Cerca nel blog

Choose your language:

Visualizzazione post con etichetta cammino creatore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cammino creatore. Mostra tutti i post

mercoledì 18 giugno 2014

Del cammino del creatore


" Fratello, vuoi andare nella solitudine? Vuoi cercare la via verso te stesso? Indugia ancora un poco e ascoltami. - Colui che cerca, finisce sempre facilmente per perdersi. Ogni solitudine è una colpa -: così parla il gregge. E tu hai fatto a lungo parte del gregge. La voce del gregge continuerà a risonare dentro di te. E quando dirai: - Io non ho più la vostra stessa coscienza -, ciò sarà un lamento e un dolore." ( Nietzsche )

Non si può cercare se stessi se non isolandosi, del resto gli altri sono là fuori e non dentro te, cercare l'altro vuol dire cercare all'esterno, ma forse quello che cerchi è dentro te. La massa non ama questa via, dice che ci si perde, del resto non ha mai osato provarci ad affrontarla e comunque se ne fanno una rappresentazione orrida, che non è altro che la proiezione dell'odio che provano per il loro spazio interiore. Non è facile, in effetti, si deve affrontare uno spazio interiore vuoto, ma cosa è questo vuoto? cosa si nasconde in noi? certo in realtà non è che in Nietzsche si possa mai parlare di dimensione interiore, questo va tenuto presente, altrimenti si finirebbe per pensare che ci sia altro oltre la dimensione in cui tutto scorre. In realtà cercare noi stessi, significa cercare il nostro percorso che è vissuto. Anche se " io non ho più la vostra stessa coscienza " è certo una frase che fa riflettere sulla concezione di Nietzsche, cosa poteva essere questa coscienza per Nietzsche? cos'è la coscienza per chi afferma l'esistenza solo del corpo? In realtà il sentiero verso te stesso, per dirla alla Nietzsche, è quella strada che compi verso te stesso, che poi alla fine è la vita stessa, quegli eventi distribuiti nell'eterno ritorno. Si può vivere abbracciando il destino oppure vivere oppressi da esso perché lo si detesta.

" se una nuova forza e un nuovo diritto?  Un moto primo? Una ruota che corre da sé? Sei capace di costringere le stelle a ruotarti attorno?" ( Nietzsche )

Ci sono qui molte immagini interessanti, quella per esempio del moto primo, quella ruota che si muove da sé, perché sono immagini assimilabili, infatti queste per esempio stanno per qualcosa che non è determinato ulteriormente, questa visione ricorda anche il modo in cui concepiva la libertà Kant, che è quello di essere il principio stesso di una serie causale. Mentre quel riferimento alle stelle, secondo me le stelle stanno sempre per obbiettivi, ma sempre valori, verità poste; noi non siamo qualcosa tra i valori o una parte insignificante di questo gigantesco sistema, come dei lontani puntini, ma siamo noi al centro, come grandi creatori, perché tutte quelle stelle le abbiamo volute e posizionate noi, sono i nostri valori, i nostri obbiettivi, le nostre certezze, ciò che ora abbiamo tenuto per vero.

" Libero, ti chiami? voglio sentire il tuo pensiero dominante e non che sei fuggito ad un giogo." ( Nietzsche )

Una frase che dice veramente tutto. Cos'è questo pensiero dominante? penso sia ciò che ti spinge di più nella vita, il grande perché che giustifica ogni atto, che è un tuo strumento e non una condizione. Mentre quello del giogo è un caso, molta gente si crede libera perché magari si è liberata da una servitù esteriore, ma dentro è sempre serva di sé o di valori, o di credenze e sicuramente dei suoi idoli. Dopo si nota queste differenza del " libero da qualcosa " e " libero per qualcosa ", il primo può riferirsi a tante cose, per esempio la libertà dal giogo di cui si parlava prima, la seconda invece è connessa con il pensiero dominante, quella motivazione difenda il fine della nostra libertà. Ma la solitudine non è una strada facile, quando prima crediamo di essere forti, poi qualcosa in noi grida:

" Un giorno urlerai: - Sono solo! - " ( Nietzsche )

" Un giorno urlerai: - Tutto è falso! - " ( Nietzsche )

Perché del resto è inevitabile, chi mai nei momenti più tristi non ha detto questo? ma forse ha anche detto che il mondo era nulla, volentieri avrebbe preso il sentiero del pozzo, per finirci dentro, perché se nulla è tutto è vano, se tutto è falso niente vale la pena di essere perseguito. Però se tutto è falso, allora tutto è vero, perché il bicchiere è anche mezzo pieno e se sei solo, solo con te stesso, non dipendente dagli altri, sei anche libero. Dalle urla si deve passare alla grande gioia; non è facile però perché saranno gli altri a ridere di te e a disprezzarti, certo non possono più capirti, sei completamente altro per loro, ma il loro riso diventa solo manifestazione di voler scacciare una realtà ignota che hanno di fronte.

" Ingiustizia e lordura essi gettano verso il solitario: ma, fratello, se vuoi essere una stella, devi non di meno rilucere anche per loro" ( Nietzsche )

Perché tu non farai lo stesso che gli altri fanno a te, tu stesso non lo vuoi nemmeno, gli altri ti disprezzano, ma tu non devi essere polvere e tenebre per loro, come splendi per ogni cosa, splendi anche per loro. Essere giusto anche nei confronti di chi ti disprezza. Però in questo grande cammino si dovranno rifuggire i buoni, o quelli che si dicono santi, rifuggire quei sentimenti che sono nemici della solitudine, diventare l'omicida di questi sentimenti, perché si dovrà lottare contro di essi, ma o loro o te. Del resto loro, sono quei sentimenti che trasformano la solitudine in un peso, quando il cuore si fa di piombo e non riesci più muoverti, un dolore ti assale all'improvviso e per te e come se il mondo fosse finito, la strada più semplice sarebbe una bella pugnalata contro quel piombo, ma non è questa la strada di cui si parla qui, perché per percorre questa strada bisogna essere coraggiosi, rischiare, la prima strada è solo espressione di grande vigliaccheria.

" Ma il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso; nelle caverne e nelle foreste tu tendi l'agguato a te stesso. Da solo vai sul cammino che porta a te stesso! e il tuo cammino comprende anche te e i tuoi sette demoni! " ( Nietzsche )

In effetti nella vita tu non fai altro che ostacolarti da solo e questi ostacoli sono i peggiori e i più difficili da superare, in fondo gli altri sono niente, ma tu ti impedisci di fare le cose torturandoti con i dubbi, frustandoti con i tuoi stessi sentimenti, perché tu hai delle armi e le usi per fustigarti. La scommessa del libro di Nietzsche è quella di superare se stessi, in un certo senso, così che si capisce meglio il finale:

" Va' nella solitudine, fratello, con il tuo amore e il tuo creare; solo in seguito la giustizia ti inseguirà zoppicando. Va' con le lacrime nella tua solitudine, fratello. Io amo colui che vuole creare al di sopra di sé e così perisce." ( Nietzsche )