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lunedì 2 novembre 2015

Steins Gate: viaggi nel tempo, fondamenti filosofici








"L'universo ha un inizio, ma non una fine: è infinito. E poi le stelle... anch'esse hanno un inizio, ma periranno per via della loro stessa energia: si estingueranno. Coloro che possiedono il dono dell'intelligenza sono in verità i più sciocchi: è piuttosto evidente, basta osservare la storia. In un certo senso, questo può essere considerato l'ultimo avvertimento di Dio a coloro che resistono."
 (Okarin)

Steins Gate è un anime favoloso giapponese, nato da una visual novel. La sua trama è più o meno questa: Rintarō Okabe (Okarin) che lavora in un laboratorio segreto con il suo amico Daru e l' amica Mayuri, un giorno va ad una conferenza, ma trova una ragazza dal nome Kurisu Mikase in una pozza di sangue. Questa visione si trasforma subito in un fenomeno paranormale nel quale le persone presenti scompaiono all'improvviso, in seguito scoprirà che Kurisu in realtà è viva e vegeta ed essa stessa che avrebbe tenuto la conferenza. Solo tempo dopo Okarin si accorge che il messaggio inviato dal suo amico, era arrivato una settimana prima che lo avesse inviato. In pratica il laboratorio di Okarin si chiama "laboratorio degli oggetti futuristici", in esso di costruiscono strani oggetti tecnologici, uno di questi: un forno a microonde, si scopre essere una vera e propria macchina del tempo in grado di inviare messaggi nel passato (le D-mail). Successivamente questa macchina verrà trasformata da parte della stessa Kurisu in uno strumento in grado di inviare i ricordi di una persona nel passato, con questo la persona è in grado di tornare ad un preciso punto del passato. Il gruppo del laboratorio formato da Okarin, Daru, il suo amico, l'amica Mayuri Shiina, a cui si aggiunge anche Kurisu, scopre che il SERN di Ginevra, non è semplicemente un gruppo di ricerca sulle particelle subatomiche, ma si tratta di ricercatori che vogliono costruire una macchina del tempo per comandare il mondo e modificare le linee temporali. Tutti i primi esperimenti del SERN di fatto sono falliti con la conseguente morte di diversi esseri umani. La SERN vuole entrare in possesso della macchina del tempo del gruppo di Okarin, alcuni suoi agenti uccidono Mayuri. A quel punto Okarin decide di fare un salto nel tempo che lo porta a prima della morte di Mayuri, tenterà infinite volte di salvarla senza successo perché ogni volta il SERN la uccide. A questo punto senza speranze, Okarin, lo scienziato pazzo, incontra Suzuha Amane, futura figlia di Daru, in possesso di una macchina del futuro che lui stesso costruirà nel futuro, lei lo convince, seguendo una teoria di fasci di linee del tempo a seguire le sue istruzioni e cambiare il fascio di linee da alfa a beta, ovvero la divergenza temporale. In questa altra divergenza, quella a morire dovrà essere però Kurisu, la donna delle conferenza a cui Okarin aveva confessato il suo amore. Suzuku  gli dirà allora che per fermare i progetti della SERN l'unico modo è salvare Kurisu dall'essere uccisa per mano di suo padre. Quando Okarin usando la macchina del tempo va nel futuro, fallisce la missione e finisce per uccidere lui stesso Kurisu, ma quando torna indietro riceve un messaggio da se stesso dal futuro che gli dice che l'unica salvezza consiste nel far credere al se stesso del passato che Kurisu è stata davvero uccisa e arrivare alla divergenza: Steins Gate, questa sarà la salvezza dal SERN.

C'è una teoria del tempo e dei viaggi nel tempo in questo anime che si basa grossomodo su questi punti: ci sono tante linee temporali, tanti passati e tanti futuri; queste linee si possono dividere in fasci, i fasci di linee convergono verso lo stesso punto, quindi finiscono allo stesso modo congiungendosi; per passare da un fascio all'altro deve cambiare la divergenza, segnata con numeri messi in percentuale.

