettroni parli dello stesso settore di oggetti di chi invece sta parlando del salotto e quando si parla dell'universo, anche se il salotto senza dubbio non può trovarsi che su questa terra che è nell'universo, non parla del salotto (cosa succederebbe, però, se mandassi un divano nello spazio?). C'è un settore di oggetti che appartiene alla fisica, uno che appartiene all'arredamento e un altro all'astronomia. Oggetto dell'astronomia sono i pianeti, le stelle, le comete, ecc...; oggetto della fisica sono gli elettroni, gli atomi, le stringhe; mentre chi arreda una casa parla di salotto, televisione, tappeto e così via. Così dice infatti Gabriel: "Wohnzimmer und Planeten gehören demnach gar nicht zum selben Gegenstandbereich. Ein Gegenstandbereich ist ein Bereich, der eine bestimmte Art von Gegenständen enthält, wobei Regeln feststehen, die diese Gegenstände miteinander verbinden." (Warum es die Welt  nicht gibt, p.35)
Allora non c'è un solo mondo ma ci sono tanti settori di oggetti, quello che viene da chiedersi è a che esisto porti questa pluralità, immaginiamo un mondo senza soggetto, ovvero proviamo ad immaginare il mondo stesso, cosa ne concludiamo? cosa succede se pensiamo che gli elettroni non hanno più nulla a che vedere con il tavolo che abbiamo davanti?. Il gioco immagino funzioni perché non è chiaro cosa sia un tavolo e se rispondessimo parlando di elettroni non sapremmo più come distinguere un tavolo da un tappeto. C'è una posizione nichilista nell'ontologia che sostiene che in verità vi sono solo atomi, questa posizione è veramente nichilista perché alla fine dicendo questo di fatto si elimina tutti gli oggetti di colpo, dal momento che non si potrebbe più distinguere un oggetto dall'altro. Questa immagine della realtà uniforme pre-differenziale è da un lato l'opposto del nuovo realismo e nello stesso tempo un nemico da sconfiggere. Si potrebbe pensare questa immagine in questo modo: ci sono delle tracce energetiche con una data frequenza, a seconda di come queste tracce energetiche sono tagliate dalla stessa mente, se ne ottengono descrizioni ontologiche diverse, ma in realtà esiste solo un unico oceano energetico (realtà oceanica). Per esempio non parleremo di tavolo, ma parleremo di tracce energetiche che a seconda delle segmentazioni operate saranno di volta in volta degli elettroni, un tavolo, un pianeta e così via. C'è come un effetto moltiplicatore nel nuovo realismo, quest'altra posizione cerca invece un'unità, ma non perde mai il molteplice di vista. Il nuovo realismo deve gettare la spugna a dare una spiegazione totale delle cose, al più deve pensare che ognuno si occupi del suo settore e che non pali con quello vicino, del resto a che servirebbe? sono cose molto differenti, no?. In questo momento mi sovviene una cosa forse assai puerile, ma che potrebbe essere importante: il nuovo realismo ignora le scoperte della PNL. Quello che ha detto la PNL è che una cosa è la mappa con cui leggiamo la realtà, un'altra è il territorio, per questo motivo tutte le differenti descrizioni che si fanno del mondo non sono altro che mappe mentali rispetto ad una sola realtà omogenea che è il territorio. Il nuovo realismo non parla più di un solo territorio e nello stesso tempo pur parlando di tante mappe, non pensa che queste siano mentali, al contrario sono tutte oggettive. Rispetto alla posizione che ho proposto si può dire che in verità ci sono solo energie con queste frequenze, dopo di che tutto il resto sono mappe mentali, come la mente taglia questo oceano energetico. Rispetto alla Pnl qui si dice che non si tratta solo di mappe di convinzioni, ma ci sono molte più mappe e la fisica come le varie scienze ne conoscono diverse, non c'è una descrizione ontologica che possa dirsi migliore delle altre. Da questo punto di vista c'è da aggiungere che esiste un problema che è il linguaggio, visto che questo contribuisce molto nei tagli. Spesso confondiamo quello che diciamo con ciò che c'è, la domanda è se molti dei problemi del nuovo realismo non abbiano a che vedere con il linguaggio. Nel linguaggio non fai altro che dire quello che pensi ed in un certo senso esternare molte delle operazioni mentali. Quando parli del tavolo non parli di elettroni, quando parli di pianeti non parli del salotto e così via, questo nel linguaggio; nella realtà come non pensare che tutto possa coesistere? è chiaro che si dovrebbe pensare in termini molto più isomorfici e di omogeneità. Sicuramente Gabriel invita a distinguere i settori di oggetti, da quelli che sono solo settori di discorso, in questo modo alcune cose vanno effettivamente ridotte al linguaggio, quello che si capisce poco è quando si usi questa operazione, perché nel libro ci sono poche spiegazioni. Forse l'argomento più forte per il nuovo realista è quello dell'opera d'arte, del resto sarebbe stupido pensare che l'opera d'arte coincida con la sua base materiale, che un quadro è un'opera d'arte solo perché in una cornice, anche perché l'opera d'arte potrebbe essere la cosa stessa, per questo motivo l'opera d'arte non è l'oggetto materiale, ma è qualcosa di più. A questo punto una descrizione chimica del quadro o una fisica non servono a nulla, quello che dice un critico d'arte invece sì. La fontana di Duchamp è un'opera d'arte, ma perché? non ci interessa ora risolvere la questione, Maurizio Ferraris, ad esempio, considera l'opera d'arte un tipo particolare di documento, quello che ci interessa è che il nuovo realismo in questo modo fa funzionare bene l'idea che un settore sia quello dell'arte e un altro sia quello degli oggetti comuni o di quelli analizzati dai chimici. Posso descrivere vari oggetti con mappe diverse, tenendo presente che il territorio è uno solo, questo non lo ha capito il nuovo realismo, ma cosa fare con l'arte?. Dal mio punto vista, che adotto più o meno la teoria di Artur Danto, posso considerare le opere d'arte come forme significanti. Questo però ci riporta ad una idea di lettura, ad un essere umano che fa esperienza dell'arte e che in questa esperienza può cogliere una determinata forma significante, ma la stessa forma esiste oggettivamente?, che cosa vede un'anatra quando vede la fontana di Duchamp e che cosa un barbaro?. Al momento si può rispondere che il mondo dell'arte presuppone una sua storia, dei significati che vuole esprimere e quindi un suo linguaggio che difficilmente esistono al di fuori di un mondo di persone che sono in grado coglierli.

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