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sabato 5 novembre 2011

i quattro elementi









In questo articolo vedremo il tema dei quattro elementi a partire dai presocratici. Intendo quindi trattare il tema degli elementi per il ruolo che hanno svolto in filosofi come Talete, Anassimene, Empedocle, ecc. Non prenderò in considerazione la totalità di queste filosofie, ma solo quegli aspetti che concernono gli elementi. Inoltre è mia intenzione trattare anche di alcune letture dei presocratici da parte di alcuni interpreti dei presocratici come Nietzsche o Bachelard.

Talete normalmente è designato come il primo filosofo. È probabile che esistesse una filosofia presso gli egizi o i sumeri, ma convenzionalmente la filosofia la si fa incominciare con Talete e la Grecia. Del resto la filosofia, anche quella attuale, continua a tenere un punto di vista sul metodo e sulla realtà le cui coordinate sono state descritte dai filosofi greci. Talete è stato un filosofo, ma è stato anche un astronomo e ha lavorato nell'esercito, mettendo al servizio il suo intelletto. Egli come astronomo ha scoperto il fenomeno dell'eclisse e credeva che la terra galleggiasse su un mare infinito. Si narra che passasse talmente tanto tempo a guardare le stelle che, un giorno, per svista, è caduto in un pozzo. Un altro episodio famoso è quello in cui Talete, per dimostrare che anche i filosofi sanno come diventare ricchi, aveva predetto una buona raccolta di olive e aveva preso dei frantoi, i quali, quando tutti hanno iniziato a sentirne la necessità, poté venderli al prezzo che voleva e fare un sacco di soldi. Tuttavia Talete sottolineava il fatto che, sebbene il filosofo sia perfettamente in grado di divenire ricco, egli non usa la filosofia per arricchirsi. Quel che sappiamo di Talete ci viene raccontato da Platone, Erodoto e Aristotele.

Talete è famoso per aver affermato che il principio di tutte le cose è l'acqua. Sul perché proprio l'acqua esistono molte interpretazioni. Aristotele e altri hanno sostenuto che Talete credeva che il principio di ogni cosa fosse l'acqua perché la vita viene dall'umido, nel senso che l'alimento di ogni cosa che vive è umido. Se prendiamo la teoria di Talete in termini fisici, quel che lui afferma a noi sembrerà molto strano. Egli afferma: "il principio di ogni cosa è l'acqua". Questo significa che l'acqua è un principio e funge da principio rispetto ad ogni ente di questo mondo. Talete sta forse dicendo che, per esempio, il tavolo al quale sono seduto, il quale mi appare di legno, è in realtà fatto nientemeno che di acqua? Se diciamo "il tavolo è composto di acqua", intendiamo che l'acqua è la materia del tavolo. Tuttavia Talete non dice "la materia di ogni cosa è l'acqua", ma dice: "il principio di ogni cosa è l'acqua". I presocratici non parlano di materia, ma di principi. Quindi il senso potrebbe essere questo: ogni cosa deriva dall'acqua. Questo modo di leggere la filosofia di Talete, chiaramente, sottopone la sua filosofia ad un'interpretazione che sembra più fisica che filosofica. Nietzsche sostiene che l'enunciato di Talete è veramente importante, sopratutto per tre motivi:

1 L'enunciato ci dice qualcosa sull'origine delle cose.

2 Quel che dice, lo dice prescindendo da ogni favola o racconto.

3 In quell'affermazione è contenuto l'enunciato: "tutto è uno".

Di tutti questi punti, secondo Nietzsche, è solo per il terzo che Talete è considerato un filosofo. Il vero contenuto filosofico dell'enunciato è: "il principio di ogni cosa è l'uno". Talete, in questo modo, si conferma un monista. Egli è monista perché crede che tutto ciò che esiste va riportato ad un solo principio: l'acqua. Secondo Nietzsche questo rappresenta un passo ulteriore rispetto alla mera affermazione fisica che la terra, il fuoco e l'aria derivano tutte dall'acqua.


Il secondo presocratico è Anassimandro. Anassimandro è di Mileto come Talete. Anch'egli, come Talete, può essere detto sia filosofo, che astronomo. In quanto astronomo ha scoperto gli equinozi e sosteneva che la terra avesse una forma cilindrica.

Anassimandro ha sostenuto che il principio di ogni cosa è l'indeterminato. Con questa affermazione non ha identificato il principio con un elemento, ma con qualcos'altro. Nietzsche sostiene che Anassimandro abbia sostenuto ciò perché ogni elemento è qualcosa che nasce e quindi deve perire, ma il principio di ogni cosa non può avere questa caratteristica. Il principio di ogni cosa deve spiegare perché esistono molteplici enti, ma questa moltitudine è del tutto illusoria perché il principio è uno solo. Anche Anassimandro si conferma monista e afferma che ogni cosa che esiste è colpevole in quanto esiste, poiché si è staccata dall'indefinito. Separata dal principio, ogni cosa, paga il prezzo della sua esistenza con la morte. Qui Nietzsche collega il pensiero di Anassimandro al pensiero pessimista di Schopenhauer.