I membri del laboratorio inventano una prima macchina che è un forno a microonde che è capace di spedire delle mail nel passato, mentre non riesce con gli oggetti. Una seconda macchina viene costruita, la quale non è altro che la macchina precedente modificata con un apparecchio che se messo in testa manda dei segnali ai neuroni del cervello per cui vengono inviati i ricordi di una persona e con questo la persona torna davvero nel passato al punto del ricordo (Okarin è l'unico che facendo i viaggi ricorda qualcosa). C'è poi una terza macchina: quella costruita dal padre di Suzuku, la quale permette anche di fare viaggi nel futuro e ha la tecnologia per modificare le divergenze (c'è uno strano apparecchio in cui sono segnati dei numerini e ad ogni viaggio nel tempo cambia di numero).

Veniamo alla domanda più importante: perché sarebbe interessante dal punto di vista filosofico questo anime? quando Okarin manca di argomenti scientifici per le sue tesi o per l'idea che lui stesso persegue, cita sempre Heidegger e il suo Essere e tempo, dicendo che appunto con Heidegger che l'uomo è un essere fondamentalmente temporale. Se l'uomo è temporale lo è nel suo essere, infatti la dimensione dell'uomo secondo l'esistenzialismo in generale non è altro che il progetto, questo progetto rinvia ad un futuro verso il quale ci gettiamo, parla di un presente come situazione in cui ci troviamo e di un passato come essenza che abbiamo o che abbiamo costruito nella nostra vita, perché noi non siamo altro che la conseguenza delle nostre stesse scelte. Ovviamente il riferimento ad Heidegger è ancora poco per fare un discorso filosofico sui viaggi nel tempo, ma ci si  può arrivare a questo passando attraverso i vari concetti di tempo che sono stati proposti nella storia. Degna di nota è l'affermazione di Sant'Agostino per cui il tempo sarebbe un'illusione, secondo la quale l'unica modalità del tempo vera è il non-tempo: il presente. Il tempo non sarebbe altro che un'insieme di presenti passati e di presenti futuri, ma dire "presenti" al plurale è già sbagliato, perché in verità il presente è uno solo. Sulla base di questo Agostino diceva che Dio creando l'universo aveva di fatto creato anche il tempo e del resto questo tempo è solo un'illusione all'interno dell'unica cosa vera che è l'eterno. In questa teoria il presente passato, quello attuale e quello futuro sono simultanei. Pensiamoci bene: se il tempo fosse vero, allora il futuro non sarebbe ancora, il passato non avrebbe più esistenza nel momento in cui non è più presente, a questo punto se si ammette il tempo, un viaggio nel tempo sarebbe impossibile. Succede però qualcosa di diverso se invece ammettiamo che il tempo è un'illusione, dal momento che se passato, presente e futuro sono tutti in un solo Adesso, allora non dovrebbe essere impossibile spostarsi nel tempo. La prima concezione del tempo comunque porta alla contraddizione per cui il tempo sarebbe essenzialmente non-essere, in quanto passato e futuro non sono mai e se sono devono diventare presente. Soltanto concependo il passato e il futuro come presenti allora potrebbero "essere". Kant ha sostenuto che il "tempo" non è altro che una forma a priori della sensibilità, se così è, si potrebbe anche riferire il tempo alla mente e non quindi alla realtà esterna in sé. Dopo tutto già Parmenide diceva che l'essere è eterno al di là del divenire che è un'illusione, illusione mentale?. Bergson e James hanno successivamente compreso che la visione classica del tempo era del tutto sbagliata, il tempo il più delle volte era rappresentato in una linea, ma questa è solo una forma di spazializzazione del tempo.  Il tempo dell'orologio con lancette e quant'altro non è altro che una pura convenzione perché il tempo non è altro che un'intuizione. Non è che le cose la fuori come eventi si succedono nel tempo, se noi vediamo le cose in questo modo è perché noi stessi duriamo. L'anima è anche durata, Bergson non crede più nell'anima a-temporale di Platone, per questo motivo possiamo tornare ora a dire con Heidegger che noi siamo essenzialmente temporali. A questo punto della storia dobbiamo abbandonare purtroppo la filosofia e passare alle time-line della PNL. La PNL da ragione sia a Kant che a Bergson, secondo la PNL il tempo non è spazializzato, ma di fatto la nostra mente lo codifica in quel modo, lo spazializza, così il tempo che noi percepiamo è sempre un risultato di una operazione mentale e non l'intuizione della durata che forse si può cogliere solo con il sentimento o con quella che Pascal chiama: "l'ésprit de finesse". Questa linearizzazione del tempo, dal punto di vista psicologico è piuttosto rilevante perché permette di capire come noi ordiniamo i nostri vissuti passati e quindi come la mente li classifica. Sapere di questa funzione della mente umana vuol dire capire come funziona la mente e come immagazzina i ricordi. In primo luogo infatti Bergson definisce lo spirito come memoria molto prima che come pensiero.

