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giovedì 10 settembre 2015

Passages W: Fourier, pI (Walter Benjamin)







 Charles Fourier (1772-1837) era un socialista francese. Il suo pensiero trova le sue radici nel filosofo illuminista: Jean-Jaques-Rousseau, almeno per quel che riguarda il tema dell'educazione e la parità tra l'uomo con la donna. Fourier è conosciuto come oppositore della classe borghese, quindi per essere un anti-capitalista e un femminista. Fourier critica il capitalismo come forma economica disumana, ne condanna la concorrenza e afferma che è un sistema in cui i prezzi non sono più decisi dal lavoro, bensì dalla finanza. Al modello capitalistico  Fourier opponeva un modello socialistico, una società di uomini uguali e liberi, una società dove il salario veniva ripartito di modo tale che fosse sempre più a vantaggio dei poveri, dal momento che questo salario era calcolato a partire dal tempo di lavoro in parte, dal merito e dal capitale posseduto (sembra che venisse facilitato l'acquisto di azioni ai più poveri). Per quel che concerne il femminismo Fourier affermava oltre alla parità di uomo e donna, il diritto della donna ad avere più uomini, così diceva che una donna avrebbe dovuto avere un marito, un genitore e un amante. In Fourier si possono riscontrare degli aspetti edonistici e altri aspetti più cosmologici. Per quanto riguarda l'aspetto edonista, il suo pensiero politico lo porta a concepire una ricerca dei piaceri e una liberazione degli istinti, in particolare per quanto riguarda le donne. Le donne Fourier le divideva in due gruppi: chi aveva più di 18 anni e chi aveva meno di 18. Da comprendere è se Walter Benjamin voglia considerare anche Fourier come un personaggio molto calato nel suo tempo, per esempio quando Fourier si fa difensore della libera prostituzione, dicendo che una donna che ha più di 18 anni può vendere il proprio corpo, oppure quando Fourier descrive questa sua forma di edonismo come forma di libertà sessuale (uomini con più donne, donne con più uomini). Chiaramente l'idea di Fourier è femminista e ha anche come scopo quello di eliminare il modello della famiglia chiusa, in cui il figlio diventa possesso dei genitori, mentre afferma l'educazione da parte della comunità dei figli, quindi la comunione anche di questi figli. Di fatto molte cose che concernono questo femminismo sembrano forse già presenti in questa società solo che sono velate, almeno per quel che riguarda la questione del sesso. La domanda è se davvero il problema sia la libertà sessuale, perché il capitalismo conoscere sempre nuovi metodi per fare soldi con tutto. Dal 1837 si parla di epoca vittoriana e questa epoca è molto conosciuta per le sue restrizioni sessuali, ma come dice Foucault, proprio quando il sesso è più represso la società pullula di discorsi sul sesso. Il libro di Benjamin parla di una sessualità che pullula ovunque in modo molto più velato: la merce che stimola gli istinti più bassi dell'uomo (sex appeal), le prostitute nelle camere chiuse, la seduzione delle vetrine dei Passages, abiti alla moda pronti per usi rimandanti al sesso o che alludono al sesso, ecc... Fourier diceva che era meglio la donna dedita al piacere che la donna sposata, insomma meglio una baccante!, ma l'800' non è privo di baccanti. C'è un altro elemento che inserisce pienamente Fourier nel suo tempo, questo è il suo aspetto cosmologico, le sue speculazioni sul futuro e le varie credenze spirituali. Fourier credeva nella reincarnazione, credeva che il mondo sarebbe finito tra 70.000 anni, che ci sarebbero state varie ere e che l'uomo si sarebbe prima trasformato in pesce e poi in seguito in uccello. Insomma complessivamente come persona e nel suo stile Fourier era stato paragonato a Swedenborg. Swedenborg, mistico svedese che riteneva di parlare con personaggi biblici come Mosé, nonché con angeli e demoni, veggente, chiromante, era chiaramente uno spiritista di un'altra epoca (700'). Forse Benjamin continua a criticare una forma di spiritualità esteriorizzata, un delirio di visioni che ha più del paranoico che del vero visionario, un modo di scrivere, di predicare decorativistico che cerca di abbagliare come quando guardiamo una pubblicità. La sensazione è che si parli di una spiritualità del feticcio, del numinoso, dell'interiore che è estero, del corpo astrale dello Steiner che diventa art nuoveau pubblicitaria, senza che lo volesse lo stesso Steiner, dell'anima che si fa automobile (immagine di Marcuse). Tecnica, merce, acquisiscono qualcosa di magico, questa magia viene espressa nelle pubblicità. Forse il problema è proprio quello della magia che rimanda al mito della Dialettica dell'illuminismo di Adorno ed Horkheimer, il quale non è mai superato dalla ragione, perché la ragione che colpisce alle spalle il mito si fa mito. Così va notata l'affermazione su un certo Cabet (altro utopista) che viene accusato di essere un ipnotizzatore. Benjamin parla di Fourier, Saint-Simon, Cabet come fossero dei "guru" dell'epoca.

"Fra tutti i contemporanei di Hegel, Ch. Fourier è stato l'unico che abbia compreso la natura della borghesia con altrettanta chiarezza di quello." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.693)

Un altro punto che non può passare inosservato è la simpatia di Napoleone III per Charles Fourier, sapendo che stiamo parlando di un tiranno e di qualcuno che si è preso il potere con un colpo di Stato.

"Fourier non è soltanto un critico, la sua natura eternamente serena fa di lui un satirico (...)" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.695)

"Fourier è stato il primo che si era fatto beffe dell'idealizzazione della borghesia." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.696)

"Significativo (...) il fatto che in Fourier la brama del possesso non sia una passione." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.699)

"Marx definisce l'insufficenza di Fourier che, anziché denunciare il lavoro in quanto tale, in quanto essenza della proprietà privata, ha -concepito come sorgente della dannosità della proprietà privata e della sua esistenza estraniata dall'uomo un tipo particolare di lavoro - in quanto lavoro livellato, parcellizzato e perciò non libero...-" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.703)

"Le lion ne demande pas mieux...que de se laisser rogner les ongles, pourvu que ce soit une jolie fille qui tienne le ciseaux." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.704)

"Topolino confessa come avesse seguito Marx a vedere in Fourier soprattutto un grande umorista." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.705)

"Filiazione dell'antisemitismo del fourierismo." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.705)

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