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lunedì 20 luglio 2015

Logica del senso, 4° serie: Sulle dualità (Deleuze)




C'è un dualismo nel pensiero degli stoici: gli stati di cose, questi atomi concatenati, compenetrati, questi corpi quasi coesistenti come tante cause gli uni degli altri e dall'altro l'incorporeo l'evento, un effetto prodotto da una quasi causa. Non si possono assimilare queste due cose, perché anche se fino ad un certo punto sembrano indiscernibili, sono sempre in un rapporto tale per cui una eccede sulla seconda: l'evento. La logica dell'evento deve essere quella strutturalista, ma non si tratta dello strutturalismo di Saussure, ma di quello di Jakobson. Il primo strutturalismo parlava di segno, referente e significato. Questi come in un triangolo dai tre vertici rimandano uno all'altro, così che il significante o il segno si connette direttamente con il significato, quindi con il rimando concettuale, mentre il referente, l'oggetto vero, anche lui è connesso con il resto. Così c'è il coniglio che ho davanti a me (referente), il mio concetto di coniglio (significato) e la parola coniglio (segno). Nel secondo strutturalismo, in Jakobson, si parla piuttosto di una struttura della significanza dove un significante (senso) allude sempre ad un significato (designazione), queste sono due serie in un rapporto tale per cui una eccede sulla seconda, quella che eccede è quella del significante. Qui il problema è il rapporto tra le parole (eventi) e le cose (stati di cose, corpi). Si deve pensare che ogni cosa  sia riflessa da un'espressione, ma non è vero che ogni espressione rimandi sempre ad una cosa che designa. Se dico coniglio ci intendiamo, perché voi avete il concetto di coniglio, questo coniglio così come lo pronunciate è impossibile che non vi esca di bocca, per Deleuze queste sono parole mangiate, voi mangiare conigli!. Per esempio lo stoico usa questa formula: se dico qualcosa, qualcosa passa attraverso la bocca. Il senso, in questo caso, non è verso le superfici, ma verso le profondità, profondità che sembrano non avere nulla di più spirituale di uno stomaco. Non c'è confine tra parole e cose se non nell'evento, quella cosa che eccede e che rende davvero possibile il linguaggio. Il cielo azzurreggia, ma se io ho un concetto di azzurro, non ne ho nessuno dell'azzurreggiare, allo stesso modo sarebbe difficile trovare un referente. Come vedremo cose come Snark, quadrato-rotondo, sfera cubica, Jabberwocky, non vogliono dire nulla, non significano nulla, ma comunque esprimono qualcosa, hanno un senso. Un esempio è questo: «Il topo racconta che quando i signori progettarono di offrire la corona a Guglielmo il Conquistatore, "l'arcivescovo trovò questo ragionevole." L'anatra chiede: "Cosa trovò?" "Trovò questo" replicò il topo molto irritato, "saprai cosa questo vuol dire, no?" "Io so cosa questo vuol dire quando trovo una cosa", disse l'anatra; "in generale è una rana o un verme. La domanda è: che cosa trovò l'arcivescovo?". È chiaro che l'anatra usa e comprende questo come un termine di designazione per tutte le cose, stati di cose e qualità possibili (indicatore).» (Deleuze, Logica del senso, 2009, p.31)

La stessa cosa possiamo farla per questo libro: - Il libro Logica del senso discute dell'analogia tra stoicismo e la recente psicoanalisi di Lacan. Il libro non parla altro che di questo.-  -Scusa di cosa parla il libro?- -Di questo; saprai cosa questo vuol dire, no?- - Io so cosa questo vuol dire quando parla di qualcosa, in generale di filosofia, del pensiero, di nuove teorie. La domanda è: di che cosa parla questo libro?-

È vero dire che il libro parla di questo, non parla altro che di questo, dopo tutto è il vero argomento del libro, proprio perché questo se non designa qualcosa non vuol dir nulla, il libro non parla altro che di questo eccesso di significante sul significato, della filosofia dell'evento. In questo è interessante la poesia che cita Deleuze di Carroll:

Pensava di vedere un elefante
che si esercitasse con il piffero,
guardò una seconda volta e si rese conto che era
una lettera di sua moglie.
Finalmente capisco, disse,
l'amarezza della vita…
pensava di vedere un albatros
che battesse le ali attorno a una lampada,
guardò una seconda volta e si rese conto che era
un francobollo da un penny.
Fareste meglio a rientrare in casa vostra, disse,
le notti sono umide…
Pensava di vedere un argomento
che provasse che egli era il papa,
guardò una seconda volta e si rese conto che era
un pezzo di sapone venato.
Un evento così terrificante, disse con un filo di voce,
spegne ogni speranza.

Ci sono due serie: una delle cose e l'altra delle parole, una dei corpi e l'altra degli eventi, una del coniglio e l'altra di questo. Il significante e il significato: la logica del senso. Ogni volta pensava di vedere X in realtà era questo.

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