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sabato 1 marzo 2014

una teoria sullo stesso negli universi paralleli ( tra in sé e per sé, una teoria in costruzione )




Scrivendo mi è venuta in mente questa idea, qui volevo presentarla come un mero abbozzo, ma appunto cominciare a svilupparla e vedere che effetto fa. Tutto comincia da un problema che si presentava nel campo dei possibili, in questo caso si vedeva che per esempio se si supponeva che i possibili sono infiniti, c'erano dei possibili identici che si ripresentavano uguali a quello che erano nei vari possibili di universi paralleli. Il problema dello stesso è un classico, nel senso che non si può dare lo stesso più di una volta, perché non ci possono essere due cose perfettamente uguali, ma ci saranno sempre delle differenze. Il punto è che questo è vero solo se si prende in considerazione la cosa come un in sé, ma mai se si prende la cosa come un per sé, in quel caso il doppio o il triplo nel suo darsi non rappresenterebbe nessuna contraddizione. Il punto è l'identità in quanto tale come mera forma, si ripete costituendo un elemento irreale nel mondo, quindi non so il fatto di avere una collezione si pennarelli, la dove la forma del pennarello è elemento di ripetizione, crea un irreale, non come mera dissociazione dall'abitudinario, infatti in realtà va a formare un abitudinario di suo, ma appunto perché c'è un F ritorna in ogni pennarello, che è l'identità generale. Il singolare non è l'F stesso, ma se mai un valore della x di F(x), sostituendo si ha il singolo pennarello. Il punto è: e se si ripetesse anche il valore della x? in quel caso avremmo un altro problema di contraddizione, questo non può darsi per il nostro universo, nel senso che non può succedere nel nostro universo che due cose siano uguali, non potrebbe succedere nemmeno che accada in due universi paralleli, però se supponiamo fossero infiniti, nella loro infinita combinazione potrebbero darsi casi di ripetizione della x. Il punto è che se F è il generale, mentre il valore di x è il fattore singolarizzante, allora F(x) è quando si trova un valore un pennarello, ma un pennarello in sé. Cosa vorrebbe dire avere di fronte un pennarello per sé ? noi se vediamo qualcosa ed entriamo in contatto con qualcosa questo sarà sempre un per noi, quindi per sé, la formula va cambiata in F(x)y, dove y non è in funzione di F, ma si moltiplica come elemento a cui va riferito il tutto, perché tutto poi dipende dal soggetto che osserva, quindi ecco il per sé. Il totale è diverso dall'in sé per via di quella y, infatti dipende dal valore della variabile, che poi è il soggetto o quel qualcuno a cui si da la cosa o anche semplicemente il suo darsi puro nella modalità dell'apparecchiatura che da. Il punto è che in questa soluzione l'in sé rimane lo stesso mentre uno stesso potrebbe darsi in universi paralleli diversi per via della variabile y che crea differenze. L'esempio si capisce meglio se lo vediamo in questo modo, per esempio possiamo immaginare che in una sala conferenze, presentito un nuovo tipo di pennarello che scrive lasciando tracce che si vedono anche al buoi, in quanto fosforescenti. La presentazione del magico pennarello sarà fatta davanti ad un pubblico, sarà trasmessa alla televisione su diversi canali, comparirà su una telecamera di sicurezza, in un video che sta facendo qualcosa da mettere su youtube. Il pennarello stesso è una volta sola, ma si da molte volte, alla televisione, ad un pubblico la davanti, ad una telecamera e a chi osserva con essa, in un video. Questo si chiama moltiplicatore del per sé, dipende dal numero di volte che la cosa si da, questo è il numero dei per sé, ma in questo modo si evita anche il problema della ripetizione dell'identità, che generava problemi solo come in sé. Così quello che vediamo nel mondo è sempre per noi, ma non è l'in sé quello che vediamo, dunque si può fantasticare che lo stesso in sé si possa dare in un altro universo parallelo. Per esempio io sono in una stanza e guardo il divano, quel divano si da a me in un modo, potrei pensare che in un universo parallelo, in quanto parallelo perché differisce solo come per sé, ci sia qualcun altro che osserva lo stesso divano, collocato in un altro contesto e così via.