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mercoledì 4 aprile 2018

Dai libri di Byung-Chul Han: Eros in agonia











Eros in agonia è un libro di Byung-Chul Han che tratta principalmente il tema del narcisismo diffuso e del declino dell'amore. Per seguire il testo Eros in agonia ho deciso di scrivere delle definizioni che possono tornare utili per capire una certa terminologia che viene utilizzata in filosofia sul tema dell'amore. Esistono tante tipologie di amore e possono essere riassunte con questo elenco:
  1. Amore forzato: accade quando i genitori o altri scelgono la futura moglie o il futuro marito per la figlia o il figlio. In questo caso la coppia è già determinata e non c'è possibilità di scelta da parte dei soggetti coinvolti, in quanto la scelta viene affidata a dei terzi. Questa forma era molto usata nel passato, ma è ancora in uso oggi in certi paesi come i paesi arabi o l'Africa.
  2. Amore romantico: si ha quando due persone basano il proprio amore sui sentimenti che provano reciprocamente l'uno per l'altro. Nell'amore romantico, come mostra bene la psicoanalisi, l'amante ama solo l'immagine idealizzata dell'amato e non l'amato stesso. In questo senso il soggetto è solo in relazione con la rappresentazione o fantasma dell'amato, non con l'Altro. Questa forma di amore, basandosi sui soli sentimenti, è molto debole e nello stesso tempo genera molti problemi dal momento che il soggetto crede di possedere l'Altro. L'amore romantico segue la formula 1 + 1 = 1, formula che viola i principi della matematica. L'amore romantico vuole realizzare l'impossibilità dell'unione del due. Tuttsavia l'amore romantico può trasformarsi. Quando il soggetto è consapevole di amare solo il fantasma dell'Altro, ossia di essere in relazione ancora Sé quando ama l'Altro, a quel punto al soggetto si apre un'altra forma di amore: l'amore platonico. Nell'amore platonico il soggetto, consapevole di amare solo un fantasma dell'Altro, ama la bellezza in quanto idealizzata e colta nell'Altro. L'amor cortese è un esempio di un amore romantico consapevole di non amare la donna fisica, ma la donna idealizzata.
  3. Amore commerciale: si parla di questa forma di amore in riferimento ai siti di incontri: Meetic, ad esempio. Non ci sono sentimenti, non c'è un mettersi in gioco (fall in love). L'amata è scelta come si sceglie una merce. Si stilano le caratteristiche che si desiderano e si cerca la persona con il profilo giusto. Di solito si dice che non c'è spiegazione del sentimento d'amore per una persona, qui invece tutto è deterministico. Se cerco una ragazza bionda, con occhi chiari, che ama il cinema e lo sport, mi basta cercare una persona che corrisponda a quel profilo.
  4. Amore contrattuale: Si parla di amore contrattuale quando oltre ai sentimenti i soggetti nella coppia decidono di stilare una serie di regole che governino il rapporto di coppia. Per esempio, perché esista una coppia aperta, devono essere messe in chiaro delle regole precise. Le regole permettono di risolvere il grande problema dell'accettare la fine di un rapporto e quindi permette di decidere a quali condizioni questo debba terminare.
  5. Amore come differenza: Alain Badiou ha pensato un modello di questo tipo. Questa volta la matematica si accorda perfettamente con il modello. Nell'amore come differenza quel che conta è che l'Altro non sia assimilabile all'Io o all'Ego. Questa forma di amore segue un matema specifico: m f. Solamente qui viene riconosciuta l'assoluta negatività dell'Altro.


