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giovedì 21 maggio 2020

Della canaglia (Zarathustra/spiegazione)










Il capitolo inizia con parole simili: la vita è sorgente di diletto; la canaglia avvelena tutte le sorgenti.

Il titolo del capitolo in tedesco è “Vom Gesindel”. Questo termine è stato tradotto in italiano con “della canaglia”. Nel dizionario online del Duden gli vediamo associato il seguente significato: “Gruppe von Menschen, die als minderwertig betrachtet und daher verachtet, abgelehnt wird”, che vuol dire grossomodo “gruppi di uomini che, considerati inferiori e perciò odiati, sono respinti”. Diletto viene reso dalla parola tedesca “Lust”, che tecnicamente vuol dire piacere. La vita è qui paragonata ad una sorgente (Quelle), ma in altri passaggi troviamo anche il termine “Brunnen”, che sono le fontane.

In inglese “canaglia” è reso con “ribble”. Leo Strauss definisce la canaglia come un uomo che non conosce l’onore. La canaglia è l’uomo che ha tolto il sapore dolce della vita a Zarathustra per fargli salire il disgusto e il vomito. Ma la canaglia, come nota Leo Strauss, è anche l’opposto del virtuoso. Dei virtuosi, infatti, parlava il capitolo precedente. Ora si parla del suo contrario.

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Secondo Jung, Nietzsche, ogni volta che si riferisce ai preti o altri elementi come la canaglia, sta parlando di alcune parti di sé che lo irritano e delle quali vorrebbe liberarsi. Anche in questo caso Jung conferma che la canaglia rappresenta l’uomo inferiore.

La canaglia viene accusata di rendere caduchi tutti gli alberi da frutto e di avvelenare ogni fonte.

Molte persone che hanno cercato di allontanarsi dalla vita, in realtà, volevano allontanarsi dalla canaglia. La vera domanda, sostiene Zarathustra, non è perché la vita abbia bisogno della morte, ma perché la vita debba avere bisogno della canaglia. Molte persone che dominano o vogliono dominare, in realtà non facevano mercanteggiare con la canaglia.

Così per vivere Zarathustra si è fatto cieco, storpio, ha tappato le orecchie di fronte a lingue straniere. Zarathustra ha superato la nausea attraverso la nausea stessa. Ha camminano a lungo come il cieco sul bastone per arrivare a quella fonte a cui la canaglia non attinge, la fonte dolce della vita. Il cuore di Zarathustra anela la frescura della sorgente e il meriggio estivo.



È qui visibile un gioco con le stagioni. Prima Zarathustra afferma che il cuore estivo anela alla freschezza dell’acqua della sorgente. Successivamente accenna ad una trasformazione dai fiocchi neve di giugno (Schneeflocken im Juni) al meriggio estivo (Sommer-Mittag). Dalla neve fredda dell’inverno al mezzo giorno nella piena estate. Ma anche la sorgente è definita come fredda in contrapposizione ad un cuore estivo che dovrebbe essere caldo. Molto bello è anche il verbo “entgegenlachen” che compare quando Zarathustra, riferendosi ai suoi discepoli di fronte al loro incontro con la sorgente della vita, sostiene che la vita gli sorride in risposta o contro (entgegen).

Il riferimento alle lingue straniere, secondo Jung, riguarda i viaggi di Nietzsche in Italia. Il salire la scala, invece, è un allontanarsi dall’uomo inferiore, perciò dalla canaglia. La fonte per Jung è un simbolo dell’inconscio, ma si vede anche un possibile riferimento all’acqua del Battesimo. In opposizione all’acqua fresca vediamo il cuore caldo. Il cuore caldo, secondo Jung, è il fuoco ed è un simbolo dello spirito.

Noi dobbiamo essere come i venti vigorosi che soffiano vicino le aquile, così parla Zarathustra.

È interessate come “vicino alle acquile” è reso in tedesco con “Nachbarn den Adlern”, ma “Nachbar” in tedesco vuol dire “vicino” nel senso del “vicino di casa”.

Anche Zarathustra è un vento vigoroso e ricorda sempre questo ai suoi nemici, a quanti sputano e vomitano: “guardatevi dallo sputare contro il vento” (hütet euch gegen den Wind zu speien!).


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