Ecco qui alcuni problemi della teoria dei viaggi nel tempo qui presentati: il tempo è rappresentato come fosse oggettivamente una linea, quando la filosofia ha dimostrato che è un errore; a questo punto i fasci di linee non possono essere perché rimangono linee del tempo; se la linearizzazione è mentale, che fine fanno queste rappresentazioni dei tempi paralleli? sono tutti nella nostra mente?; l'ultimo problema è: come si distribuisce la nostra essenza nel tempo, non possiamo esistere fuori dal tempo? ma se il tempo è illusione allora sarebbe solo il fatto che non possiamo essere fuori dall'eterno?.

Prima di tutto bisogna rendersi contro che mettendo assieme tutte le teorie filosofiche che sopra ho descritto si otterrebbe una contraddizione, semplicemente perché Bergson non accetterebbe la teoria sul tempo di Agostino. Agostino parte dall'idea che vi sono tanti presenti futuri e tanti presenti passati oltre che il presente attuale, ma se così fosse, allora il tempo non scorrerebbe mai, infatti Agostino sosteneva che il tempo fosse pura illusione. Quella di Agostino sembra la versione sul tempo del paradosso di Zenone che si riferiva allo spazio e al movimento. Bergson aveva risposto a questi due paradossi in questo modo: contro Agostino dice che il presente si divide sempre in qualcosa che è già avvenuto e in qualcosa che deve ancora avvenire, dunque ha sempre una doppia direzione; contro l'argomento di Zenone nega l'esistenza di uno spazio omogeneo per affermare l'idea di luogo, per cui esistono solo luoghi e nello spostarci ci muoviamo da un luogo all'altro, ma i nostri passi e atti formano delle unità che non si dividono all'infinito. A Bergson si potrebbe comunque obbiettare che l'argomento di Agostino non riguarda solo il fatto che ci sarebbe un tempo che non scorre e quindi il tempo non esiste, perché Agostino non voleva semplicemente dire che non si capisce come si possa passare da un presente all'altro, Agostino diceva che solo l'essere è, se il passato è qualcosa non è più e il futuro è qualcosa che non è ancora, allora passato e futuro non sono. Per essere il passato e il futuro devono essere dei presenti, poiché solo il presente è, quindi il passato e futuro per essere saranno presenti passati e presenti futuri. Questa conclusione porta al tempo che non può scorrere, quindi il tempo è un'illusione. Se invece si continua a sostenere che passato e futuro di fatto non sono, come fa Bergson, a che conclusione si arriva? non dovrebbe essere anche in quel caso il tempo un'illusione?. Vladimir Jankélévitch, attento lettore di Bergson, sostiene che il concetto di virtuale bergsoniano a cui poi andrebbe riferita la stessa durata, perché l'esperienza non spaziale del tempo non è altro che un'esperienza virtuale, non è altro che un nulla fecondo. Questo nulla fecondo è lo stesso dell'insegnamento della creazione secondo la Kabbalah: Dio si ritrae delimitando se stesso e crea un vuoto, in quel vuoto crea il mondo;  Vladimir Jankélévitch pensa che quel vuoto sia essenzialmente un "nihil" come virtuale fecondo. L'insegnamento di Bergson spiega che la realtà che noi vediamo con i nostri occhi non è tutta la realtà, quello che vediamo è semplicemente il manifesto o l'attuale, ma c'è tutto un mondo virtuale al di là di questo: per esempio tutto ciò che non vediamo ora, che magari si trova dietro di noi esiste come virtuale e poi vi sono i ricordi, i pensieri, le sensazioni che proviamo toccando le cose, tagliandoci o le esperienze interne non sono altro che puro virtuale non riducibile a meri processi chimici nel corpo. L'esperienza del tempo, che secondo Agostino è un'esperienza non facilmente comunicabile, non è altro che un altro tipo di esperienza virtuale.