Anassimene è il terzo dei presocratici. Egli ha affermato che il principio di ogni cosa è l'aria e che tutto ha origine dall'aria secondo due movimenti: addensazione e attenuazione. Con questi due moti dell'aria Anassimene spiega il fuoco, le nubi, l'acqua, la terra, ecc. Un filosofo contemporaneo, Graham Harman, ha sostenuto che Anassimene credeva che, per esempio, questo tavolo a cui sono seduto, non fosse altro che aria compressa. Questa affermazione è problematica, in quanto rischia di confondere di nuovo la materia con il principio. Anche Anassimene, in fondo, ha detto che l'aria è il principio delle cose e non la materia. Piuttosto Anassimene spiega l'origine di ogni cosa dall'addensarsi e nella rarefazione dell'aria.

Nietzsche non scrive nulla su Anassimene, ma passa direttamente ad Eraclito. Eraclito è noto per aver affermato che il principio di ogni cosa è il fuoco. Egli ha detto che ogni cosa è uno scambio con il fuoco e il fuoco si scambia con ogni cosa, esattamente come la merce e il denaro. L'affermazione di Eraclito secondo la quale ogni cosa ha origine dal fuoco è profondamente diversa da quella esposta dai filosofi precedenti. Deleuze sosteneva che i presocratici cercavano nelle profondità della caverna platonica i principi della natura. Quindi cercavano, al di là di ogni apparenza, le radici ultime della realtà . Eraclito, come si vede bene dalla lettura di Nietzsche, non cerca qualcosa di diverso dall'apparenza. Bisogna piuttosto vedere il discorso sul fuoco nell'insieme delle affermazioni di Eraclito, ossia tenendo presente che Eraclito è il grande filosofo del divenire e dei contrari. Eraclito ha affermato che tutto esiste secondo la contesa, ossia che ogni cosa è come in uno stato perenne di guerra con ogni altra. Ma era anche consapevole che ogni contrario ben presto sarebbe diventato il suo opposto e che non esiste una totale opposizione, ma una sola ragione per tutte le cose. Eraclito ha inoltre affermato che non possiamo bagnarci due volte nello fiume, ossia che non ci sono eventi nel tempo che sono identici l'uno all'altro e il tempo va dal passato al futuro. Secondo Nietzsche Eraclito sostiene che il divenire stesso è costituito dall'eterna lotta di ogni opposto, rispetto ai quali le cose non sono che vane scintille, come quelle che si producono quando le spade cozzano l'una contro l'altra. Questi contrari, tuttavia, non si oppongono mai completamente, ma deve esiste sempre una sola realtà che domina ogni fenomeno nel divenire. Questa realtà non è un'insieme di essenze o un tutto che trascende il mondo dei fenomeni, ma lo stesso fuoco che nelle sue mescolanze produce ogni cosa. Nietzsche afferma che Eraclito ha identificato il monismo con il pluralismo, equiparando l'unità alla pluralità. Se c'è un Uno in Eraclito, questo è il fuoco, ma l'Uno è identico e sullo stesso piano dei molti, visto che ogni cosa si baratta con il fuoco e il fuoco per ogni cosa.

Empedocle, dopo quelli che ho citato, svolge un ruolo importante nel pensiero degli elementi nei presocratici. Empedocle ha affermato che non c'è un solo principio della realtà, ma che i principi sono quattro e corrispondono a tutti gli elementi: fuoco, terra, acqua e aria. Questi quattro elementi costituiscono le quattro radici della realtà. Ogni cosa è composta dalla mescolanza di tutti questi principi. Ogni cosa differisce dalle altre a seconda della quantità maggiore o minore di un principio rispetto ad un altro. Anche qui, l'elemento filosofico non sta tanto nella supposta ipotesi scientifica sui principi, ma nel fatto che Empedocle afferma che i principi sono molti, dichiarandosi, dunque, un pluralista. Spesso il pluralismo viene identificato con chi afferma che l'essere si dice in molti modi. Empedocle sosteneva che il simile viene dal simile e che il piacere stesso viene dal simile, mentre il dolore viene dal dissimile. Empedocle afferma, inoltre, che ogni cosa nasce dall'unione dei quattro elementi e muore per la disgregazione di questi. Dunque sono due i principi che governano ogni cosa: Amore e Odio. Amore unisce le cose e Odio le divide. Il cosmo segue quattro fasi: due in cui i principi sono in armonia e due in cui uno prevarica sull'altro a turno.

