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giovedì 15 ottobre 2015

Passages, Z: La bambola, l'automa (Walter Benjamin)



Noi pensiamo che i robot siano una novità dell'ultimo secolo, ma in realtà non è proprio così, già nel Medioevo si costruivano queste specie di automi, uno dei più famosi era la canard digérateur di Vaucasson del 1739. Questo automa dava impressione all'esterno di essere un'anatra meccanica capace di digerire il cibo, in realtà se si inseriva un chicco di grano nella bocca, l'anatra defecava, ma le feci non erano il risultato del processo, sembra che fossero già inserite dell'anatra meccanica e il meccanismo dava solo l'illusione che fosse una digestione reale. In passato sono stati costruiti numerosissimi automi delle specie più varie: c'erano automi che giocavano a scacchi, altri sapevano scrivere, ecc... L'automa era caricato in modo tale che si sarebbe mosso in un certo modo così come era stabilito fin dall'inizio, allora due automi potevano giocare una partita a scacchi e quando qualcuno guardava la partita non sapeva chi avrebbe vinto, ma in realtà era tutto già scritto nel meccanismo. In effetti un meccanismo come quello, assieme a quello dell'orologio, hanno posto ai moderni i seri problemi sul determinismo. Per esempio: e se tutto quello che facciamo fosse solo frutto di un meccanismo ad orologeria? il problema del moderno allora era che tipo di libertà può avere l'uomo dato che ogni cosa è già calcolata, ad esempio dalla provvidenza di Dio, oppure è determinata dalle leggi di natura. Leibniz pensava le sue monadi come orologi caricati che interagivano nello stesso mondo per un fenomeno di sincronicità, ma tutto era già scritto; Spinoza pensava che un essere come Dio conoscendo tutti i fenomeni del mondo potesse prevedere quello che avremmo fatto noi nel futuro. Idee di questo tipo avranno avuto un certo credito fino a Kant quando disse che la libertà di Leibniz è solo la libertà del "girarrosto" e a proposito di Spinoza Kant è riuscito a concepire una libertà come inizio di una serie causale, la libertà come origine nel noumeno, completamente indipendente rispetto al mondo dei fenomeno che segue la serie causale necessaria e che può inserirsi in esso per fare modifiche.
Il meccanismo è quello ad orologeria, del resto sono così anche gli automi che non sono altro che bambole meccaniche.

"Ero sempre stata, fra gli esseri umani l'unica bambola con un cuore." (Amelie Winter)

"I bambini possono anche ignorare l'esistenza di giocattoli viventi, ma il malvagio incantesimo di questa via infida ha ancor oggi spesso la forma di grandi bambole che camminano." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.765-766)

Le bambole sono usate, dice Benjamin, come sostitute delle modelle, usate per le creazioni della moda. Quando guardiamo una donna che ci sembra priva di imperfezioni alle volte diciamo "sei come un bambola", l'affermazione contiene una verità: l'indiscernibilità di una macchina dall'uomo, di una bambola dall'uomo. Frankenstein: una bambola mostruosa?.

"Victor Hugo, mentre scrive i Travailleurs de la mer, teneva davanti a sé una bambola vestita nell'antico costume di una signora di Guersney. Qualcuno gliel'aveva procurata, gli servì come modello per Dérouchette." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.767)

Questa volta Victor Hugo aveva scelto un bambola, nei Miserabili si dice che per un personaggio si fosse ispirato al ragazzino con le pistole che compare nel quadro: La liberté guidant di Delacroix. Perché le bambole e gli automi? già Walter Benjamin paragonava la centralina elettrica nella sua moltitudine di fili ai nervi dell'essere umano, il passo verso la robotica è vicino, la tecnica ingloba l'umano. Non siamo più in età moderna con il suo concetto di determinismo e il suo orologio, ma comunque percepiamo sempre di più di essere ingranaggi del sistema, di essere della pedine, percepiamo la morte del soggetto, percepiamo la morte dell'autodeterminazione e della capacità del singolo di essere costruttore del proprio destino, ci muoviamo verso l'era dei computer. La differenza tra l'orologio e il computer sta nel fatto che mentre il primo si basa sul determinismo, il secondo è invece fondato sulla probabilità e il calcolo probabilistico. Secondo Karl Marx le basi materiali per la manifattura sono il mulino e l'orologio, il primo da origine all'idea della macchina e del motore, il secondo invece è il primo oggetto meccanizzato. Aggiunge inoltre Marx che le rivoluzioni industriali si hanno quando le macchine liberano posti di lavoro, l'innovazione tecnologica come sintomo di licenziamenti e forse di uno spostamento del lavoro.

"Aristote déclare que l'esclavage cesserant d'être nécessaire si les navettes et les plectres pouvaient se mettre en mouvement d'eux-mêmes: l'idée s'accorde à merveille avec sa definition de l'esclave, instrument animé... (...)" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.769)

L'automazione libera la schiavitù secondo Aristotele, ma è così nel capitalismo? la tecnologia non ha liberato nessuno, ma perché questo è successo? la tecnica è uno strumento, ovviamente dipende da come è usato; alla fine anche Marcuse era arrivato all'idea che la tecnica potesse essere neutrale in sé stessa, mentre la sua politicizzazione e la sua strumentalizzazione fossero successive e dipendessero da chi ne fa uso. Forse automi, robot, bambole che camminano, tecnica in generale non sono un incubo in sé, la domanda è come lo sono diventati e la risposta parte dal possibile uso strumentale di essi.

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