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domenica 28 dicembre 2014

Passages, H: Il collezionista. (Walter Benjamin)








Passato-chiaroveggenza-collezionismo-liberazione della merce-risveglio-musica. Tutti temi di questa sezione, il collezionista è il soggetto, esso è colui che ancora ha mantenuto il vero valore delle cose, lo vede, legge gli oggetti con le mani, ne coglie il destino, li rapisce, sono suoi, ma non sono mai qualcosa di dato, ancora parlano, ancora si può svegliare forze dentro di loro, ancora non è concluso il loro destino. Questi sono i punti, da quando Marx ha parlato di use value e di market value, valore di scambio e di mercato, è sparito quello che Locke ancora chiamava worth, così dice Hannah Arendt. Il valore di scambio è il prezzo, una cosa può costare 2 euro, una volta a Parigi c'erano i franchi, ma questo è il valore di mercato, mentre il valore d'uso si riferisce all'utilità dell'oggetto, per cosa ci serve. Ma a cosa servono questi oggetti da collezione, che spesso il collezionista si limita a guardare con soddisfazione? che diavolo di prezzo dovrebbero avere oggettivamente con il tempo che è passato, la loro qualità attuale, se non ci fosse quello che è disposto a pagare il collezionista? niente, non c'è un uso, anche il valore monetario sarebbe scarso (salvo la rarità della cosa), allora cosa spinge il collezionista a dare 300 euro per un francobollo raro? il worth, solo quello può spingerlo, pensare che le cose possano davvero avere un valore intrinseco a prescindere da quello che gli da il mercato e dalla loro effettiva utilità; se qualcosa è raro certo vale di più, avere un oggetto raro da collezione potenzialmente aumenta il suo valore di scambio, se così vogliamo, però il collezionista se davvero è interessato alla cosa potrebbe pagare anche il doppio, il worth di per sé non ha prezzo. Gli oggetti da collezioni, oggetti pieni di passato, il collezionista sa leggerlo con le sue stesse mani, come se avesse una certa capacità tattile. Ogni pezzo è unico, quando manca qualcosa  ci si sente mancanti dentro, così manca il pezzo della collezione, quel libro o quella cosa. Nel testo di Benjamin sono gli stessi passages che diventano dei veri pezzi da collezione, pezzi unici, con negozi di lusso, ognuno con il suo nome, ognuno con le sue particolarità. Del resto immagino, entrare in un negozio e pensare che in fondo là dentro il passages, se si avessero i soldi, lo si svuoterebbe tutto, forse si comprerebbe lo stesso passage. Collezionisti anche i biologi, i botanici e gli zoologi. Ma soprattutto collezionisti chiaroveggenti, che sanno leggere oltre la storia il divenire dell'oggetto, perché la storia delle cose non è mai finita, vedono gli oggetti come incompleti, con un destino ancora da adempiere, così si li prendono e che il destino si compia. Collezionisti liberatori, liberano gli oggetti dalle loro relazioni funzionalità, valgono a prescindere dal loro uso, sono anche solo belli da guardare, basta solo dire: è mio!.


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