Veniamo alla lettura di Gaston Bachelard dei presocratici. Gaston Bachelard, ricordo, è uno degli esponenti di spicco dell'epistemologia francese. L'epistemologia è la filosofia della scienza. Farò riferimento, in questo caso, allo scritto di Bachelard che porta come titolo: Materialismo razionale. L'idea filosofica di spiegare il mondo con gli elementi consiste nell'idea di spiegare l'origine di ogni sostanza a partire da un carattere assai manifesto delle cose è stata l'idea che ha governato nel pensiero presso i presocratici. È chiaro per esperienza che noi camminiamo sulla terra, che dalla terra nascono le piante, ma le piante hanno anche bisogno di acqua, ecc. L'aria, l'acqua, il fuoco e la terra sono elementi molto semplici e manifesti che troviamo facilmente attorno a noi, ma per gli antichi non erano solo materia, ma anche dei principi cosmici. La terra non è posta rispetto agli altri elementi sullo stesso piano, infatti gli altri elementi si dimostrano attivi rispetto alla terra che è del tutto passiva. La terra non è mai stata scelta come elemento, sostiene Aristotele, perché dalla terra nasce il fango. La terra non è un elemento nobile per i presocratici. Diventerà, invece, di estrema importanza per i filosofi venturi come Nietzsche ed Heidegger.

Gaston Bachelard presenta la dottrina dei quattro elementi come una dottrina razionalista. Egli cerca di delinearne la storia. Questa storia certamente parte dai presocratici, ma prosegue con l'alchimia. Ogni elemento, osserva Bachelard, può essere visto come materia e principio. È vero che il fuoco come elemento materiale dipende da un processo chimico di combustione, tuttavia il punto sta nel vedere in questo processo il principio-fuoco o principium igne. A questo punto il fenomeno manifesto del fuoco viene a dipendere da un principio nascosto. Nella chimica moderna, spiega Bachelard, è solamente l'elemento materiale che conta e del fuoco rimane solo la componente manifesta, andando perduta l'essenza. La visione del mondo come derivato dall'azione degli elementi è oggi in occidente completamente scomparsa a favore di una visione molto più materialista. Tuttavia, in oriente non è andata allo stesso modo. In oriente gli elementi sono cinque (legno, metallo, fuoco, acqua, terra) e sono considerati manifestazioni del Chi (l'energia vitale). Sulla dottrina dei cinque elementi, delle energie della terra e del cielo, è fondata tutta la famosa medicina cinese. La medicina cinese è tutt'ora praticata. Dal punto di vista scientifico è stato certamente dimostrato il suo effetto benefico per quanto riguarda le infiammazioni.

È bene ricordare che tutto quello che noi ammiriamo dell'oriente è, in realtà, già esistito nell'occidente sotto forma della dottrina dei quattro elementi. La dottrina dei quattro elementi, come ho già detto, è stata coltivata dagli alchimisti. Pensando gli elementi come dei principi, gli alchimisti hanno costruito un sistema complesso di corrispondenze, facendo corrispondere ad ogni elemento un carattere, un animale, ecc.

Vediamo alcuni esempi di queste corrispondenze:

a)

1 acqua = metalli

2 aria = vegetali

3 fuoco = animali

b)

1 acqua = pesci

2 aria = uccelli

3 fuoco =salamandre

4 terra = rettili


c)


1 acqua = muco

2 aria = sangue

3 fuoco = collera

4 terra = bile nera

d)

1 acqua = flemmatico

2 aria = sanguigno

3 fuoco = collerico

4 terra = melancolico


Al termine di questo articolo sorgono alcune domande e vanno fatte alcune considerazioni. Le teorie sugli elementi dei presocratici non sono più sostenibili in filosofia. Tuttavia esse hanno delineato per la prima volta strutture di posizioni ontologiche. Ad esempio Talete potrebbe essere considerato il primo monista, mentre Empedocle il primo pluralista. Possiamo pensare, inoltre, che questi filosofi abbiano elevato a principi cosmici elementi che certamente avevano osservato nel mondo nel corso della loro esperienza. Ma la loro teoria incomincia ad andare nella direzione della scienza nella misura in cui rompe con il racconto e la narrazione del mito. Una domanda, comunque, ancora rimane: perché questa tradizione, che poi si è sviluppata sui quattro elementi, è andata perduta nella civiltà occidentale, mentre la dottrina corrispettiva orientale si è mantenuta intatta e dura ancora oggi? Si tenga conto che la divisione dei caratteri (vedi d) ) secondo gli elementi compare ancora nell' Antopologia pragmatica di Immanuel Kant, ossia in un testo dell'800'.