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lunedì 25 agosto 2014

Pitagora



 ( tratto da: Pitagorismo e la magia dei numeri )




Pitagora nasce a Samo vero il 571 -570 a. C., si dice sia stato allievo di Anassimandro, viaggerà molto per l'oriente e anche in Egitto. Nel 532-31 Pitagora si era trasferito in Magna Grecia, dove a Crotone fonda la prima scuola pitagorica, da lì ci sarà una grossa diffusione per tutta la Magna Grecia. La scuola di Pitagora era sia un'associazione religiosa/filosofica, che politica. Era di carattere religioso in quanto c'era una dottrina esoterica, un rito di iniziazione non semplice, delle regole, tra sui il dovere di osservare il silenzio sulle dottrine, l'astensione da certi cibi ( carne e fave ), l'osservazione del celibato. Era anche di carattere politico perché Pitagora e i pitagorici erano sostenitori del governo aristocratico locale, il che non gli creo pochi problemi, visto che successivamente si assisteranno a delle rivolte da parte di simpatizzanti per la democrazia e fu in quel momento che Pitagora dovette scappare e tornare in Grecia, morirà nel 497 - 96. Chi era Pitagora? sicuramente un filosofo ed un matematico, ma si dice fosse anche un santo, anzi di più si dice che la sua stessa dottrina verrebbe dalla bocca stessa di Apollo che gliela avrebbe rivelata. Un'altra delle cose sconvolgenti che ci racconta un pitagorico è che si dice che Orfeo in realtà non sia mai esistito, che tutta la dottrina orfica in realtà non venga niente meno che da Pitagora stesso e del resto non sono poche le somiglianze tra le dottrine, così come non sono nemmeno pochi gli storici delle religioni che darebbero retta a questa tesi, ma non tutti sono ancora d'accordo, Eliade per esempio; se però ciò fosse vero, immaginatevi che cosa significherebbe, quale straordinaria intelligenza e sapienza si celerebbe dietro questa famosa figura. Molta della dottrina di Pitagora ce la racconta Aristotele e lui stesso afferma che Pitagora fu il primo a dire che il principio delle cose non fosse qualcosa di puramente materiale, come semplicemente un elemento, ma qualcosa d'altro come il numero. Il numero infatti per Pitagora rappresenta l'essenza delle cose, la vera sostanza. Abbagnano dice meglio:

" Il numero come sostanza del mondo è l'ipostasi nell'ordine misurabile dei fenomeni." ( Abbagnano, Nicola, Storia della filosofia. La filosofia antica. Dalle origini al Neoplatonismo, Tea, Farigliano, 2001, pp. 28 )

Il numero è, come dicevo, ideale e principio delle cose, ma la cosa più astuta di Pitagora, come ci spiega Abbagnano è il fatto che sia riuscito a riassumere in esso sia l'aspetto spaziale che quello aritmetico, infatti numero viene inteso in tutti e due i sensi. Il numero per Pitagora ha sicuramente molti significati, oltre ha essere sostanza delle cose, ha dei significati spirituali, in particolare è da notare questo simbolo esoterico, la Tetraktys, simbolo che diventerà vero oggetto di venerazione da parte dei pitagorici:










Si tratta di una specie di triangolo equilatero con base 4, ma dall'altro canto sono anche i primi dieci numeri, quindi riassume e fa vedere bene come l'aspetto aritmetico e quello spaziale dei numeri siano una cosa sola. L'altro punto da dire qua è come in fondo questo simbolo rappresenti la costruzione di tutta la realtà, nel senso che prima vediamo il vertice, il punto,  con numero 1, poi 2, due punti e quindi la linea, dopo il 3, tre punti e la figura geometrica piana e il 4 , quattro punto per il solido. Questo simbolo avrà nella storia dell'umanità numerosi significati esoterici, ma questi li vedremo nella terza parte del testo. L'altro punto è il carattere di opposizione tra i numeri, perché se c'è un'opposizione tra le cose e le cose in sostanza sono numeri, allora questa opposizione va ricondotta ad una numerica, quella tra pari e dispari a cui sono associati tutta una serie di significati successivi.

Dispari: limite, misurabile, unità, destra, maschio quiete retta, luce, bene, quadrato.

Pari: illimitato, incommensurabile, molteplicità, sinistra, femmina, movimento, curva, tenebre, male, rettangolo.

C'è poi anche una specie di teoria sull'universo in Pitagora, pensa infatti che al centro dell'universo e in origine di esse vi sia un grande fuoco, esso trasforma ciò che è illimitato che entra in collisione con esso in limitato e ordinato. Il fuoco è al centro i pianeti del nostro sistema ruotano attorno ad esso, sono come delle sfere e il nostro sole non è altro che un qualcosa che raccoglie i raggi del fuoco originario per distribuirli sulla terra e gli altri pianeti; inoltre Pitagora affermerebbe che l'universo ha un limite e questo limite sarebbe come una grande sfera di fuoco che avvolge ogni cosa.

L'ultimo punto interessante sulla dottrina di Pitagora è la sua etica, la quale coincide con la sua spiritualità, nel senso che il senso stesso dell'essere pitagorici e fare pratica vuol dire in vario modo esercitarsi a somigliare sempre più alla divinità, questo lo si fa con varie pratiche che concernono sia l'anima che il corpo. C'è una metempsicosi e la pratica del vegetarianesimo, che sono due cose molto legate, perché la prima afferma che l'anima umana, che è armonia, quindi numero, si reincarna non sol in altri uomini o donne, ma anche animali, piante o insetti, mentre il vegetarianesimo proprio su questo punto di vista si fonda, perché se il fagiano che mangiamo a tavola potrebbe essere la reincarnazione della nostra madre morta ci passerebbe la voglia di farlo, diciamo che non si uccidono animali perché potrebbero essere la reincarnazione di altri uomini, anche legati a noi.


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