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sabato 6 giugno 2015

Passages, Q: Panorama (Walter Benjamin)

 


(Sorhei Nishino: Diorama di Parigi)

"Nessuno ha più voglia di entrare in un panorama con me?" (Max Brod)

Quello che vedete in alto è un diorama di Parigi, molto contemporaneo. All'epoca dell'800' i diorami non erano così, potremmo quasi dire che si sono molto evoluti. Questa sezione Benjamin la dedica ad una parte particolare dello sviluppo della tecnica: quella dei diorami, dei panorami e della fotografia. Louis Daguerre inventò in quel secolo la prima macchina fotografica: il daguerrotipo, una scatola di legno, con una lastra di rame dietro e frontalmente un obbiettivo fisso in ottone e vetro. Per esempio il ritratto fotografico di Edgar Allan Poe è un daguerrotipo o comunque una fotografia scattata con uno dei primi modelli di macchine fotografiche. La camera oscura è lo strumento base che si trova dietro la macchina fotografica, essa è una scatola aperta da un lato per far passare della luce e con un foro, il quale proietta l'immagine fuori della scatola capovolta sulla parete opposta della scatola (un principio simile a quello dell'occhio). 






Il diorama si basa su dei quadri visti con certi luci, o almeno questo era quello che faceva Daguerre. In seguito il diorama si è sempre più evoluto nella direzione di voler riprodurre una realtà tridimensionalmente, per esempio viene usato molto nel modellismo per cercare di riprodurre su scala delle realtà come ponti, edifici, ma anche scene di battaglie storiche, epiche e fantasy (Warhammer). Il panorama, invece, consisteva nella visione di immagini particolari, fotografie, anche colorate successivamente; esso è definito come un peep show diventato di moda, anche per i suoi usi pornografici ed erotici. Un famoso modello di Panorama è il Kaiserpanorama, citato da Benjamin; appoggiando gli occhi ad una macchina, una serie di persone vedevano delle immagini che stavano dall'altra parte, immagini stereoscopiche. Compresi questi strumenti tecnici, cosa vuol dire entrare in un panorama? non è forse come entrare in un sogno?. Già, paradossalmente è ancora più fantasioso, perché nei sogni ci entriamo ogni notte, nei panorami non si conosce nessuno che ci sia entrato. Ad ogni modo Benjamin dice:
" L'«attesa» potrebbe essere associata tanto alla rappresentazione dei Kaiserpanorama quanto alla noia. È molto significativo che nella glossa «Panorama», Brod si sia imbattuto in tutte le voci di questa ricerca: moda, noia, luce a gas ecc." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.593)
Un'immagine che è sempre la stessa, la schermata della nostra vita: la noia dell'esistenza, perché il mondo non cambia? ma come non cambia? non c'è forse la moda a farlo cambiare, non vanno di moda i Kaiserpanorama? ma è anche noia, luce a gas ("I diorami subentrano alla lanterna magica" (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.593)), innovazione e tutto quanto sta nella rubrica di Benjamin. Diorami e Panorami sono gli antenati della fotografia e del cinema, stanno alla base dalla nascita del mondo della copie senza originali e di quel cammino dell'uomo che vuole frasi creatore di un mondo virtuale. Possiamo dire che molte delle fantasie dell'uomo la tecnologia si avvicina ad avverarle, quelle dei voyeurs avidi di nudi, di chi invece cerca di creare mondi, o semplicemente vorrebbe dare materia ai propri sogni. Dopotutto si parte dalla foto per riprodurre la realtà e immobilizzarla, con i video si cerca di aggiungere il movimento semplicemente basandosi sullo scorrimento delle fotografie, ma tutto rimane molto bidimensionale, dunque si deve dare più profondità alle cose e ora abbiamo il 3d, quello che ci si chiede è: potremmo riprodurre tutto un mondo, farlo così bene da lasciarci alle spalle questa realtà e viverci dentro? (entrare nel panorama, ecco il senso). Dall'altro Benjamin fa notare un tentativo di voler arrivare ad un'arte totale, per esempio quando dice: "Il panottico, una forma dell'opera d'arte totale. L'universalismo del XIX secolo ha nel panottico il suo monumento. Pan-ottico: non solo si vede tutto, ma lo si vede in tutte le maniere". (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.594)
Panottico ricorda Panopticon, il termine usato da Bentham per indicare questo edificio labirintico, del quale, a una creatura esterna non visibile, tutto è visibile. È l'immagine della sorveglianza completa. Qui in Benjamin arriva all'idea del prospettivismo, ovvero l'idea di poter cogliere la cosa in sé al di là dei punti di vista. Vedere in tutti i modi un oggetto vuol dire vederlo completamente, in un modo in cui l'occhio non può vederlo. Per esempio vedo gli oggetti da davanti, da dietro o di fianco, ma mai in tutte queste modalità assieme. Oltre la conquista dello spazio, ve ne è una anche del tempo, per esempio nei diorami. Il diorama nei giochi di luce può essere più o meno illuminato, in questo modo si può dare l'idea dell'osservazione di un dato oggetto in diversi momenti della giornata. Una stessa immagine compare dall'oscurità per poi tornarci. Questo è il destino della tecnica e non solo, o come dice Benjamin: "Nello stesso anno in cui Daguerre inventò la fotografia, si incendiò il suo diorama 1839." (Benjamin, Walter, I passages di Parigi, Einaudi, Torino, 2002, pp.594)


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