Se ci atteniamo all'insegnamento degli stoici nella lettura di Gilles Deleuze, altro grande bergsoniano, il tempo avrebbe due facce: il Kronos e l'Aiôn. La prima lettura si basa sull'inuficare passato e futuro in un presente più vasto, per cui di fatto esisterebbe solo il presente; la prima lettura del tempo è il Kronos e si accorda perfettamente con l'interpretazione del tempo di Agostino. La seconda lettura invece si bassa sulla divisione all'infinito del presente in passato e futuro; la seconda lettura del tempo è l'Aiôn e si accorda perfettamente con l'interpretazione del tempo di Bergson. Kronos è l'attuale,  Aiôn è virtuale. Dopo tutto Agostino e Bergson forse leggono il tempo in modo diverso, uno secondo unità e l'altro secondo oblio. Non importa la lettura di riferimento, anche l'oblio o il dividersi all'infinito del tempo porta alla conclusione che il tempo non scorre mai, non solo rimanda a questo concetto paradossale di nulla fecondo che, al pari del non essere di Platone, deve essere in qualche modo per non essere mero vuoto.

In conclusione se la macchina di Okarin e gli altri membri del laboratorio: il forno a microonde modificato da Kurisu riesce a spedire nel passato facendo uso della memoria, allora possiamo trovare dei fondamenti filosofici partendo da quello che prima si è detto. Proust ci insegna che un semplice oggetto può risvegliarci un ricordo nella nostra testa e in quel momento possiamo vivere un'esperienza piuttosto strana della contemporaneità di due presenti: quello passato e quello attuale, in questa esperienza ci sembra che il passato sia ancora attuale, come se fosse davvero da qualche parte. Bergson dice che lo spirito è memoria, qui potremmo immaginare che lo spirito sia l'anima, ma non è quello che dice Bergson. Supponiamo che l'anima sia immortale, anche se chiaramente vive il tempo, come ci dice lo stesso Bergson, allora se il tempo non fosse che un solo presente l'anima dovrebbe vivere tutto il tempo nello stesso istante e per questo non conoscerebbe tempo. È interessante da questo punto di vista l'identità che si fa nell'anime tra il ricordo e il viaggio nel tempo, forse nemmeno l'anima fa tanta differenza tra memoria e fatto passato visto che percepisce tutto come se accadesse in un solo presente. L'ipotesi di fare il viaggio nel tempo attraverso la memoria sembra verificata. Anche la fisica chiaramente studia queste cose, bisogna però avvertire i fisici che quando parlano di "curvature del tempo", come fa lo stesso Einstein, non fanno altro che spazializzare il tempo, per cui diventa una concezione di "convenzione" che fa comodo quando si fa fisica, ma non potrebbe una rappresentazione "fedele" del tempo, sarebbe forse solo una lettura codificata dalla mente.

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