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domenica 16 novembre 2014

Passages, E: Haussmannizzazione, combattimenti con barricate. (Walter Benjamin)







Georges Eugène Haussmann, nato a Parigi il 27 marzo del 1809, morto l'11 gennaio del 1891, politico, urbanista e funzionario francese durante il governo di Napoleone III. Questo è il soggetto di cui ci parla Benjamin, perché è colui che ha radicalmente cambiato il volto di Parigi, proprio dal punto di vista urbanistico, ma questo passo può essere visto come atto espressivo dell'oppressione da parte del potere forte verso le classi più disagiate. Napoleone III ha fondato il suo potere su un colpo di stato, si è preso tale potere con la violenza e senza risparmiare il sacrificio di vittime anche innocenti, come del resto denuncia Victor Hugo. Victor Hugo, uno dei più grandi pensatori dell'epoca, lo chiamava Napoleone il piccolo, per ironizzare, visto che la sua bassezza consiste nei suoi metodi rozzi e violenti per prendersi le cose che così arditamente desidera, queste sono le sue bassezze, nessun riferimento all'altezza, ma un confronto quasi ironico con l'altro Napoleone, che era invece davvero basso, ma non tanto in quello che faceva. Haussmanizzazione per Parigi vuol dire l'oppressione che si reifica nelle strade, nella struttura stessa della città, un mondo che non è più fatto per essere abitato, ma solo per testimoniare lo strapotere dei governanti. A piccoli passi Haussmann creava la città imperiale per Napoleone III. Grandi boulevard, viali alberati, che schiacciano i pedoni ai lati, per lasciar spazio ai carri borghesi per sfilare nel centro e conquistare la parte più ampia della via. Boulevard che dovevano risolvere il problema dell'abitazione, del quartiere malfamato, del quartiere povero operaio, ma che non lo fanno; quando cercano di distruggere le piccole viuzze, semplicemente queste risorgono altrove. Il vero problema delle case, delle condizioni delle persone più disagiate non è nemmeno preso in considerazione, il problema è invece quello che la strada sia sufficientemente larga perché non si possano costruire delle barricate, uno strumento di difesa e di attacco nella rivoluzione, quindi ancora una volta la città è trasformata sempre per esigenze di un imperatore che dopo aver strappato il potere con la violenza, ha paura che il popolo non abbia gradito l'atto e si possa mettere contro di lui; è sempre un potere che non vuole resistenza e vuole invece strade belle larghe per far sfilare le sue armate a segno simbolico della sua oppressione. Il resto è fatto per l'economia, per il profitto capitalistico, nuove fabbriche, ferrovie per il commercio; inoltre grandi edifici imperiali, belle strutture, per esternare il grande potere, in confronto alla miseria dei quartieri degli operai. Tutto questo insieme rappresentano una vera trasformazione della città, come dice Benjamin: una chirurgia di Parigi.


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