Questi sono le coordinate principali per capire la filosofia dell'amore. Seguendo questo schema è più facile collocare la posizione di Byung-Chul Han sul tema dell'amore. È giunta la fine dell'amore? Le fidanzate si trovano su internet come i prodotti di Amazon. Non c'è nessun mettersi in gioco o rischio. La fine dell'amore incomincia con l'eliminazione dell'Altro. L'Altro costituisce il termine negativo rispetto all'Io. L'Uno oggi non si specchia nell'Altro, ma in sé stesso. L'io incontra se stesso nell'Altro, ossia è sempre in relazione a sé. Quando non c'erano i selfie bisognava fermarsi e chiedere ad un Altro che ci scattasse la foto, mentre ora possiamo farlo da soli. Il selfie costituisce una monade, una unità in cui siamo solo noi stessi in relazione con noi stessi: è la cultura del narcisismo. Con la fine dell'amore e la scomparsa dell'Altro, spiega Byung-Chul Han, dobbiamo fare i conti con l'inferno dell'uguale. Non abbiamo futuro, perché il futuro è il tempo dell'Altro, del completamente nuovo. Abbiamo solo presente, l'eterno e identico presente: questo è l'inferno dell'Uguale.






L'intera economia non è più una questione di conflitto tra i padroni e i servi. Il problema è molto più dentro il servo, nella relazione del servo con se stesso. Autosfruttamento è la parola di oggi, la parola dell'uomo precario al limite ed esausto. Questa relazione che intratteniamo con noi stessi di autosfruttamento, ci fa pensare di essere liberi, ma in realtà non lo siamo affatto. Non è solo perché le cose vengono da noi, piuttosto che da fuori che siamo più liberi. Han riprende dal filosofo Martin Buber il tema della negatività dell'Altro, asserendo che l'Altro è necessario per la nostra stessa libertà. Perché esista l'Altro ci deve essere una distanza e solo in questo modo si può rispettare l'Altro. Oggi non ci sono distanze, come nota Han, in quanto internet le ha cancellate. L'amore è fatto della negatività del mettersi in gioco, del dolore per la passione. Oggi è l'epoca delle 50 sfumature di grigio, l'epoca del perverso in cui la tortura nel rapporto amoroso è cosa deliziosa. Il volto è l'apoteosi della visibilità, mentre il corpo è diventato trasparente e oscenamente nudo. L'amore si trasforma in mero sesso, il sesso diventa porno e il porno fa del sesso una questione sportiva: problema di allenamento. Il porno è pura profanazione, dice Han, per questo è osceno. Byung-Chul Han condivide appieno le critiche di Badoiu e di Žižek all'amore contemporaneo: non c'è fall in love, l'amore è diventato questione di scambio di merci, in più manca l'elemento casuale nell'amore. L'amore di oggi manca dei tratti tipici del desiderio: il desiderio è sempre dell'Altro, come insegna Lacan, ma oggi l'Altro è scomparso perché non c'è negatività, ma solo positività, dice Han; la fantasia che appare quando chiudiamo gli occhi, non è dei nostri tempi perché siamo sommersi da immagini e non siamo capaci di immaginare qualcosa di diverso, siamo un popolo senza futuro.
Che cos'è l'Eros? Han rivolge la sua critica ad ogni forma di amore che non riconosca la negatività dell'Altro. L'amore commerciale fa dell'Altro una merce, l'amore forzato obbliga l'Altro e non lo rispetta, l'amore romantico assimila l'Altro all'Uno. Byung-Chul Han segue la strada designata da Alain Badiou: la via dell'amore che si basa sull'esperienza del due. L'Eros viene meno in un mondo in cui, secondo Han, viene meno la conoscenza e la teoria, ci sarà un collegamento? Han pensa di sì. È il Simposio di Platone a mettere in luce la vera natura dell'amore e la sua relazione con la conoscenza. Socrate viene definito come atopos. Egli è pura singolarità del tutto irripetibile. L'amore vero è per l'Altro, ma è anche e soprattutto un'amore che coglie la bellezza andando oltre l'aspetto accidentale attuale dell'altra persona. Socrate spiega che è l'Eros a guidare sempre il filosofo nella sua conoscenza. Spesso Platone parla di un filosofo guidato dal desiderio per il bene o per la verità.




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