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domenica 17 gennaio 2016

Analitica trascendentale, p II (critica della ragion pura, Kant)




Oltre ad una tavola dei giudizi e una tavola delle categorie, Kant presenta anche una tavola dei principi. Questa tavola, come le altre è divisa in 4 grandi classi: assiomi dell'intuizione, anticipazioni delle percezioni, analogie dell'esperienza, postulati del pensiero linguistico in generale.

1 associazioni delle intuizioni:

Ogni intuizione è una quantità estensiva. Ogni fenomeno è una quantità estensiva.

"Chiamo estensione quella quantità, nella quale la rappresentazione delle parti rende possibile la rappresentazione del tutto (e perciò necessariamente la precede)." (Kant, Immanuel, Critica della ragion pura, Laterza, Bari, 2010,p.150)

La quantità estensiva è concetto base della geometria, perché cosa è sempre data in una sua estensione: lunghezza, larghezza, profondità. Tutte le cose in quanto sono estese e limitate sono diverse unità, ognuna collocata in un punto dello spazio.

2 anticipazioni della percezione:

"In tutti i fenomeni il reale che è oggetto della sensazione ha una quantità intensiva, cioè un grado." (Kant, Immanuel, Critica della ragion pura, Laterza, Bari, 2010,p.152)

La sensazione riferita alla quantità intensiva è sempre data dalla materia dell'oggetto, un grado influsso sui sensi. Il grado parte da 0 per arrivare fino a grado n, grado di intensità della sensazione. Si tratta di un passaggio graduale tra coscienza empirica e quella pura. La coscienza empirica si riferisce semplicemente alle varie sensazioni, mentre la coscienza pura si riferisce alle forme pure a priori della sensibilità. Le anticipazioni dell'esperienza sono le forme a priori della sensibilità (spazio e tempo), in quanto rappresentano a priori ciò che poi è dato ai sensi. Spazio e tempo non possono in alcun modo essere derivati dall'esperienza.

3 analogia dell'esperienza

L'esperienza qui è presa come forma di conoscenza empirica. L'analogia concerne all'associazione di diverse percezioni con le altre.

Un primo caso di analogia è quello della permanenza, è il caso di Cartesio quando si chiedeva come si può dire che un certo pezzo di cera nonostante i cambiamenti sia sempre lo stesso pezzo di cera. C'è qualcosa che rimane in ogni cambiamento, questo qualcosa è la sostanza. Perché si diano dei cambiamenti ci deve essere qualcosa che cambia, ma quindi uno stesso si da due volte diversamente. Per cui qualcosa deve rimanere di immutato perché si possa ancora parlare di cambiamenti. La sostanza è in un certo qual modo quel qualcosa che da' unità all'oggetto tale che si può dire che diverse sensazioni rimandano a quell'oggetto ed esso è sempre lo stesso nonostante i cambiamenti. Questa analogia è possibile da un lato perché disponiamo ogni percezione dell'oggetto nel tempo, quindi a partire dalla forma pura a priori del tempo, dall'altro tutto ciò dipende dal fatto che la sostanza non è qualcosa sta là fuori, ma è un concetto puro dell'intelletto. La sostanza è l'oggetto nella sua unità, le varie caratteristiche di questo oggetto si dicono: attributi. L'esistenza della sostanza si dice sussistenza, mentre quella degli attributi si chiama inerenza.

Un secondo caso è quello della causalità. Se si deve spiegare come può qualcosa cambiare, la spiegazione, secondo Kant, non può che venire dalla serie causale, dalla sequenza causa/effetto. La causalità come relazione empirica delle cose, nel senso di una conoscenza a posteriori è impossibile. Non c'è possibilità di derivare empiricamente da una causa il suo effetto, sulla base dei sensi si potrebbe solo dire che di solito le cose vanno in un certo modo, ma nulla ci dice che sia sempre così che devono andare. "Il Sole sorge ogni mattina", anche se questa proposizione non è completamente corretta, questa apparenza che noi vediamo da qui sulla terra, non è detto che dovrà verificarsi sempre. Questo ovviamente dipende dal fatto che l'esperienza non ci da che un insieme di particolari. Il problema quindi deve essere posto in base universale e a priori. In questo senso si può dare una successione temporale a noi solo a partire dal tempo, che per Kant non è altro che un'intuizione pura a priori; a questo va aggiunto il fatto che la causalità è una categoria pura dell'intelletto, la quale determina concettualmente la percezione della successione nei fenomeni.

Un terzo e ultimo caso è quello della simultaneità, questa accade perché alla percezione di qualcosa è seguita la percezione di qualcos'altro. Kant dice:

"Tutte le sostanze in quanto possono essere percepite nello spazio come simultanee, sono tra loro in una azione reciproca universale." (Kant, Immanuel, Critica della ragion pura, Laterza, Bari, 2010,p.179)

Questi tre esempi sono tre modi dei fenomeni nel tempo: il primo concerne la durata dei fenomeni, il secondo la loro successione in serie, il terzo la simultaneità.

4 postulati del pensiero empirico in generale

Ci sono tre postulati del pensiero: la possibilità, la realtà e la necessità. Qui Kant si fa davvero innovativo. Per possibilità non intende semplicemente la non contraddizione, questo è un concetto da semplici inesperti nella materia. La possibilità di una cosa è data a partire dalle condizioni di possibilità di questo qualcosa, se questo qualcosa sta sotto queste condizioni, allora è possibile, altrimenti è impossibile. Le condizioni di possibilità di qualcosa sono le intuizioni a priori della sensibilità e i principi puri dell'intelletto, quindi le categorie. Per esempio qualcosa che va al di là dei confini del tempo, o qualcosa di infinito, sono del tutto impossibili, perché già non starebbero sotto le condizioni di possibilità della sensibilità che sono spazio e tempo. In seguito una cosa si può dire reale se corrisponde ad una qualche intuizione, per cui si può dire che gli esseri razionali non terrestri (alieni) siano possibili, ma non reali o almeno non prima che qualcuno possa averne percezione diretta. Mentre necessario indica ciò che è determinato secondo le condizioni universali dell'esperienza. Le condizioni di possibilità ci dicono cosa è possibile, se poi ne abbiamo intuizione questo è anche reale, tuttavia un mero particolare non è necessario, ma se qualcosa sta sotto le condizioni universali a propri allora è necessario.

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