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giovedì 12 settembre 2013

Un commento alla: "caduta nel tempo" di Cioran




Questo libro, come Squartamento, comincia con un racconto mitico: il racconto della Genesi di Adamo ed Eva. La caduta nel tempo, come Squartamento, tratta del tema della filosofia della storia parlando prima dell'entrata dell'uomo nella storia, poi dello sviluppo della storia, infine della fine della storia. Il percorso complessivo è: caduta nel tempo verso la caduta dal tempo. Adamo, nella versione di Cioran, è colui che invidia Dio. Adamo non avrebbe mai presagito questo se non glielo avesse fatto capire il serpente, il grande tentatore. Adamo viveva nella più totale innocenza e soprattutto ignoranza, il desiderio della conoscenza è stata la sua rovina. Dio ha messo il divieto ad Adamo di mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male, tuttavia Adamo ha scelto per il consiglio del serpente. Cioran suppone che Dio abbia posto un divieto ad Adamo perché temeva un Adamo in possesso del sapere, mentre non avrebbe mai temuto un Adamo immortale. Ma ad Adamo non interessava l'immortalità. Adamo preferì la morte. Questa fu l'origine di ogni disgrazia umana e la caduta dell'uomo nel tempo. Dio ha posto un divieto, ma forse non sapeva, come sa Freud, che i divieti stimolano il desiderio ad infrangerli. Se qualcosa ci attrae, è perché è proibito. Adamo del resto, osserva Cioran, non doveva nemmeno essere così tanto felice, visto che ha compiuto quella scelta. La scelta di Adamo è dettata dunque da un certo male interno. Si tratta di una vera tentazione, quella del serpente? Cioran suppone che Adamo abbia invocato il serpente, che lo abbia voluto. Il male, allora, era già da sempre in noi, non dobbiamo cercare il male originario in fonti esterne: il serpente. L'uomo non era fatto per l'eternità, aveva passione per l'ignoto e per questa passione ha dovuto pagare a modo suo. Separandosi dal mondo divino, l'uomo si è separato dall'essere stesso e in qualità di individuo si è condannato al non essere. Noi scopriamo noi stessi solo di fronte al nulla. Solo esercitandoci a non essere niente, a non identificarci con niente, possiamo davvero essere liberi. 





Non siamo realmente noi se non quando, mettendoci di fronte a noi stessi, non coincidiamo con niente, nemmeno con la nostra singolarità” (Cioran)

Questo fenomeno può sembrare strano, nel senso che se Dio è essere e noi non siamo, allora perché cercare la salvezza nel nulla? La verità che noi nell'illusione crediamo ancora di essere, di essere queste persone qui, individuali, ma questo è falso. Eppure Cioran parla anche di una salvezza dall'essere, afferma che che più si è, meno si vuole. Questo ci porta all'idea che l'essere non è tanto la determinazione, perché altrimenti gli individui sarebbero, al contrario di quello che ho detto precedentemente. L'unica via, ancora possibile per l'uomo, sta nel negare la specie per cercare la strada verso l'albero della vita. C'è chi pensa che questa via sia ancora aperta. 


Il racconto dell'Eden spiega la caduta nel tempo dell'uomo o la sua caduta nella storia. Con questo evento incomincia l'avventura dell'uomo in questo mondo e la nascita della civiltà. Dal secondo capitolo La caduta nel tempo incomincia a trattare il tema della civiltà come decadenza. L'atteggiamento dell'uomo civilizzato è visto come sospetto da parte di Cioran perché egli vede in questo una forma di invidia e di vendetta. L'uomo civilizzato porta con sé lo stato di degenerazione e di decadenza. Egli intende condividerlo con gli altri, imporlo. Vuole cancellare i non civilizzati e gli analfabeti. Il civilizzato invidia chi ancora non è evoluto e per questo vuole punirlo. La Conquista degli spagnoli è una forma di vendetta, vendetta che si è riversata contro i popoli indigeni del Sud America. Oggi degli indios rimane davvero poco e la civiltà a conquistato quasi interamente quel continente. L'ultimo rifugio: l'Amazzonia. Si potrebbe fare un discorso analogo anche per l'America del nord e tutti quelle tribù che l'hanno popolata per millenni.